Cultura05 aprile 2019 07:23

La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà

Sabato 13 Aprile alle 17 presso la Sms Fornaci Giardino Serenella la proiezione del film realizzato dalla testimonianza del partigiano "Reuccio" Giovanni Gerbi

La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà
SMS Serenella, Biblioteca 1° Piano, C.so Vittorio Veneto 73r SAVONA 
SANTA LIBERA - Agosto 1946 
LA RIVOLUZIONE CHE DOVEVA VENIRE. LA RIVOLUZIONE CHE VERRA' 
Il Collettivo OFFICINEVIDEOINDIPENDENTI  presenta la proiezione del documentario realizzato dalla testimonianza del  partigiano “Reuccio” Giovanni Gerbi 
Saranno presenti gli autori del documentario 
Un anno dopo la Liberazione, delusi dalla mancanza di un reale  cambiamento e dall'amnistia di Togliatti ai fascisti, un gruppo di ex  partigiani decide di passare all'azione. 
A seguire DIBATTITO APERTO e APERITIVO. 
Questa è una guerra. La guerra sociale scatenata dal potere contro di  noi è visibile quasi in ogni angolo. Il fascismo oggi è un'opzione  possibile e anche accattivante spacciata dal sistema che vuole  normalizzarlo definitivamente. Fumo negli occhi, narrazioni false e  strumentali, nemici immaginari alimentano l'attenzione diffusa verso le  soluzioni neofasciste grazie anche alle ricette sicuritarie e “per il  decoro” di chi si professa democratico. Mentre si invocano mobilitazioni  unitarie sulla base di un antifascismo d'opinione innocuo e marginale  che di fatto cede il passo alla destra, i neofascisti con il consenso e  il denaro del capitale fomentano e conducono guerre o si esercitano  militarmente preparandone altre. Ormai è chiaro che il fascismo non è  mai veramente morto. Non è tempo quindi di celebrazioni. Riconosciamo il  coraggio nella lotta contro il fascismo dei partigiani di ogni angolo  del mondo e la loro vittoria militare però quel loro lavoro durissimo e  splendido non si è concluso nel 1945. «Noi speravamo in una guerra di liberazione dal fascismo, ma non  soltanto dal fascista in quanto uomo (questo abbiamo imparato a capire  che era relativo). 
Noi volevamo liquidare definitivamente il fascismo,  le forze che l’hanno alimentato, che l’hanno pagato. Insomma, senza  parlare di rivoluzione, noi volevamo la rivoluzione. Questo era il  sentimento che animava i partigiani!»
 	Giovanni Gerbi Partigiano “Reuccio”- Uno di quelli di Santa Libera 

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