Mezza politica14 novembre 2018 12:12

Ponte Morandi: tre mesi di annunci

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria): “evidente il fallimento politico nazionale e locale. Dimostrato che le previsioni su demolizione e ricostruzione fossero pura fantascienza”

foto: Fabio Palli, FIVEDABLIU

foto: Fabio Palli, FIVEDABLIU

A 3 mesi dal crollo di ponte Morandi, nulla di quanto promesso dal governo, da Toti e da Bucci è stato compiuto: alla girandola degli annunci e dei pronostici non è seguita una strategia sistematica. «Nei giorni della tragedia qualcuno azzardò che in 3 mesi non solo avrebbero demolito il vecchio ponte, ma avrebbero costruito anche quello nuovo. Ipotesi da fantascienza, di cui denunciammo da subito l’infondatezza – dichiara il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino -. Il 14 settembre mi recai a commemorare le vittime sotto al ponte, alle 11,36. Ma scelsi di non partecipare all’iniziativa di Piazza De Ferrari, perché la ritenevo un’operazione di mera propaganda; una scelta per cui fui criticato. Oggi però i fatti lo dimostrano: non è accaduto assolutamente nulla di quanto annunciato. Non sono riusciti neppure ad approvare un “decreto Genova” autonomo, visto che lo hanno sfruttato per far passare i condoni edilizi di Ischia»

«Genova è in ginocchio. Basta vedere il dramma quotidiano di quartieri come Borzoli, Sestri e Cornigliano. Ha ragione chi sostiene che “non esiste una zona rossa, perché tutta Genova deve essere considerata zona rossa”: vogliamo allora ricordare che il crollo di ponte Morandi è un disastro che ha rilevanza nazionale, impattando su tutto il nordovest; e quindi riguarda tutta la città – osserva Pastorino -. La Liguria e Genova stanno scivolando in una spirale di rassegnazione e isolamento, cui si aggiunge l’incubo alluvione del 29 e 30 ottobre. Chi governa si sta dimostrando incapace di rassicurazioni concrete. Finora il cantiere della demolizione è solo una teoria. Non sono bastate le proteste dei cittadini, né quelle di tutte le categorie riunite: ad oggi non si conosce l’entità dei fondi per gestire l’emergenza, né le misure compensative. Ma centinaia di persone hanno perso lavoro e casa. Sono tantissimi gli interrogativi rimasti senza risposta».

«In compenso conosciamo bene i rimpalli, le dichiarazioni senza senso di Toninelli, le banali e irrealizzabili promesse di Rixi e le “corse al commissario” che per settimane hanno occupato la cronaca nazionale. E vediamo che il ruolo di Autostrade è sempre più evanescente, al netto dei proclami sulla diretta responsabilità che Toti agitò a più riprese – conclude Pastorino -. Nel frattempo l’economia crolla, la città è strangolata dal traffico e, sempre più spesso, la rete ferroviaria va in tilt».

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