Mezza politica16 luglio 2019 14:30

La lotta alla mafia non è a spasso con Salvini

Mentre in Consiglio regionale si discute di emergenza caldo negli ospedali liguri, l’assessore (alla Sanità) Sonia Viale se ne va, e corre in Prefettura dove c’è Salvini insieme al governatore Toti. Le opposizioni insorgono, e l’assessore risponde: è per “la lotta alla mafia”. Ma la lotta alla mafia non si fa con gli incontri a favor di telecamera

La lotta alla mafia non è a spasso con Salvini

Gianni Pastorino, Rete a Sinistra, colpisce il punto dolente: “la visita del ministro, cui l’assessore Viale non intende rinunciare per sue questioni politiche, è soltanto un pretesto per non ascoltare argomentazioni particolarmente sgradite sull’emergenza caldo negli ospedali liguri. In 4 anni di legislatura, non si è mai visto che un assessore lasci l’aula mentre si affrontano temi di sua diretta competenza e responsabilità”.

La pensano così anche nel Movimento 5 Stelle: “Viale, pur di accorrere da Salvini oggi a Genova, ha abbandonato l'Aula nel bel mezzo della nostra replica. Una vergogna! Avrebbe dovuto attendere le repliche degli interroganti. È stata una grave mancanza di rispetto per tutta l'Assemblea legislativa, e per i pazienti che patiscono il disagio legato ai malfunzionamenti delle strutture sanitarie.” 

Il governatore Toti corre in soccorso della Viale, dichiarando: "Visti gli impegni ad alti livelli istituzionali degli assessori che hanno segnalato con il dovuto anticipo la loro assenza questa mattina, ritengo del tutto pretestuosa la polemica delle opposizioni in merito". 

Sonia Viale dal canto suo aggiunge: "Peccato che le opposizioni in Consiglio regionale mi abbiano insultata, perché dopo aver risposto alle interrogazioni sono andata in Prefettura come comunicato con largo anticipo nei giorni scorsi. La lotta alla mafia è un dovere istituzionale al quale nessuno deve sottrarsi (ne sa qualcosa Rolando Fazzari, vero?) Il mio rispetto per l’aula consigliare è noto a tutti e dall’inizio della legislatura ho risposto a 664 interrogazioni”.

Giustissimo, assessore: la lotta alla mafia è un dovere istituzionale al quale nessuno deve sottrarsi, siamo d’accordo con Lei. 

Ma la lotta alla mafia non si fa, purtroppo, con un incontro in prefettura, né tantomeno con un tour dei vicoli a favor di telecamera. 

La mafia si combatte in un modo molto più noioso e meno mediatico: studiando ogni subappalto, ogni white list, monitorando ogni centesimo che esce dalle pubbliche casse e contestando su carta bollata tutto quel che non va. 

Come fa, da sempre, l’Antimafia. 

Siamo certi che anche Regione Liguria lo fa, quindi non raccontateci che la mafia si combatte con un tour nei vicoli di Genova.

 

LNS

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