20 agosto 2018 17:34

Ponte crollato, parla Delrio

Sul web si rincorrono notizie e non-notizie, ipotesi e illazioni sulle cause del crollo del viadotto genovese: inchieste serie, come quella sull'Espresso, si mischiano a pubblici linciaggi. È di oggi la prima uscita pubblica sul crollo del ponte Morandi di uno dei più “linciati”, l'ex ministro Delrio, non da Genova - che non lo ha visto - ma da quel di Rimini, all'annuale meeting di Comunione e Liberazione. Amen

Ponte crollato, parla Delrio

A chi gli chiede se si senta in colpa, riferendosi presumibilmente all'interrogazione presentata nel 2016 dall'ex senatore Rossi, editore di Primocanale, su quel ponte poi crollato, risponde che quando si governa si sbaglia e che questo vale per tutti.

Poi passa al contrattacco: «Chi mi ha diffamato sul Web riceverà denunce».

A chi invece gli chiede perché non era ai funerali delle vittime di Genova, risponde: “con Martina, che è il segretario, si è deciso che ci andava lui”.

Una risposta originale, dacché si pensava che solitamente ai funerali si può andare anche in più d'uno: ci sembra, in passato, di aver visto presenziare a un funerale intere squadre di calcio, per esempio, o intere classi di ragioneria.

E questo non è linciaggio, sia chiaro, che non c'interessa e non serve ai Lettori.

È solo un'interpretazione, sicuramente perfettibile, del motivo per cui l'elettorato sente la sinistra (o quel che ne rimane, o quella che si definisce tale) così sideralmente lontana da preferire Salvini.

Video: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/20/ponte-morandi-lex-ministro-graziano-delrio-non-ero-ai-funerali-per-decisione-del-partito-non-scappo/4570283/amp/

LNS