Newsmartedì 11 settembre 2018 18:10

Atlantia sale, Toti scende

Ancora una volta, il governo gialloverde mostra le sue profonde lacerazioni interne. A Di Maio e Toninelli che continuano a dichiarare che Autostrade per l'Italia non vedrà il nuovo ponte di Genova neppure in cartolina segue il misurato controcanto del ministro Tria, che dice “aspettiamo”. E questo basta al titolo Atlantia per goder di un notevole sussulto in Borsa. Nel frattempo, la poltrona di commissario per la ricostruzione si allontana dalle terga di Toti. Che sia una silente manovra di Salvini per liberarsi di un concorrente scomodo?

"Ho già il problema della Legge di Bilancio, lei mi vuole male. Aspetto per vedere che succede". Questo risponde il ministro dell'Economia Giovanni Tria ad Antonio Polito del Corriere, che gli domanda chi ricostruirà il Ponte Morandi di Genova.

Come ovvia conseguenza, gli investitori riprendono fiducia nel ridente Castellucci e il titolo Atlantia schizza verso l'alto a Piazza Affari.

Le tensioni però ci sono, e son tante e gravi.

Sì, perché col celebre “decreto-Genova” in programma già per il Consiglio dei Ministri di giovedì (secondo Repubblica) o venerdì (secondo il Secolo), finisce l'era di Toti commissario.

La palla potrebbe passare a Marco Bucci sindaco di Genova, i cui poteri diventerebbero pressoché illimitati: per favorire tempi velocissimi di affidamento dei lavori, tagliando le lungaggini delle gare e con procedure straordinarie, dovute all’emergenza, potrà in sostanza decidere in piena autonomia sui lavori di ricostruzione.

Lavori dai quali, così spera il Governo, sarà esclusa Autostrade per l'Italia.

Come ciò si possa fare, non si sa: i contratti parlan chiaro e tener lontana la concessionaria dalla ricostruzione pare un'impresa titanica.

Che sotto al siluro per Toti ci sia lo zampino di Matteo Salvini è solo una nostra timida idea.

Ma pensiamoci: Edoardo Rixi è stato messo strategicamente sulla poltrona di sottosegretario con l'intento neppure tanto velato di contenere Toninelli, e va bene.

Ma Salvini non può non aver notato che Toti, se gli fosse riuscita anche l'impresa di diventare eroe della ricostruzione (ed è difficile opporgli critiche sul suo operato nel mese dell'emergenza), sarebbe diventato un concorrente assai pericoloso.

Un antagonista appartenente alla destra più moderata e urbana, magari fautore della resurrezione della Liguria, rischia forse di fare troppa ombra?

LNS

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