News26 giugno 2019 09:35

Ponte Morandi, Altra Liguria: fermate gli esplosivi

"Si è deciso, nonostante i tanti pareri sfavorevoli, l’utilizzo dell’esplosivo nella demolizione dei piloni 10 e 11 di quel che resta del ponte Morandi. Le polveri e le fibre non si fermeranno obbedienti entro i perimetri prefissati ma si spargeranno nell’intera vallata che non vede centraline posizionate per poter valutare a quale rischio sanitario potrebbero essere sottoposte le persone"

foto: Fabio Palli, Fivedabliu

foto: Fabio Palli, Fivedabliu

A 10 mesi dal crollo del ponte Morandi, mesi che hanno visto le persone resistere chiedendo che venisse incrementato il servizio di trasporto pubblico solo in parte recepito dalla amministrazione, mesi nei quali si sono rese evidenti le tante criticità di una città progettata non in funzione delle persone che devono vivere in una porzione di città vessata prima dalla industrializzazione pesante , dalla presenza di aziende a rischio ancora attuale , da una penetrazione delle attività portuali attraverso depositi container sparsi ovunque , da una viabilità disastrosa da una mancanza di un efficiente trasporto pubblico,  da mancanze di servizi sanitari e sociali, da dati sulla qualità della vita davvero preoccupanti così come i dati sulla maggiore mortalità rispetto ad altri quartieri della città, con un tessuto sociale problematico e una povertà diffusa, da una periferia lasciata totalmente ai margini.

Ci ritroviamo ora al giorno del D-Day in cui si è deciso, nonostante i tanti pareri sfavorevoli per le enormi ripercussioni sulla salute, l’utilizzo dell’esplosivo nella demolizione dei piloni 10 e 11 di quel che resta del ponte Morandi.

Ma le criticità sono enormi e non tenute nella giusta considerazione.

I piani di evacuazione, in particolare quelli della perimetrazione, sono contestati da chi vive in mezzo ad un cantiere che per altro andrà avanti per anni e i cui effetti si potranno valutare solo tra decenni.

Cresce la preoccupazione per le polveri sottili e ultrasottili che si sprigioneranno, oltre al pericolo della presenza di fibre d’amianto per gli edifici non del tutto bonificati, per le terre che in questi giorni si apprende contengono enormi quantità di amianto e che potrebbero, speriamo di no, essere coinvolte dal crollo dei detriti.

Le polveri e le fibre non si fermeranno obbedienti entro i perimetri prefissati ma si spargeranno nell’intera vallata che non vede centraline posizionate per poter valutare a quale rischio sanitario potrebbero essere sottoposte le persone.

La gestione della viabilità e della mobilità delle persone che avranno a disposizione solo Corso Perrone e Via Borzoli per congiungersi con la città è ancora nebulosa, ad oggi non si sa se verranno gestite le due strade che convergono in un imbuto di una rotonda che rischia di creare notevoli disagi.

E non si è tenuto conto della difficoltà di accesso e fuga dei mezzi di soccorso in caso di emergenze, e neppure del traffico dei mezzi pesanti delle aziende che lavorano su questa parte di città che non avendo neppure l’autostrada aperta avranno per lungo tempo problemi di logistica.

Alla luce di tutte queste evidenze ci siamo chiesti come mai sia necessaria tutta questa fretta.

Quasi mai le cose fatte velocemente sono cose fatte bene e se il rischio esiste prendere il tempo necessario per fare una azione in totale sicurezza dovrebbe essere la priorità di ogni buon amministratore.

Sarebbe quindi necessario provare ad utilizzare metodi che seppur più lunghi e costosi possano esporre in minor modo la popolazione ed i lavoratori a pericoli durante il lavoro ed anche per il futuro.

Per questi motivi e per i tanti nodi ancora aperti sulla reale tutela della salute delle persone che in questa parte di città vive e lavora la nostra associazione, Altra Liguria da sempre al fianco ed a sostegno di quanti sono vittime di questo disastro che ha colpito la nostra città, chiede la sospensione della scelta di fare la demolizione dei piloni del ponte attraverso l’utilizzo di esplosivo.

La presidente Simonetta Astigiano

I coordinatori : Antonella Marras e   Danilo Zannoni  

comunicato stampa