Cose belle12 settembre 2019 06:12

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Questo fine settimana la sala propone "Grandi bugie tra amici": Guillaume Canet torna nella casa di Cap Ferret sulla costa atlantica francese con il seguito della sua commedia drammatica di grande successo "Piccole bugie tra amici". Protagonisti d'eccezione François Cluzet, Marion Cotillard, Benoît Magimel, Gilles Lellouche e Laurent Lafitte

Nuovofilmstudio: il programma della settimana


Martedì 17 s'inaugura insieme al Gruppo Fai Giovani Savona la nuova la stagione 2019/2020 di "Arte al Cinema", l'inedita serie di eventi cinematografici che fanno vivere su grande schermo tutta la ricchezza delle mostre, degli artisti e dei movimenti artistici più affascinanti, innovativi, rivoluzionari e irriverenti della storia.

Apre gli appuntamenti "Van Gogh e il Giappone": un viaggio tra le bellezze della Provenza, l'enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Introduzione di martedì alle 21.00 a cura del FAI Giovani Savona. L'ingresso è aperto a tutti: 10 euro per i soci ordinari e i non tesserati, 8 euro per i soci FAI e i soci sostenitori Nuovofilmstudio.

Il programma:


ven 13 settembre (18.00 - 21.15)
sab 14 settembre (17.30 - 20.00 - 22.30)
dom 15 settembre (15.00 - 17.30 - 20.00 - 22.30)
lun 16 settembre (15.30 - 18.00 - 20.30)

Grandi bugie tra amici
(Nous finirons ensemble)
di Guillaume Canet
con François Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche
Francia 2019, 135'

Sfiancato dalle scadenze, Max si trasferisce nella sua casa al mare per rigenerarsi e cercare di allontanare le preoccupazioni. Lì, senza preavviso, lo raggiunge il suo gruppo di amici storici, che non vede da oltre 3 anni, per festeggiare il suo compleanno. La sorpresa è certamente riuscita ma l'accoglienza lascia a desiderare. Max infatti non si dimostra particolarmente contento e il suo comportamento metterà il gruppo in una situazione ancora una volta imprevedibile.

Guillaume Canet torna dove era rimasto quasi dieci anni fa, nella casa di Cap Ferret sulla costa atlantica francese. "Grandi bugie tra amici" è infatti il seguito di "Piccole bugie tra amici", successo del regista e attore ("7 uomini a mollo", "Il gioco delle coppie") datato 2010. A spiegare le ragioni del seguito è lo stesso Canet: «Non ho un ricordo particolarmente felice delle circostanze che mi hanno portato a scrivere "Piccole bugie tra amici". Mi trovavo allora in ospedale e non potevo muovermi da lì. Nessuno dei miei amici venne però a farmi visita. Vivevo così un momento brutto e in più realizzavo che l'amicizia non era proprio così come l'avevo sempre immaginata. Scrissi allora la sceneggiatura mettendovi dentro tutti i lati negativi della mia personalità e tutto ciò che non mi piace nella natura umana. Come spesso accade, la sorte è difficile da controllare e il film, per quanto per me doloroso, si rivelò un grosso successo. Per anni non l'ho più rivisto fino a quando una sera l'ho ritrovato per caso in tv. Ho riso, ho pianto, mi sono commosso e mi ha fatto piacere rivedere quei personaggi. Guardandomi intorno, ho realizzato che nessuno di coloro che mi circonda è uguale a come era dieci anni fa... Le priorità non sono più le stesse e si parla in maniera più franca. Ho deciso allora che era arrivato il momento di far bilanciare i conti anche ai protagonisti di "Piccole bugie tra amici". Molti di loro hanno perso le loro illusioni ma continuano a credere che supportandosi, nonostante i dissensi e i contrasti, trovino forza». Una scrittura leggera ma con forti venature drammatiche, un cast eccezionale (François Cluzet, Marion Cotillard, Benoît Magimel, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte) e alcuni momenti particolarmente emozionanti fanno scorrere "Grandi Bugie tra amici" nel modo più naturale possibile, una tappa obbligata per chiunque abbia amato il primo atto del 2010.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=OIVouefswDA


mar 17 settembre 15.30 - 21.00
mer 18 settembre 18.00 - 20.30

Gruppo Fai Giovani Savona e Nuovofilmstudio presentano
Arte al Cinema

Van Gogh e il Giappone
di David Bickerstaff
Gran Bretagna 2019, 87'
introduzione di martedì alle 21.00 a cura del Fai Giovani Savona

Ingresso aperto a tutti 10 euro - soci FAI e soci sostenitori 8 euro - durante la serata sarà possibile iscriversi o rinnovare l'iscrizione al FAI a soli 15 euro fino ai 35 anni.

Si apre con "Van Gogh e il Giappone" la stagione 2019/2020 di "Arte al Cinema", promossa da Nuovofilmstudio insieme agli amici del Fai Giovani Savona, in collaborazione con Nexo Digital. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l'enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Grazie alle lettere dell'artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l'affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l'arte giapponese e il ruolo che l'arte di questo paese, mai visitato dall'artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l'arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell'artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell'arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all'Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate 'ukiyo-e' (letteralmente "immagini del mondo fluttuante"). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d'ispirazione imprescindibile per la sua pittura. Spiega il regista David Bickerstaff: "La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni "visione" rivela qualcosa di nuovo. L'intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l'arte del Giappone".

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=EDWhuQqQgfQ




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