Cose belle11 luglio 2019 08:19

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Questo fine settimana al Nuovofilmstudio "La mia vita con John F. Donovan". Il debutto hollywoodiano dell'enfant prodige canadese Xavier Dolan è una riflessione appassionata sul peso della celebrità e sull'impatto che ha sugli artisti come sui fan. Cast d'eccezione: la star de "Il trono di spade" Kit Harington, Jacob Tremblay e i premi Oscar Natalie Portman, Kathy Bates e Susan Sarandon

Nuovofilmstudio: il programma della settimana



In programmazione martedì 16 e mercoledì 17 luglio "Dolor y Gloria" - Pedro Almodovar, che quest'anno riceverà il Leone d'Oro alla carriera a Venezia, torna al massimo dello splendore parlando della creazione artistica e della difficoltà di separare la propria vita dalle passioni che le danno significato e speranza. Con Antonio Banderas (premio per la migliore interpretazione maschile a Cannes 2019) e Penélope Cruz.

Sempre martedì 16 e mercoledì 17 luglio, la nostra sala propone "Takara - la notte che ho nuotato" - Il francese Manivel e il giapponese Igarashi accostano poeticamente due mondi facendo precipitare il pubblico nell'immaginazione di un bambino di sei anni mentre si aggira liberamente per le strade innevate di Aomori in Giappone alla ricerca di un contatto con il padre, il cui ritmo di vita è opposto al suo.


ven 12 luglio (18.00 - 21.15)
sab 13 luglio (18.00 - 21.15)
dom 14 luglio (18.00 - 21.15)
lun 15 luglio (18.00 - 21.15)

La mia vita con John F. Donovan
(The death and life of John F. Donovan)
di Xavier Dolan
con Kit Harington, Jacob Tremblay, Natalie Portman, Susan Sarandon, Kathy Bates
USA 2018, 123'

Rupert Turner, giovane attore, decide di raccontare la vera storia di John F. Donovan, star della televisione americana scomparsa dieci anni prima, che in una corrispondenza epistolare gli aveva aperto le porte del cuore, svelando i turbamenti di un segreto celato agli occhi di tutti. Ne ripercorre così la vita e la carriera, dall'ascesa al declino, causato da uno scandalo tutto da dimostrare.

Il primo lungometraggio in lingua inglese che segna il debutto hollywoodiano dell'"enfant prodige" Xavier Dolan è una riflessione appassionata sul peso della celebrità e sull'impatto che ha sugli artisti come sui fan, contrapposto alla solitudine del singolo, spesso dimenticato quando costantemente esposto alla luce dei riflettori. Ancora una volta un cast d'eccezione per Dolan: ad affiancare la star de "Il trono di spade" Kit Harington, Jacob Tremblay e i premi Oscar Natalie Portman, Kathy Bates e Susan Sarandon. Come al solito l'approccio del cineasta canadese alla storia che intende raccontare è sfrontato, ricchissimo di spunti, a tratti strabordante nel tentare di immergere il pubblico dentro il vortice audiovisivo. Lirismo e grana grossa convivono in un film improntato a un classicismo ereditato dal cinema americano e caro al giovane autore, che conferma i suoi manierismi, il suo grande senso del romanzesco, la sua capacità di mescolare passato e presente, di reinventare brani personali rendendoli nuovamente appassionanti. "La mia vita con John F. Donovan" è un melodramma sfavillante, genere in cui Dolan è diventato innegabilmente maestro. I difetti di stile si scontrano e si annullano davanti alla sua sincerità, al suo entusiasmo e alla sua fede incrollabile nella vita e nelle cose della vita.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?v=QBGbAtBXWMw


mar 16 luglio 15.30 - 21.15
mer 17 luglio 18.00

Dolor y Gloria
di Pedro Almodóvar
con Antonio Banderas, Penélope Cruz
Spagna 2019, 113'

Premio per la migliore interpretazione maschile (Antonio Banderas) al Festival di Cannes 2019.

