Salute & Veleni21 maggio 2019 09:46

Cucinati vivi

"Si cucinano astici vivi": questo cartello, denuncia la Protezione Animali savonese, è rimasto affisso per giorni sulla porta di un ristorante di Varazze. Poi lo hanno corretto, cancellando “vivi”

Cucinati vivi

Rimane però il fatto che, nelle cucine dei ristoranti, pesci e crostacei vengono messi a bollire o friggere ancora vivi e non tutti i cuochi si pongono l’obiettivo almeno di tentare di ridurre le loro sofferenze, magari seguendo le istruzioni del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere degli Animali dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna (che Enpa Savona può fornire).

Purtroppo questi animali non hanno voce ma sempre più studi scientifici (dall’Università di Utrecht alla Penn State University) hanno chiaramente dimostrato che provano forme di dolore, eppure vengono trattati quasi ovunque (compresi i programmi televisivi di ambiente e natura) senza alcun riguardo, in nome della freschezza, del chilometro zero, della genuinità e addirittura, assurdamente, della “pesca sostenibile”.

Amareggiati che astici, aragoste, gamberi, granchi e pesci (e lumache) siano destinati ad una morte così crudele, i volontari della Protezione Animali savonese invitano turisti e residenti ad evitare ristoranti che espongano sadici cartelli come quello di Varazze, o tristi acquari con pesci e crostacei vivi ed in attesa di essere cucinati sul posto.

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