Cultura17 febbraio 2019 07:26

Un mare dentro

Sabato 23 febbraio alle 17 si inaugurerà la personale di Emanuela Spazzarini negli spazi del Circolo degli Artisti, ad Albissola Marina. La mostra si protrarrà fino al 10 marzo con orario da giovedì a domenica dalle 16,00 alle 18,30

Un mare dentro

La prima volta che ho “toccato” l’argilla e’stato in un piccolo laboratorio nel centro storico di Genova, mentre  stavo preparando la Tesi in lettere moderne ed il mio percorso sembrava già  tracciato.

E’  stato amore a prima vista;

Dopo qualche anno,l’incontro con la ceramica raku mi  ha fatto scattare la voglia di  fare un salto nel vuoto: lasciare un impiego certo per far di  quella passione  il mio lavoro.

Ho deciso di tirare fuori ed esprimere quello che era nascosto in me, di conoscermi, di darmi spazio e di diventare chi sono davvero.

Il mio fare ceramica non segue propriamente i canoni tradizionali, visto che ho fatto un percorso da autodidatta e non ho le basi tecniche che può dare una scuola d’arte, ma ho avuto la fortuna di incontrare maestri eccezionali, che mi hanno permesso di avere solide fondamenta sulle quali edificare.

Il Mulino dei Gechi è il nome del mio laboratorio , ed è qui che nascono le mie creazioni in ceramica .

In questo accogliente showroom, situato nel verde delle colline della Val Borbera, sulle sponde dell’omonimo fiume,  modello i miei pezzi  in gres, terre semirefrattarie e porcellana.

Ogni oggetto è interamente fatto a mano ed è “ unico”; anche pezzi in apparenza simili, si differenziano in realtà in una texture, in un bordo volutamente indefinito, o ancora nella resa finale degli smalti.

Prendo ispirazione  dalla natura, da ciò che vedo intorno a me, da piccoli dettagli; tutto ciò che ci circonda può esser  la mia fonte d’ ispirazione per creare una forma, una texture, per scegliere una sfumatura di colore o fare una combinazione di queste componenti.

La serialità mi stanca, mi toglie la passione. Per questo ogni pezzo è necessariamente unico.

Condivido e seguo l’estetica zen, che apprezza e valorizza le imperfezioni e la casualità  di un manufatto e  riconosce in esse l’originalità e la bellezza stessa dell’oggetto, che si fa a sua volta  portatore dello spirito e della passione con cui è stato creato.

E non è un caso, quindi, se la prima tecnica in cui son riuscita ad esprimermi è stata il raku che  contempla appunto una certa dose casualità in fase di cottura e quindi nel risultato finale del pezzo.

Nel tempo ho imparato ad apprezzare la pulizia del naked raku, le sue superfici levigate e raffinate e ad esprimermi anche con questa tecnica.

Successivamente, lavorando il gres, ho sperimentato  l’alta temperatura, che mi  appassiona coi suoi smalti pastosi, sfumati ed anch’essi in piccola parte imprevedibili. Anche  in questo caso la cosa che amo di più è il poter giocare con ossidi e pigmenti.

Allo stesso modo, quando ho avuto occasione di scoprire che anche nel campo della porcellana avrei potuto giungere alla realizzazione  di forme irregolari, texturizzate, mie, mi son accostata a quest’ altra sorprendente materia. 

Quello della ceramica è un mondo vastissimo ed il bello è che ,con pochi mezzi, puoi divertirti a far un sacco di cose!

Emanuela Spazzarini

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