Salute & Veleni10 aprile 2019 08:17

La norma “taglia parchi” è legge: le prime reazioni

L'Enpa: ritorno al passato. Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria): “pessimo provvedimento, su cui gravano malcelati imbarazzi ed evidenti incongruenze”. I Verdi: grave attacco a natura e storia della Liguria

La norma “taglia parchi” è legge: le prime reazioni

Il provvedimento “Taglia Parchi” è legge. In Consiglio Regionale voto fermamente contrario del gruppo Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria. L’approvazione del testo è arrivata soltanto al “quarto round”: l’iter più lungo da inizio legislatura, segno che su questa norma gravano malcelati imbarazzi ed evidenti incongruenze. «Una legge che va contro l’interesse della maggioranza dei liguri e contro le istanze promosse, con coraggio, dai giovani che in questi giorni lottano, anche nella nostra regione, per difendere l’ambiente – dichiarano il capogruppo Gianni Pastorino e il vicecapogruppo Francesco Battistini -. Abbiamo assistito a obiezioni e proposte, più che motivate, da parte delle associazioni, non solo sotto il profilo ambientalista ma anche socioeconomico. Abbiamo registrato il trasversale consenso delle categorie economiche nei confronti, per esempio, del parco del Finalese».

«Ciononostante, la giunta Toti continua a non capire che i parchi sono un volano, sia per l’occupazione sia per lo sviluppo del nostro territorio. Non è soltanto una questione di tutela delle aree protette; nel progetto-parchi c’è molto di più, a cominciare da quel che l’Europa può fare per noi in termini di fondi e investimenti – sottolineano Pastorino e Battistini -. Ancora una volta, il centrodestra dimostra i suoi reali principi: i parchi sono soltanto un fastidio e l’ambiente deve essere sempre assecondato agli appetiti dei privati. Peraltro è evidente a tutti l’ottusa miopia di questo provvedimento: da un lato, come già detto, archiviano l’ipotesi del parco del Finalese, dall’altro, in prospettiva, pianificano addirittura di cancellare il Parco di Montemarcello-Magra-Vara».

«Oggi è stata approvata una norma pessima, che taglia oltre 1000 ettari di aree protette e perimetra per legge i parchi, nonostante sia prerogativa degli enti locali decidere se farne parte e in quale misura – concludono Pastorino e Battistini -. E quest’ultimo è il caso del comune di Urbe, estromesso dal Parco del Beigua nonostante un consenso pressoché unanime. A noi tutto questo non sembra pensato a vantaggio dei liguri, ma solo per soddisfare sacche di consenso elettorale, che nulla hanno a che fare con la tutela ambientale della nostra regione».

La Protezione Animali:

"Oltre 500 ettari di parchi e 42 aree protette savonesi eliminati, seppellito quello del Finalese, respinta la volontà del comune di Urbe di aderire al parco del Beigua; e lo specchietto per allodole di un tavolo tecnico in cui ci sarà un solo ambientalista (e gli animalisti ?) e, a discutere su aree in cui non si dovrebbe cacciare e pescare, ben due cacciatori ed un pescatore.

E’ questo il desolante futuro dell’ambiente ligure decretato con legge dal consiglio regionale su proposta della giunta di centrodestra Toti, addirittura con l’astensione di un membro delle minoranza (Liguri per Paita).

Per la Protezione Animali savonese la nuova legge accoglie in pieno, proprio tagliando 540 ettari di parchi, le richieste dei cacciatori di poter sparare in zone fino a ieri loro proibite; non a caso il massimo difensore della caccia, ora migrato in senato, ha subito espresso la sua soddisfazione; soddisfatta sarà anche la speculazione edilizia per ovvi motivi; umiliati gli animalisti e la fauna selvatica ancora più indifesa da questa giunta di caccia/pesca, che per bocca di una bionda consigliera afferma assurdamente che la nuova legge tutelerà ancora meglio gli animali.

Per fortuna il paese reale è un altro, rappresentato da un ministro dell’Ambiente e da regioni come il Piemonte che di aree protette ne costituiscono sempre di più, da sempre più turisti, come escursionisti, biker, rocciatori, speleologi e subacquei, che vogliono usufruire del territorio in modo sostenibile, da aziende che promuovono un turismo responsabile e destagionalizzato; e da sempre meno cacciatori e pescatori che purtroppo, grazie ai politici che ancora li sostengono, continuano a fare danni non solo agli animali ma anche alle economie locali ed all’agricoltura."

Così i Verdi liguri: 

"La decisione presa ieri dal centrodestra regionale di dare dure picconate al sistema dei parchi liguri ha significato pure un durissimo attacco alla storia della nostra regione e soprattutto alla possibilità di una crescita sostenibile del nostro entroterra e delle zone costiere insieme ad un sostegno a politiche contro la progressiva desertificazione dei piccoli centri e soprattutto contro ogni possibilità di rilancio delle zone agricole e piu' fragili,che devono essere in grado di reggere in un mondo sempre piu' globale e competitivo."

com

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