Cose belle16 maggio 2019 06:57

Nuovo Filmstudio: il programma della settimana

Questo fine settimana la sala propone due prime visioni: "I figli del fiume giallo" e "Dililì a Parigi"

Nuovo Filmstudio: il programma della settimana


"I figli del fiume giallo"- il nuovo grande film di Jia Zhang-ke, Leone d'Oro a Venezia nel 2006 con "Still Life", che racconta la trasformazione della Cina (il cuore della nostra realtà globale) attraverso una storia di amore e onore che copre due decenni di avvenimenti, dal 2001 al 2018.

"Dililì a Parigi" - Michel Ocelot ("Kirikù e la strega Karabà", "Principi e principesse", "Azur e Asmar"), affascina nuovamente il pubblico con l'animazione elegantemente innovativa della piccola detective Dililì, miscelando disegno e ambientazioni dal vero nella Parigi della Belle Époque.

Martedì 21 e mercoledì 22 maggio ritorna "Arte al Cinema", la serie di eventi cinematografici, in collaborazione con il Gruppo Fai Giovani Savona, che fanno vivere su grande schermo gli artisti e i movimenti artistici più importanti della storia. Il nuovo appuntamento è con "Tintoretto - un ribelle a Venezia": in occasione dell'anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, vi presentiamo il docu-film sul genio furioso e rivoluzionario che ha cambiato la storia dell'arte, narrato da Stefano Accorsi, con la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway. Introduzione alla proiezione serale di martedì alle 21.00 a cura del FAI Giovani Savona.

Sempre 21 e mercoledì 22 maggio, la nostra sala propone il Premio della giuria a Cannes 2018 "Cafarnao - caos e miracoli": dopo il sorprendente esordio alla regia con "Caramel", Nadine Labaki ritorna con l'emozionante storia di Zain, un dodicenne figlio di una famiglia povera di Beirut che, maltrattato da tutto e tutti, si ribella e reclama con coraggio il suo diritto a essere amato.

Vi ricordiamo che l'ingresso alle prime visioni del weekend è aperto a tutti: 6 euro per i soci ordinari, 5 euro per i soci sostenitori e 9 euro per i non tesserati. Come consuetudine, dal mese di maggio la tessera ha un costo ridotto di 7 euro. Vi aspettiamo!


ven 17 maggio (21.15)
sab 18 maggio (17.30 - 20.30)
dom 19 maggio (15.30 - 21.15)
lun 20 maggio (18.00)

I figli del fiume giallo
(Jianghu ernü)
di Jia Zhangke
con Zhao Tao, Liao Fan, Xu Zheng
Cina/Francia/Giappone 2018, 136'

Qiao, una ballerina innamorata del gangster Bin, si trova coinvolta in un combattimento tra bande locali e per difendere l'uomo che ama spara un colpo di pistola. Per questo viene condannata a cinque anni di carcere. Dopo il suo rilascio, Qiao va alla ricerca di Bin per ricominciare una vita insieme a lui. Ma non tutto è come prima...
Presentato al Festival di Cannes dell'anno scorso, "I figli del Fiume Giallo" è il nuovo grande film di uno dei grandi cineasti contemporanei, Jia Zhang-ke, Leone d'Oro a Venezia nel 2006 con "Still Life". Attraverso le sue opere negli ultimi vent'anni il regista cinese ha raccontato la mutazione del suo paese (il cuore della nostra storia globale) attraverso drammi personali, sfiorando i vari generi in opere di grande respiro. Ne "I figli del Fiume Giallo" fa una sorta di riepilogo del proprio cinema con una vicenda che ripercorre le atmosfere dei lavori precedenti, un grande romanzo che copre due decenni di storia, dal 2001 al 2018. Oltre che una storia d'amore il film è un contenitore di ricordi, episodi, esperienze di vita e sentimenti messi insieme per diventare l'essenza stessa della trasformazione cinese. Protagonisti sono i luoghi attraversati dai personaggi: le città, i villaggi, le imbarcazioni, la diga delle Tre Gole, si impongono con un'evidenza assoluta, attraversati dalla macchina da presa di ieri e di oggi. E il film, oltre che un dramma umano reso con autenticità, diventa una riflessione universale sullo spazio e sul tempo, radicata nella storia.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?<wbr></wbr>v=3YlXbpGsy34


ven 17 maggio (18.00)
sab 18 maggio (15.30)
dom 19 maggio (18.15)
lun 20 maggio (15.30 - 20.45)

Dililì a Parigi
(Dilili à Paris)
di Michel Ocelot
Francia 2018, 95'

