Mezza politica29 luglio 2019 09:27

“Allora dimettetevi”: M5S dal boom al rischio del fallimento perfetto

La frase pronunciata ieri dal Ministro dell’Interno è passata quasi inosservata, nel cordoglio del Paese per il Carabiniere ucciso, ma ha un significato assai inquietante

“Allora dimettetevi”: M5S dal boom al rischio del fallimento perfetto

Mentre Salvini imperversa e Mattarella sceglie spesso di restare in silenzio, il Movimento 5 Stelle sembra arroccato in difesa, come se la capacità di reazione di quello che, poco più di un anno fa, fu il primo partito alle Politiche, si fosse affievolita fino a scomparire.

Il governo nato dalle tormentate urne del 4 marzo 2018 era certamente l’unico possibile, perché tra tutte le ipotesi c’era un fatto certo: gli elettori avevano detto basta al Partito Democratico.

E tanti come noi hanno flebilmente sperato, inutile negarlo, che i 5S con il loro 32 per cento sarebbero riusciti ad arginare una destra che, già nelle intenzioni, chiariva che sempre più a destra si sarebbe spostata.

Invece giorno dopo giorno la voracità del leader leghista ha soverchiato gli alleati di governo fino a metterli all’angolo con l’incredibile frase di ieri, “allora dimettetevi”, detta da chi in Parlamento ha tuttora la metà dei seggi degli alleati.

Frase passata quasi inosservata, nell’unanime cordoglio per la morte del Carabiniere Mario Cerciello Rega, ma che i commentatori non possono non vedere come l’ultimo guanto di sfida: a questo punto o M5S si ribella, facendo pesare i propri seggi in Parlamento, o muore. Sulla TAV sono soli, ma non è necessariamente così ragionando di altri argomenti.

Paradossalmente sembra averlo capito prima Conte, che sui diritti civili dell’americano bendato rimbrotta il superministro: “nessun dubbio su chi sia la vittima, ma quello è un reato”.

L’analisi delle sconfitte elettorali in Italia sembra non interessare più nessuno almeno da quando non ci son più le Frattocchie: ma le forze politiche tutte dovrebbero riprendere l’antica tradizione di capire i motivi delle batoste, se non altro per scongiurarne di nuove. 

Dalle Europee è emersa un’Italia rancorosa, spaventata, arrabbiata - per non dire sanguinaria: e ora risulta evidente che seguire la Lega nella sua incessabile virata a destra non ha aiutato né il Paese né il Movimento. 

Né aiuta il rapporto che M5S intrattiene con la stampa, visto che non più di tre giorni fa un senatore ha definito un giornalista come Marco Preve niente altro che un “sicario prezzolato” - https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/07/25/news/associazione_e_ordine_giornalisti_liguri_per_il_m5s_comunque_scrivi_sei_un_sicario_-232033694/

Per la sopravvivenza della democrazia è sempre auspicabile che le forze politiche restino tutte vive e vegete, altrimenti rimane solo la Lega di Matteo Salvini e un partito unico, si sa, non è un buon affare: ma M5S se vuol restare in vita deve cambiare direzione, e alla svelta. 

Sperando che ci riesca, e che lo voglia. 

Altrimenti dovremo pensare che la costruzione degli ultimi dieci anni servisse solo ad arrivare qui.

LNS

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