Salute & Veleni14 settembre 2019 14:50

I rischi del 5G

SI alla ricerca e sperimentazione delle tecnologie amiche. NO a un ecosistema avvolto da microonde pericolose

I rischi del 5G


-La telecomunicazione 5G altera al rialzo di ben 100 volte il limite di sicurezza delle radiazioni, per giunta diffondendole su tutto il territorio e su tutta la popolazione esponendoci tutti a conseguenze potenzialmente gravi anche tumorali, come riscontrato negli studi dei laboratori di ricerca.*
-La sperimentazione 5G è già in corso di applicazione in 5 città, ma in carenza delle procedure e dei riscontri di sicurezza previsti dalla UE sulla salute pubblica.
-E' il 3° sistema globale  imposto (da aziende private) come ottimale, ma in realtà causa di un grave ulteriore e diverso inquinamento, quello elettromagnetico a microonde, che si aggiunge a quelli storici di altra natura non ancora risolti, sia del petrolio e suoi derivati, sia delle centrali nucleari.
-Consiste in una grande struttura reticolare, fitta di antenne (in città ogni 100 metri) con emissioni pesanti e a diffusione mondiale, nata per utilizzazioni non fondamentali, ma di nicchia e a beneficio di pochi.
-E' una rivoluzione tecnologica non prioritaria, non risolutiva rispetto alle principali esigenze sociali, economiche ed ecologiche mondiali:

    1)    Escluse alcune specifiche minoranze, produce un peggioramento generale della qualità della vita per lo stress e l'alienazione, causate dall'aumento dei ritmi delle procedure quotidiane tecnologizzate, oltre che dalla maggiore difficoltà di gestione delle apparecchiature ( domotica ). Induce senso di emarginazione e totale dipendenza dagli specialisti ai quali sarà indispensabile ricorrere, anche per molte delle operazioni ora gestite personalmente. Induce all'acquisto di apparecchiature più complesse per soddisfare bisogni spesso superflui. Diminuisce l'indipendenza e viola la privacy causa il controllo della rete cui tutti saremo sottoposti maggiormente. Pone i bilanci familiari in crisi, inducendo di fatto nuove spese, mentre gli stipendi e i salari resteranno stazionari.


    2)    Diffonde l'automazione digitale imponendo aumenti di costi a tutti, sia per l'acquisto di strutture ( apparecchiature, auto etc ) che per la funzionalità del sistema, dominato dal 5G, ora inesistenti, impoverendoci tutti.


    3)    Causa una grande diminuzione dei posti di lavoro di routine medio-bassi, già ora molto carenti, mentre saranno pochi quelli di alto livello professionale nuovi,  creati dal passaggio all'automazione digitalizzata.
     
    4)     Peggiora la vivibilità e le condizioni ambientali in modo pericoloso per la salute, quando si devono  ancora risolvere le devastanti criticità legate all'inquinamento, sia del petrolio e suoi derivati (plastica), sia del nucleare dei missili e delle oltre 500 centrali nucleari con le loro scorie, radioattive per millenni.

Dunque, gli obiettivi del web ultra-veloce 5G, di automazione e robotizzazione generale delle attività umane, dovrebbero non soltanto essere perseguiti in un contesto di attenta valutazione dei costi e benefici.

Ma anche realizzati utilizzando quelle tecnologie, peraltro disponibili, che consentano di ottenere tanto i profitti quanto il rispetto della salute pubblica e degli equilibri ambientali, diversamente da quanto risulta stia succedendo.

5G e ANTROPOCENE
Dopo l'epoca dei combustibili fossili, e quella dell'energia nucleare di fissione si profila quella della rete a microonde 5G, che avvolge il nostro ecosistema.
E' la storia di due Sistemi fondamentali che hanno supportato lo sviluppo del mondo da oltre  due secoli, ai quali se ne sta aggiungendo un terzo, anch'esso proposto come quello che consentirà di ottimizzare il Modello di vita al livello più progredito.
Peraltro, mentre è accertata la connessione delle più gravi criticità globali con le prime, per la terza neonata epoca, il giudizio è in fase di elaborazione assai controversa.

