Cose belle10 maggio 2019 14:17

Ancora Pertini, ancora Libertà

“I giovani non devono mai dimenticare che se oggi sono liberi lo devono agli anziani dai capelli bianchi, che la loro giovinezza hanno visto sparire nelle galere fasciste. Dovete prendere posizione al fianco di questi anziani e battervi con loro, in difesa della libertà e della democrazia. Io non dico di scegliere la mia fede: fate voi una libera scelta, purché questa scelta presupponga sempre il principio di libertà. Altrimenti, per il vostro bene, dovete ripudiarla”

Ancora Pertini, ancora Libertà

Momenti di vera emozione, stamattina alle scuole Guidobono, quando il giovane Tommaso, studente di terza media, legge le parole che Sandro Pertini pronunciò qui, nella sua Savona, che oggi lo ha ricordato con commozione come ieri lo difese dalle camicie nere, quando i lavoratori del porto arrivarono in massa al Pretorio - nel corso del processo in cui l’avvocato Pertini era imputato - e davanti a tanta fermezza le camicie nere, per una volta, non seppero reagire.

“La mia lotta di uomo libero l’ho iniziata qui a Savona, e i giovani non sanno e i vecchi forse hanno dimenticato che è stata una lotta dura, al fianco degli operai dell’ILVA e dei portuali di Savona. Io sono sempre stato al fianco del movimento operaio, che per primo ha resistito alle ondate delle squadracce fasciste”.

Diverse volte, ricorda Pertini ormai Capo dello Stato, fu portato al san Paolo“in riparazione”, diceva lui, in seguito alle manganellate dei fascisti; “il medico che curava le mie ferite mi diceva: Per fortuna, avvocato, lei ha la scatola cranica molto spessa, altrimenti sarebbe già a Zinola”.

Una testa dura che Umberto Voltolina - cognato di Pertini e presidente della Fondazione che porta il suo nome - ricorda bene, così come ricorda e mette in pratica ogni giorno il più grande consiglio che Pertini gli ha donato: sii sempre un uomo libero, e ricorda che non esiste libertà se non è libero anche il tuo vicino, e che tutti devono soprattutto essere liberati dall’“incubo del bisogno”.

Se i vecchi hanno la forza dell’esperienza, scriveva il Presidente al suo giovane cognato, i giovani han la forza che viene dalla loro stessa giovinezza. E hanno bisogno, come ricorda il sindaco Ilaria Caprioglio nel suo saluto, di esempi più che di parole, in un mondo dove sempre più spesso le parole sono urlate, e dove la parola “rispetto” si discosta dal suo significato originario, quello di osservare e ascoltare prima di esporre la propria idea.

Il sindaco di Stella Marina Lombardi ricorda come il giovane Pertini rinunciò a una vita di privilegi fino a perdere la propria libertà in nome dell’ideale più alto, quello di una giustizia sociale. Un sacrificio, osserva Elisabetta Favetta, Presidente dell’Associazione Pertini di Stella, che i giovani in visita alla casa della famiglia Pertini comprendono e rispettano.

Una mattinata che è stata soprattutto dei giovani e per i giovani, condotta magistralmente da Sara e Alessia e arricchita dalle letture di Tommaso e Rebecca.

A guidarli, la cultura e l’impegno costante di Giuseppe Milazzo, docente e storico.

Una mattinata impreziosita anche dalla musica: nell’aula magna delle Guidobono non risuonano solo le note dell’inno di Mameli ma anche quelle della Marsigliese, come ringraziamento per l’accoglienza che la Francia riservò a Pertini esiliato.

I ragazzi si sono accomiatati dal pubblico commosso con l’Inno alla gioia di Beethoven, per ricordare che i Paesi europei non hanno più conosciuto guerra proprio grazie a quell’Europa sognata da Altiero Spinelli, quell’Europa che oggi alcuni denigrano e vorrebbero affondare in nome di nazionalismi che Pertini avrebbe definito con precisione gli impulsi di un “libero animale egoista”.

Dopo le disumane immagini di Casal Bruciato, la periferia romana divenuta celebre suo malgrado in questi ultimi giorni, dopo gli innumerevoli rigurgiti violenti che serpeggiano in tutto lo Stivale, smentendo chi afferma che il fascismo sia cosa da relegare al passato, lasciamo le Guidobono un po’ rinfrancati, con la convinzione che almeno una generazione di giovani sta crescendo nei valori della libertà e della democrazia.

Tra il pubblico, Balduino Astengo, nipote del Martire antifascista Cristofino Astengo, e Laura Isetta, figlia dell'avvocato Gerolamo Isetta, che di Sandro Pertini fu l'amico più caro.

Giovanna Servettaz

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