Nella Parigi della Belle Époque, la piccola detective Dililì, originaria della Nuova Caledonia, inizia a indagare insieme al giovane fattorino Orel su alcuni misteriosi rapimenti di bambine. Durante le loro ricerche, i due incontrano uomini e donne straordinari, celebri artisti e pensatori, che forniscono loro una serie di indizi. Dililì e Orel vengono così a conoscenza di un sottobosco di cattivi molto particolari, i Maestri Uomini, e faranno di tutto per fermarli.
"Dililì a Parigi" conferma la capacità di Michel Ocelot di incantare con un'animazione raffinata ed elegantemente innovativa. L'autore francese di "Kirikù e la strega Karabà", magico film di formazione, delle fiabesche novelle di "Principi e principesse", della parabola deliziosamente esotica di "Azur e Asmar", torna ad affascinare miscelando disegno animato con ambientazioni dal vero. Questa volta Ocelot sceglie Parigi, città in cui vive e lavora, come set per la sua storia favolosa. Situata nella capitale d'Oltralpe tra fine '800 e inizio secolo scorso, la storia cala il pubblico pienamente nella Belle Époque con immagini in armonia stilistica. Il cuore del racconto è la piccola Dililì: il suo essere una piccola canaca meticcia, e quindi guardata con diffidenza sia dai bianchi che dai neri, aggiunge valenza al significato del film e del suo messaggio. Temi caldi come l'immigrazione e l'accettazione sociale scivolano dolcemente tra i dialoghi. "Dililì a Parigi" segna un altro punto per Ocelot che con i suoi fantastici, allegri e calorosi disegni mette in scena la fascinazione per l'altro piuttosto che la diffidenza. Un messaggio di accettazione e uguaglianza.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?<wbr></wbr>v=fObOI-duhio


mar 21 maggio 15.30 - 21.00
mer 22 maggio 18.00

Gruppo Fai Giovani Savona e Nuovofilmstudio presentano:
Arte al Cinema

Tintoretto - un ribelle a Venezia
di Giuseppe Domingo Romano
Italia 2019, 95'
Ingresso aperto a tutti 10 euro - soci FAI e soci sostenitori 8 euro

Introduzione alla proiezione serale di martedì alle 21.00 a cura del FAI Giovani Savona.

In occasione dell'anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva nelle sale cinematografiche italiane "Tintoretto - un ribelle a Venezia", Il docu-film sul genio furioso e rivoluzionario che ha cambiato la storia dell'arte, ideato da Melania G. Mazzucco e narrato da Stefano Accorsi, con la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway. Attraversando la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un'infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, il film delinea i tratti della Venezia del 1500, un secolo culturalmente rigoglioso che vede tra i suoi protagonisti altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, eterni rivali di Tintoretto in un'epoca in cui la Serenissima conferma il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d'Europa e affronta la drammatica peste del 1575-77, che stermina gran parte della popolazione lasciando un segno indelebile nella Laguna. Figlio di un tintore, da cui il suo nome d'arte, Tintoretto è l'unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della peste."Tintoretto - un ribelle a Venezia" attraversa alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell'artista, dall'Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco,  guidando il pubblico attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l'affascinante fase della formazione della sua bottega, luogo in cui lavorano anche alcuni dei suoi figli, Domenico, che erediterà l'impresa del padre, e l'amatissima Marietta, talentuosa pittrice.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?<wbr></wbr>v=i5RB4qLa_kw


mar 21 maggio 18.00
mer 22 maggio 15.30 - 21.15

Cafarnao - caos e miracoli
(Capharnaüm)
di Nadine Labaki
con Zain Alrafeea, Nadine Labaki
Libano/USA 2018, 120'

Zain, dodici anni, vive con una famiglia molto numerosa in un dei quartieri più disagiati di Beirut. Dal suo sguardo trapela il dramma vissuto da un intero Paese, ma il bambino non ha perso la speranza ed è pronto a ribellarsi al sistema. Decide così di trascinare i suoi genitori in tribunale con l'accusa di averlo messo al mondo...
Dopo il sorprendente esordio alla regia con "Caramel", Nadine Labaki firma la regia di "Cafarnao - caos e miracoli" per raccontare, ancora una volta, la complessa realtà contemporanea. Vincitore del premio della Giuria a Cannes, il film è un dramma dell'infanzia sottoproletaria, calpestata tra l'indifferenza e l'ostilità nell'inferno caotico e disgraziato dei quartieri popolari di una metropoli del Medio Oriente, visibilmente Beirut. Come già si evinceva dalla commedia d'esordio "Caramel", il cinema della attrice/regista libanese non vanta certo potenza di stile: è piuttosto un cinema che punta al cuore, e "Cafarnao" (significa luogo di gran confusione, dal nome di una movimentata cittadina della Galilea dove soggiornò Gesù) è giocato proprio su questo registro di calore umano. Labaki guida con sensibilità un cast di non attori, a cominciare dall'incantevole protagonista, che è davvero uno dei milioni di affamati e abusati, privi di identità e istruzione di quel cafarnao che è il mondo attuale. Zain non può e non deve comprendere ciò che spinge gli adulti a piegare il capo. Sa solo, intimamente, profondamente fino alla viscere, che non è giusto. E si ribella. In una città in cui dominano i rumori del traffico e l'indifferenza del prossimo, il ragazzino si impegna a non cedere, escogitando le strategie di sopravvivenza più ingegnose. Così come non cede Nadine Labaki il cui cinema di impegno civile rende testimonianza a quegli ultimi in favore dei quali lancia una richiesta d'aiuto concreto.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?<wbr></wbr>v=4zQkI8Qyk8Q



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