Il problema può essere espresso anche su un altro piano di lettura che le accomuna e che può contribuire alla chiarezza: lo smodato uso delle risorse e della tecnologia, a discapito della umanizzazione.
Nel senso che non sono state valutate tutte le implicazioni dei sistemi tecnologici, a partire dagli obiettivi fino alle conseguenze finali  negative.
Principalmente di fatto, l'umanità ha trasgredito alla regola fondamentale dell'ecologia che prescrive di non alterare i cicli naturali dai quali dipende la vivibilità globale.

Inoltre, la prevalente civiltà urbana ha dimenticato la filosofia saggia del contadino che da sempre ha gestito tutte le attività della vita con l'obiettivo di restituire ai propri figli un ambiente migliore di quello ereditato.

Il risultato è stato un capolavoro ambientale globale di eccezionale vivibilità ed equilibrio ecologico, espresso in una larga serie di paesaggi naturali di qualità.

Questo poiché egli per progredire, non ha mai superato i limiti della sostenibilità nell'uso delle risorse e ha generalmente usato tecnologie con il più basso impatto possibile, cercando di coordinare gli obiettivi economici con quelli degli equilibri naturali, limitando gli sprechi e l'inquinamento, utilizzando il principio della circolarità e del riuso nei processi produttivi, non soltanto dell'agricoltura.

Con il consumismo tutto ciò è saltato. Il concetto di benessere materiale si è allargato in una spirale di merci e oggetti da usare,  in gran parte superflui, prodotti industrialmente in grandi serie, più per procurare il profitto che per soddisfare bisogni reali, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Ma alterare le condizioni di equilibrio naturali significa diminuire la vivibilità e peggiorare la salute pubblica.
Ecologia in equilibrio e buona vivibilità sono diritti prioritari rispetto ai benefici economici, soprattutto se mirati al profitto di pochi.

Quindi, secondo la logica, le applicazioni delle tecnologie a impatto negativo, dovrebbero essere subordinate al Principio di Precauzione, anche quando non vi sia il riconoscimento della loro pericolosità, da parte di coloro che ne traggono benefici.
In sostanza il punto fondamentale è riassunto dal quesito:
vale la pena di correre un rischio globale così elevato, per aumentare con il 5G la velocità e l'efficienza di funzionamento, in modo peraltro marginale e a vantaggio di pochi, di tutto il  Sistema Mondo, già altrimenti automatizzato?

In particolare il sistema della fitta rete di antenne 5G, emittenti radiofrequenze a microonde, per funzionare deve superare la soglia di sicurezza attuale di 0,1 watt, di ben cento volte come richiesto dai gestori, fino al limite di 10 watt per metro quadrato.  Valore che il Comitato scientifico dell'UE sui rischi ambientali, ritiene tanto pericoloso da chiedere una moratoria del progetto wireless di 5° generazione, anche in riferimento alle sentenze che hanno riconosciuto le radiazioni come la causa di inabilità grave per chi ha lavorato in questo ambiente.      

*D'altra parte, la nota ricercatrice Fiorella Belpoggi riferisce dei risultati di due laboratori di ricerca,  l'Istituto Ramazzini di Bologna e il National Tossicology Program Usa, i quali hanno sperimentato in modo indipendente gli effetti delle radiazioni della telefonia mobile sui topi, animali affini agli uomini per la sensibilità in tali condizioni, rilevando l'insorgenza di tumori diversi, fatto che è ritenuto nella comunità scientifica una conferma della pericolosità specifica del sistema  sperimentato.

Inoltre non risulta che le compagnie telefoniche abbiano investito in sicurezza alcunché, prima dell'installazione diffusa del 5G ormai in corso; questo in difformità rispetto alle prescrizioni delle normative Europee.

