Cultura13 aprile 2019 06:57

Al posto del Priamar

Nel 1542 i Savonesi scrissero al Senato genovese implorando di non distruggere tutto per costruire la Fortezza; in quell'anno vennero demoliti i tre ospedali cittadini, le dieci chiesette delle Confraternite religiose, la chiesa e il convento di S. Domenico. Quanto rimane dell' antico abitato? Di questo e altro parlerà Rinaldo Massucco lunedì 15 aprile alle 17 al Museo Archeologico

Al posto del Priamar

Questo lunedì, 15 aprile, alle ore 17, presso il Civico Museo Archeologico, sul Priamàr di Savona, prosegue il Corso di Archeologia dell' Istituto Internazionale di Studi Liguri.
 
Questa volta si concluderà l'argomento "Priamàr: dalla Città medievale savonese alla Fortezza genovese".  

Rinaldo Massucco illustrerà "L' antico quartiere cittadino medievale che sorgeva sul Priamàr e la Fortezza genovese nelle sue evoluzioni".
Si ricorderà che il Priamàr era "un monte tutto coperto de luochi pij, dove al continuo si santifica e si glorifica il divino nome", come nel 1542 i Savonesi scrissero al Senato genovese, implorandoli di non distruggere tutto per costruire la Fortezza; si vedrà quanto rimane dell' antico abitato, portato alla luce dalle numerosissime campagne di scavo condotte negli ultimi sessant' anni dall' Istituto Internazionale di Studi Liguri, si ricorderanno le due descrizioni cinquecentesche che ricordano l'antica città e si evidenzierà il contributo alla conoscenza del Priamàr e della Fortezza  apportato dalle ricerche archivistiche dei ricercatori dell' Istituto Internazionale di Studi Liguri.

Nel 1542 vennero demoliti i tre  ospedali cittadini, le dieci chiesette delle Confraternite religiose, la chiesa e il convento di S. Domenico e rimasero chiusi (ma inaccessibili ai Savonesi) il palazzo vescovile e l'antica cattedrale, che furono poi demoliti nella seconda metà del Cinquecento), ma per il completamento e l' espansione della Fortezza le rovine per la città proseguirono nei decenni e secoli successivi, fino al 1749, quando venne distrutto l' intero Borgo del Molo, dove oggi sorge il Crescent.

E' noto, infatti, che per Priamàr non si intende solo l' area della città dove oggi sorge la parte della Fortezza ancora conservata, ma tuttala zona della città compresa tra corso Mazzini, via Giacchero, il mare e la terrazzetta ottocentesca che domina l' antica darsena portuale. 

Sparì pure l' antico Arsenale Sforzesco, dove potevano trovare riparo fino a 30 galee contemporaneamente (se ne sono trovati abbondanti resti duranti i lavori di sbancamento eseguiti dieci anni or sono per i nuovi insediamenti residenziali progettati dall' arch. Bofill).

Chi segue le lezioni teoriche del Quinto Corso di Archeologia potrà poi partecipare alla nuova campagna di scavi archeologici dell' antica cattedrale di Savona, sul Priamàr, che inizieranno nei mesi di maggio-giugno, su concessione del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e  della Liguria.

com

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