Newsmartedì 07 agosto 2018 09:13

Assessori alla solitudine

Mentre l'estate di Savona è ulteriormente surriscaldata da un selvaggio rimpasto di giunta di cui è davvero difficile capire il senso, il segretario generale di Uil Pensionati Liguria scrive al Secolo XIX una lettera in cui denuncia la mancanza di un assessorato che servirebbe davvero: quello alla solitudine dei molti anziani che popolano una regione perennemente in emergenza, per le piogge, per le frane, per la neve o per il caldo. La riportiamo integralmente

Essere avanti con gli anni in Liguria ci consente di dettare al Paese e all’Europa l’agendadel buon invecchiamento, puntando anche sulla prevenzione e l’educazione al benessere.

Non siamo una regione come le altre, sul territorio ci sono tante persone sole che non hanno la possibilità di appoggiarsi a qualcuno perla più banale delle esigenze.

Per questa ragione, penso sia una vera vergogna che, in questi giorni si parli ancora di emergenza anziani dovuta al caldo.

Siamo ancora impreparati?

Le istituzioni, che tanto si riempiono la bocca di Silver Economy, avrebbero già dovuto programmare un piano espressamente dedicato.

In questa regione si va da un’emergenza all’altra: acqua, frane, neve, ghiaccio e ora caldo.

Le istituzioni non hanno ancora capito che la solitudine è un male cronico, che la nostra società deve imparare ad affrontare con approccio politico, scientifico e sociale.

La Uil Pensionati della Liguria vorrebbe un vero e proprio assessorato dedicato al tema: l’assessorato regionale alla solitudine.

Un soggetto vero con cui confrontarsi. Le cause della solitudine sono molteplici e alcune nuove: urbanizzazione, mutamenti demografici, tecnologia, famiglie e comunità che si allontanano geograficamente e dal punto di vista emotivo. Sono elementi che contribuiscono a rendere il problema dell’isolamento sociale sempre più diffuso.

Purtroppo le nostre comunità, che fino a ieri hanno tenuto gli anziani in casa per diversi motivi, non sono ancora in grado di far fronte all’emergenza sociale in corso. L’aumento della popolazione anziana, soprattutto in Liguria,ci consegna una società diversa da quelle precedenti. È un’esperienza nuova che va gestita e non subita, che impone un cambio di passo nella programmazione nelle politiche sociali e della salute. Per queste ragioni, si dovrebbe cominciare a pensare, a livello politico e istituzionale, ad un assessorato dedicato alla terza età e alla solitudine, che disegni un percorso serio insieme agli attori sociali del territorio che si occupano del settore.

Un monitoraggio attento delle situazioni critiche, una mappatura del territorio e servizi dedicati, eviterebbero le stragi del caldo e della solitudine.

Perché non sostenere con forza l’opportunità di un’azione di sistema che crei un cluster della terza età che abbracci non soltanto la cura dei nonni, ma che interessi a pieno titolo il settore della sanità?


 

Pierangelo Massa

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