Dunque, vien da chiedersi: è veramente prioritario investire miliardi nel sistema 5G che diminuisce di 40 millisecondi i tempi di risposta dei telefonini, magari anche per comunicare comandi di gestione della caldaia, della lavatrice o delle tapparelle, oppure per creare le condizioni di utilizzo delle auto a guida remota, quando invece è certamente pressante la necessità di convertire con urgenza tutta la mobilità non solo terrestre e urbana, passando dai  motori a scoppio a quelli elettrici?
Transizione indispensabile, sebbene con più gradualità, anche per quella marittima già in corso, oltre che per quella aerea, già possibile attualmente solo per piccoli velivoli.
Analoghi sono i quesiti rispetto ad altre previste migliorie e ottimizzazioni del 5G in altri servizi, tutte marginali, quando la posta in gioco sicura, è il rischio di un inquinamento elettromagnetico ovunque nel mondo, ritenuto dalla gran parte degli scienziati, gravemente impattante sulla Salute?
L'analogia dell'iter del 5G, appare lampante  con i sistemi tecnologici, sia dei combustibili fossili, sia  dell'energia nucleare delle centrali e delle armi, presentati in origine entrambi come non pericolosi ma che rispettivamente dopo 2 secoli e  dopo qualche decennio, hanno dimostrato la loro devastante pericolosità  globale.
 
Oltre tutto si tratta di superare due sistemi operanti con  grande spreco di risorse preziose, poiché il loro funzionamento è basato su tecnologie con efficienza del 30% per i combustibili fossili e ancora minore per il nucleare di fissione.
D'altro canto si sa che i sistemi a così bassa efficienza, possono sopravvivere indefinitamente,  soltanto se basati su grandi risorse rinnovabili, ma questi non lo sono.

Comunque, per eliminare gli equivoci , non si tratta di impedire la ricerca tecnologica e le applicazioni virtuose del settore, come l'uso dei robot  industriali o collaborativi come esoscheletri o umanoidi per tutte le attività utili quotidiane soprattutto per i disabili.
Ma è lecito opporsi a effetti negativi gravi derivanti da iniziative non scelte ma imposte da pochi enti, privati e non, che coinvolgono tutti per meglio profittare e prevalentemente lucrare.
Inoltre il no è plausibile anche per il motivo per nulla banale, che questo sistema di automazione digitale globale, elimina molti posti di lavoro di medio e normale livello professionale, proprio quelli di cui vi è una necessità sociale spiccata. Anche se è innegabile che esso crei nel settore, ma solo in minima parte, dei posti di lavoro ad alto livello tecnologico
Al contrario però, l'economia “verde” dei molti diversi settori tradizionali e tecnologici, coinvolti per la salvaguardia dell'ambiente, risponde ottimamente a tali necessità, anche perchè a parità di investimenti produce occupazione quintuplicata.

Dunque facendo tesoro delle esperienze negative citate e riattualizzando la filosofia del contadino, non è consentito modificare pesantemente le condizioni ambientali, condizionando il futuro della specie.
Soprattutto quando esiste una tecnologia digitale per la trasmissioni dei dati, sostanzialmente equivalente a quella 5G per la maggior parte delle applicazioni virtuose considerate, ma molto meno impattante e non pericolosa per la salute, che si basa sull'utilizzo dei cavi in fibra di vetro e su quelli della rete telefonica fissa.
Non è casuale che gli scienziati abbiano definito Antropocene l'era che stiamo vivendo, poichè l'homo ( poco ? ) sapiens, è sì capace di dominare le sorti del pianeta con iniziative grandiose, a partire dalla genetica fino alla conquista dello spazio, ma è in grado anche di distruggerlo.
Purtroppo, gli studiosi parlano anche di una possibile grande estinzione causata, per la prima volta, dalla nostra specie e non per cause naturali. Cioè stiamo continuando a segare il ramo su cui siamo seduti!
La realtà suggerisce che questa prospettiva possa prevalere, non solo a causa degli inquinamenti storici conseguenti all'abuso dei combustibili fossili ( e derivati come la plastica ) e dell'energia nucleare di fissione, tutt'altro che  risolti (vedi  le scorie).
Anzi, ad essi si stanno aggiungendo quelli delle microonde della telefonia mobile e dell'ecosistema digitale 5G, imposto per interessi e motivazioni discutibili, con obiettivi non essenziali e peraltro raggiungibili diversamente.                 

Infine relativamente alla situazione di Noli, piuttosto che sperimentare il 5G, è indispensabile sottrarre al più presto dall'inquinamento elettromagnetico in primis gli alunni delle scuole Gandoglia, con interventi strutturali basati su microreti isolanti (gabbie di Faraday), e/o organizzando iniziative per minimizzare i tempi di esposizione al campo radioattivo, utilizzando anche la sede, non esposta, di piazzale Moro, per tutte le attività didattiche ivi possibili.


Giovanni Maina

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