Mezza politicagiovedì 06 dicembre 2018 07:51

Come i bulli da bar

«Se qualcuno pensa di fare ricorsi sulla ricostruzione del ponte, è meglio che vada a vivere in un altro Paese, gli renderemmo la vita impossibile». Le incredibili parole pronunciate dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi saran dedicate ad Autostrade per l'Italia o magari a Cimolai, che visto il successo del suo splendido video sulla ricostruzione di Ponte Morandi rischia di vincere sul gigante Fincantieri-Salini Impregilo?

Come i bulli da bar

Non lo sappiamo.

Ma che i massimi esponenti delle Istituzioni si esprimano come bulli da bar non fa ben sperare per il futuro del governo del cambiamento: un cambiamento ben triste, se si risolve nello sfanculare pubblicamente un Procuratore capo invitandolo ad andare in pensione o nel minacciare fin d'ora le imprese che resteranno fuori dalla ricostruzione del ponte sul Polcevera se usassero gli strumenti offerti dalla legge per far valere i loro diritti.

Legge farraginosa come la burocrazia, certo, ma pur sempre legge.

Sull'urgenza di costruire un nuovo ponte siam tutti d'accordo, ma i lavori non procederanno più velocemente grazie alle dirette facebook, ai selfie e ai proclami muscolari.

E la mafia, sia dei nigeriani o degli 'ndranghetusi calabri, non si affloscerà sotto i colpi dei tweet.

Il vero problema sembra piuttosto che la legalità in tutte le sue forme sia percepita come un fastidio, un rallentamento e un impedimento proprio da coloro che per primi devono garantirla ed esercitarla, nei fatti e nelle parole.


LNS

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