Cose belle08 settembre 2019 17:30

Al Nuovofilmstudio "Easy Rider" e "Il Campione"

S'inaugura martedì la nuova stagione di restauri della Cineteca di Bologna con l'edizione del 50° anniversario di "Easy Rider", capolavoro di Dennis Hopper che vede protagonisti lo stesso Hopper, il leggendario Peter Fonda e un giovane Jack Nicholson, lanciato verso il successo proprio da questa sua interpretazione

Al Nuovofilmstudio "Easy Rider" e "Il Campione"



Al suo fianco, sempre martedì 10 e mercoledì 11, vi proponiamo "Il Campione": scritto da Antonella Lattanzi e Giulia Steigerwalt e interpretato ottimamente da Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano, il film di Leonardo D'Agostini è un romanzo di formazione che non si rivolge esclusivamente agli amanti del calcio ma che attraverso la sua storia universale di caduta e risalita può appassionare chiunque. Vi aspettiamo!


mar 10 settembre 15.30 - 21.15
mer 11 settembre 18.00

Il Cinema Ritrovato - al cinema - in collaborazione con la Cineteca di Bologna

Easy Rider
di Dennis Hopper
con Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson
USA 1969, 95' - restauro in lingua originale con sottotitoli in italiano

Restaurato in 4K da Sony Pictures Entertainment in collaborazione con Cineteca di Bologna presso i laboratori L'Immagine Ritrovata.

Da ovest a est: Wyatt e Bill (Peter Fonda e Dennis Hopper, entrambi anche sceneggiatori del film), dopo aver trasportato un quantitativo ingente di droga dal Messico, attraversano gli States sui loro chopper nuovi fiammanti diretti al carnevale di New Orleans. George Hansen, un avvocato con il debole per la bottiglia (Jack Nicholson nel ruolo che lanciò la sua carriera) si ritrova a salvare i due protagonisti dalla prigione per unirsi poi a loro nel viaggio lungo le highways deserte, a volte complici e a volte ostili...

Quintessenza del road movie e sintesi della cultura hippie, un viaggio nella decadenza dell'American Dream, nei nuovi sogni ribelli, tra sesso, motociclette, stupefacenti e ottima musica rock. Poi c'è anche una sottile trama con una morale, che trova la sua perfetta sintesi alla fine del film. E lascia un terribile amaro in bocca. Indipendente fino al midollo, costò due lire e incassò milioni diventando il film-bandiera di un'intera generazione. Mai film underground è stato così folgorante nella storia del cinema americano. "Easy Rider" s'impone per la sua forza d'urto e soprattutto per aver sintetizzato e racchiuso nell'arco di un film lo spirito dei Sixties. La regia di Hopper è artigianale e dilettantesca ma nella miglior accezione del termine, perfetta nelle sue imperfezioni e con sprazzi di vera genialità. Gli spazi sconfinati che i protagonisti attraversano con piccole ma significative soste, hanno un respiro ampio, immenso, e suscitano un senso di assoluta libertà. "Easy Rider" è in definitiva un film con cui il cinema indipendente ha trovato di colpo la sua essenza più genuina e più significativa. Una sincerità d'intenti forse mai più eguagliata.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=mHkaeKSuRg4


mar 10 settembre 18.00
mer 11 settembre 15.30 - 21.15

Il Campione
di Leonardo D'Agostini
con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino
Italia 2019, 105'

Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è "Il Campione", il nuovo idolo del calcio che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo e con problemi economici da gestire, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l'ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po' di disciplina attraverso l'esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altro, si troveranno legati a doppio filo generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi...

Scritto e sceneggiato da due donne, Antonella Lattanzi e Giulia Steigerwalt, l'opera prima di Leonardo D'Agostini è molto più che un'epica su un calciatore tutto genio e sregolatezza. "Il Campione" è un romanzo di formazione che non si rivolge esclusivamente agli amanti del calcio ma che racconta una storia universale di caduta e risalita che può appassionare chiunque. La storia più importante infatti non è quella del pallone ma quella del rapporto d'amicizia tra il giovane calciatore e il professore, che è l'unico a vederlo come una semplice persona e non come una star da acclamare o qualcuno da sfruttare economicamente. Prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, tra i principali alfieri del cinema italiano moderno e coraggioso, il film gode di una scrittura fresca e brillante che sembra avvicinare i personaggi dall'esterno, rispettosa e quasi guardinga, per scoprire la loro fragilità solo quando loro stessi sono pronti a rivelarla l'uno all'altro. D'Agostini mette a frutto in maniera eccellente le qualità dei suoi interpreti utilizzando alla perfezione i tempi comici di Andrea Carpenzano, la sua capacità di aprire al personaggio profondità vertiginose e dolenti. Perfettamente in sintonia con il più esperto Stefano Accorsi, è proprio il giovane attore romano il punto di forza del film: fisicamente giusto per la parte, abile nel comunicare una natura "altra" rispetto alle proprie circostanze, e dotato di quell'innato senso del pudore che gli impedisce di esagerare con la coattaggine cinematografica o il giovanilismo da film. Nella sua prima parte "Il Campione" è scritto con humour e vive di tempi comici felicissimi; nella seconda, con gradualità e pudore, si apre a toni drammatici e rivela profondità sorprendenti. Il resto lo fa la bravura degli interpreti.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=JZG3ryHGkJE

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