18 agosto 2018 18:33

Viadotto crollato: parla Autostrade

I morti accertati del crollo del ponte Morandi sono ormai quarantatré. Con quarantatré famiglie distrutte dal dolore e più di trecento che hanno dovuto abbandonare la propria casa è difficile non farsi prendere dalla sete di vendetta. Specie per noi liguri che, come scrive Mimmo Lombezzi, vediamo la nostra regione diventare un'enorme “Area di crisi complessa”, e non sappiamo come potremo rialzarci

foto: Rainews

foto: Rainews

Ciononostante ci pare che il dovere di cronaca imponga di lasciare ad altri i rigurgiti d'odio, e tentare di analizzare, benché a caldo, quanto abbiamo appena ascoltato nella conferenza stampa dell'amministratore delegato di Autostrade Castellucci.

Non stupisce che da parte della società ci sia il rifiuto di chiedere scusa, perché sarebbe di per sé un'ammissione di colpa. Si è visto dal principio che Autostrade ha deciso di affrontare questa tragica vicenda con la faccia dura: pure troppo, visto che ci son volute 48 ore per aver da parte loro le prime parole di cordoglio.

Non chiedono scusa, quindi, non si prendono la responsabilità del crollo, e mantengono la versione dei giorni scorsi: il ponte, dalle relazioni ricevute, appariva in salute, il crollo non si poteva prevedere.

Un'espressione invece colpisce, tra quelle usate da Castellucci: “mancanza di informazioni d'accesso”.

Poi ha dichiarato di non voler aggiungere altro su questo punto perché a far luce sui fatti ci penseranno gli organi deputati, ovvero immaginiamo la Magistratura e Commissione d'inchiesta, che annovera tra gli esperti anche quel professor Brencich che nei giorni scorsi tutti i giornali hanno citato per le sue dichiarazioni sul ponte in tempi non sospetti.

Ad Autostrade quindi mancavano informazioni d'accesso?

Accesso a cosa, e chi è che non gliele ha date?

Se vogliono esser credibili, faranno bene a spiegare nel dettaglio questa frasetta, buttata lì con noncuranza in conferenza stampa in una città devastata dalla rabbia e dal dolore.

P.S. La conferenza stampa, in realtà, nonostante le agenzie di pr, non è andata benissimo: 

Potete ascoltare voi stessi qui: 

LNS