Mezza politica12 settembre 2019 16:06

Le Istituzioni secondo il Toti Giovanni

Nel giorno in cui si riunisce l’assemblea che rappresenta tutti i liguri, il presidente della regione preferisce stare a Roma a fare propaganda e a sventolare le bandiere del suo nuovo partito “Cambiamo”: opposizioni all’attacco di Toti, che stamattina ha bypassato il Consiglio regionale per quelli che il governatore definisce “impegni istituzionali”

Le Istituzioni secondo il Toti Giovanni

Non molto tempo fa - era solo il 16 luglio, ma nella politica italiana sembra passata un’era - in Consiglio regionale si discuteva di emergenza caldo negli ospedali liguri.
L’assessore Sonia Viale se ne andò di corsa, per correre in Prefettura dove l’aspettavano Toti e l’allora ministro Salvini.

Oggi la storia si ripete, in grande: Toti anziché presiedere il consiglio regionale era a Roma, a presentar la sua nuova lista “Cambiamo”.

M5S, Rete a Sinistra e PD hanno chiesto spiegazioni, e il governatore s’offende.
“Non prendo lezioni da Pd e Cinque stelle”: e qui di “cambiamo” non c’è proprio niente, perché Toti risponde così, fin dal suo insediamento, a ogni legittima critica politica rivoltagli dall’opposizione.

Ma qui, come gli spiegano dalla minoranza, non si tratta di prendere lezioni, ma di definire cosa siano gli “impegni istituzionali” (cosa che vale anche per i voli di Salvini).

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria e Gianni Pastorino, capogruppo Rete a Sinistra – Liberamente Liguria, ribattono: “Prendiamo atto della risposta astiosa e piccata del presidente Toti, in merito alle nostre osservazioni sulla sua assenza odierna in Consiglio Regionale per “motivi istituzionali” tutt’altro che precisati, prima, e chiariti poi. Comprendiamo che dia fastidio essere punti sul vivo. Il tema non è, caro presidente, se la sua assenza sia segnalata o meno. Il tema è che la sua assenza non sembra motivata da impegni istituzionali, legittimi, bensì da interessi personali legati alle sue mire politiche.

Noi la vediamo così: nel giorno in cui si riunisce l’assemblea che rappresenta tutti i liguri, il presidente della regione preferisce stare a Roma a fare propaganda e a sventolare le bandiere di “Cambiamo”, il suo nuovo movimento politico. Confermando, ancora una volta, che della Liguria gli interessa poco, perché il suo orizzonte è altrove. L’ambizione personale lo spinge nella Capitale, mentre la Liguria è soltanto un ripiego mal digerito.

Ce lo venga a raccontare in consiglio regionale in cosa consiste “Cambiamo”. Un progetto che, abbandonando il campo dei moderati, abbraccia per convenienza il sovranismo salviniano e la destra radicale. Crediamo che in molti (a cominciare da Forza Italia) sarebbero curiosi di saperne di più.”

Qui di seguito, un breve resoconto di quanto accaduto in luglio: http://www.lanuovasavona.it/2019/07/16/leggi-notizia/argomenti/mezza-politica-2/articolo/la-lotta-alla-mafia-non-e-a-spasso-con-salvini.html

LNS

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