Newsvenerdì 11 gennaio 2019 16:52

Carige, cemento e hotel: i prestiti allegri che pesano sulla banca

“Chiederemo e pubblicheremo l’elenco dei debitori di Carige”, dice da giorni il vice premier Luigi Di Maio. Forse non sa che la lista è nota da anni. Per l’esattezza dal 2013, quando fu reso noto il rapporto ispettivo di Bankitalia che puntava il dito sui finanziamenti facili dell’istituto

Carige, cemento e hotel: i prestiti allegri che pesano sulla banca

Un’emorragia di denaro che finì nelle casse di tanti nomi noti dell’imprenditoria ligure. Magari quelli che applaudivano Berneschi alle assemblee di Carige. Industriali che talvolta sedevano negli stessi cda delle banche del gruppo o ne erano azionisti.

Le 27 pagine del rapporto di Bankitalia si concludevano con i nomi di amministratori e dirigenti del gruppo. Tra questi, oltre a Berneschi, figurano Alessandro Scajola (fratello dell’ex ministro Claudio), Luca Bonsignore(figlio del politico Vito, centrodestra), Guido Alpa (mentore di Giuseppe Conte). Bankitalia all’epoca puntò la lente su 998 milioni, si parlò di ‘finanziamenti facili’. Questi e altri crediti di Carige sono poi finiti l’anno scorso in un dossier chiamato ‘Isabella’ (studiato da Kpmg e dallo studio Bonelli Erede). Un pacchetto di 1,4 miliardi di crediti relativi a 85 posizioni. Alcune sono state chiuse, altre sono state rinegoziate. Molte attendono di essere definite o cedute.

È di pochi giorni fa, il 21 dicembre, la notizia della rinegoziazione del credito forse più pesante di Carige, quello con il gruppo degli armatori Messina: 450 milioni che, secondo gli accordi, torneranno alla banca entro il 2032.

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F. Sansa per Il Fatto Quotidiano

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