Un racconto di una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni '60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni '80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l'indimenticabile; la precoce scoperta del cinema e il senso del vuoto causato dall'impossibilità di continuare a girare film. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l'urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno trova anche la sua salvezza...

Con Dolor y Gloria Pedro Almodovar, che quest'anno riceverà il Leone d'Oro alla carriera a Venezia, torna al massimo dello splendore parlando della creazione artistica e della difficoltà di separare la propria vita dalle passioni che le danno significato e speranza. Pur raccontando un dramma, e con la potenza di cui è maestro, Almodovar lo fa con stile sobrio, quasi asciutto. Con un linguaggio inizialmente didascalico introduce e poi scaraventa il pubblico nella vita di Salvador (Antonio Banderas), che assomiglia a lui come una goccia d'acqua. Il protagonista è un uomo stanco, che ha paura di non riuscire più a girare un film. Nel dipingere questo mondo di desideri perduti in cui si ritrova Salvador, con una madre più dura (prima Penelope Cruz poi Julieta Serrano) rispetto a quelle che hanno popolato le sue opere, il regista spagnolo abbandona il melodramma ma non le tinte vivaci che appartengono al suo passato e a quello del suo alter ego. E saranno i ricordi di bambino, adolescente innamorato della vita, a salvarlo, a dargli la forza di tornare a scrivere e soprattutto il desiderio di riprendere in mano il suo destino. Un percorso terapeutico attraverso il processo creativo, un'opera maestra piena di citazioni, cinematografiche e personali. Con Banderas strepitoso e una galleria di prove attoriali sensazionali.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?v=QfPbFPG_xWA


mar 16 luglio 18.00
mer 17 luglio 15.30 - 21.15

Takara - la notte che ho nuotato
(La nuit où j'ai nagé)
di Damien Manivel, Kohei Igarashi
con Takara Kogawa, Keiki Kogawa, Chisato Kogawa
Francia/Giappone 2017, 79'

Tra le montagne innevate del Giappone, ogni notte, un pescatore si reca al mercato del pesce del suo paese. Una notte, il suo figlioletto di sei anni Takara, viene svegliato dai suoi rumori e non riesce proprio a rimettersi a dormire. Mentre il resto della famiglia dorme, il piccolo fa un disegno per quel papà che vede così poco e lo mette nel suo zainetto. La mattina, ancora insonnolito, perde la strada per la scuola: un'occasione per una piccola avventura, e forse per consegnare quel disegno...

Il francese Damien Manivel e il giapponese Kohei Igarashi accostano mirabilmente due mondi facendo precipitare il pubblico nell'immaginazione di un bambino di sei anni per rappresentare l'amore tra padre e figlio. "Quando ci siamo incontrati alla premiere di due nostri film - raccontano i registi - abbiamo subito trovato un'intesa e deciso di farne uno insieme. Ognuno ci avrebbe messo qualcosa di suo: il fascino per i paesaggi innevati di Damien avrebbe incontrato la voglia di Kohei di raccontare l'infanzia. E così abbiamo viaggiato nella regione più innevata del Giappone, Aomori, per incontrare un bambino, Takara Kogawa. Siamo rimasti meravigliati dalla sua fantasia e dalla sua disarmante sincerità". "Takara" è un racconto poetico e minimale di affetti e di avventura. Tra l'essenzialità di Chaplin e il rigore di una storia illustrata per bambini, un attore bambino non professionista calamita l'attenzione con una semplice successione di azioni banali: il cinema puro è in azione, mentre il piccolo si muove tra spazi domestici, una piccola stazione ferroviaria, un centro commerciale, un parcheggio. I suoi movimenti sono goffi e simpatici. Spesso casca per colpa della neve. Risuonano nell'aria le note de La Primavera di Vivaldi. Contempliamo con lui il senso di libertà mentre si aggira per le strade bianche alla ricerca di un contatto con il padre, il cui ritmo di vita è opposto al proprio. Un film incantevole che non ha bisogno di nomi o di parole.

Trailer del film:

https://www.youtube.com/watch?v=W4KA3ErrqZ4


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