23 agosto 2018 18:41

Crollo di Genova: le sfortune di Ferrazza

Di Roberto Ferrazza, il Provveditore alle opere pubbliche di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria oggi a capo - non senza qualche contestazione - della Commissione ispettiva ministeriale sul tragico crollo del viadotto genovese, prima del 14 agosto probabilmente avevano sentito parlare in pochi. Un funzionario ministeriale dai poteri non risibili (è sua, per esempio, la firma finale apposta ieri sui lavori milionari per far entrare la Costa Smeralda nel porto di Savona) ma non troppo interessato, a quanto pare, al “presenzialismo in prima linea”

foto: Rainews

foto: Rainews

Un ottimo stipendio (155mila euro annui), qualche intervento ai convegni: l'ultimo di cui abbiamo notizia risale al gennaio di quest'anno a Torino, nell'incontro promosso dall'associazione cattolica UCID, dal titolo “La corruzione: come estirparla nel pubblico e nel privato”.

Di Ferrazza scriveva l'UCID, nella presentazione dei relatori: “Laureato in Architettura e iscritto all’Ordine Architetti di Roma, entra al Ministero delle Infrastrutture dove ricopre ruoli di gestione e progettazione nei Provveditorati alle Opere pubbliche in Lombardia, Trentino, Toscana, Lazio. Ricopre attualmente il ruolo di Dirigente della Divisione per le Reti di Trasporto europee, è Responsabile della Sicurezza stradale del Tunnel del Tenda.”

Nel 2018, guardando il curriculum dell'architetto reperibile sul sito del Ministero (scaricabile QUI) risulta in verità che Ferrazza non fosse già più Presidente Comitato di sicurezza del Col di Tenda, incarico che parrebbe aver ricoperto dal 2003 al 2016.

Tra tutte le sfortune di cui il povero Ferrazza è vittima ultimamente, almeno i guai al Col di Tenda sembrerebbero un problema rimasto suo solo parzialmente.

Infatti, certamente i lettori ricorderanno le gravi vicende che hanno segnato le sorti del celebre “Tenda bis”.

Il Sindaco di Tenda Jean Pierre Vassallo scriveva questa primavera, in una lettera al Prefetto delle Alpi Marittime: “Due interi depositi di anidriti che sarebbero dovuti essere rimossi il medesimo giorno della loro estrazione, provenienti dallo scavo del tunnel, sono depositati alla sommità di due valloni e sversano nel fiume.

Le conseguenze a livello ittico ed ecologico possono rivelarsi molto gravi.

La sospensione dei lavori dallo scorso mese di luglio 2017 ha lasciato il cantiere in uno stato di rovina, una vera catastrofe sotto il profilo ambientale ed ecologico”.

Insomma, grandi incarichi a volte significa grandi guai, specie se si ha a che fare con quelle grandi opere pubbliche che ingolosiscono molti.

Nell'attesa che gli Organi preposti accertino e ci dicano la verità dei fatti sul tragico crollo di Genova, riportiamo qualche articolo su quanto accaduto al Col di Tenda.

http://www.lanuovasavona.it/2018/04/09/leggi-notizia/argomenti/salute-veleni/articolo/piattaforma-maersk-lesempio-del-tenda.html

http://www.ninin.liguria.it/2018/03/23/leggi-notizia/argomenti/news/articolo/grandi-lavori-grandi-crisi-1.html

http://www.lanuovasavona.it/2018/06/24/leggi-notizia/argomenti/news-1/articolo/la-forza-oscura-della-piattaforma.html

LNS