Contromano22 settembre 2019 12:25

La maledizione delle allerte meteo

Anche oggi, stessa storia: saltano eventi e manifestazioni per l’allerta meteo, poi due gocce stitiche, infine l’allerta è declassata a gialla

La maledizione delle allerte meteo

“La modellistica dei giorni scorsi - dichiarano da Arpal - indicava il levante regionale nel mirino di una possibile convergenza fra venti di tramontana e scirocco, configurazione che purtroppo genera i peggiori effetti al suolo per via della stazionarietà e dell’intensità delle precipitazioni.
Le corse modellistiche di questa notte, invece, hanno mostrato la formazione di un minimo depressionario più a Sud (all’altezza della Corsica, anziché della Costa Azzurra), con conseguente ingresso di venti (secchi) da nord-est anziché di scirocco: una “piccola” differenza che determina sulla Liguria scenari diversi e meno critici, e li sposta nella Toscana centrale/meridionale.” .

Non abbiamo dubbi che sia effettivamente così, anzi magari il temporale colpirà col tempismo della scorsa allerta, quando era  appena scaduta.

Nessuno chiede alle previsioni meteo di essere una scienza esatta, ma un fatto è certo: da quando Marta Vincenzi è stata processata e poi condannata per omicidio colposo per i fatti di quel giorno del 2011 in cui a Genova il Fereggiano esondò, causando sei vittime, nulla è stato più come prima.

Si rischia pioggia e l’Arpal si affretta a diramar allerte di vario colore.

I Sindaci corrono a emettere le conseguenti ordinanze.

Saltano fiere e mercati, in nome della sicurezza di tutti, certo, ma anche in nome della sicurezza personale di chi porta sulle spalle la responsabilità di eventuali conseguenze.

Lo faremmo anche noi, al posto loro.

Per i cittadini pazienza, al massimo gli salta la gita domenicale.

Certo però dispiace per gli operatori del commercio ambulante che già quando tutto va bene fanno una vitaccia, caricando i furgoni prima dell’alba, spaccandosi la schiena per montar banchetti e smontarli dopo dieci ore di sole torrido e pipì fatta nei bar, quando si può, col rischio - sempre - di vendere poco o nulla e di non rifarsi neppure delle spese di trasferta e acquisto dello stallo.

Oggi a Savona avrebbero dovuto tenersi due manifestazioni piuttosto grandi: la fiera di San Bartolomeo e il mercatino antiquario trimestrale.

Tutti venditori ambulanti che avevano la giornata prenotata per Savona, e quindi certamente non sono andati altrove.

Che magari su qualche vendita a Savona ci contavano, e invece niente.

Rischio d’impresa, direte voi: certo, ma da un’allerta all’altra si rischierà, un giorno, di vedere i mercatini vuoti anche quando splende il sole.

Quindi, sacrosanto da parte di tutti pararsi i fondoschiena, ma Arpal - che non tende mai all’allarmismo quando si tratta di misurar veleni nell’aria - non potrebbe trasferire un po’ di quell’ottimismo sul meteo?

Piccolo inciso: a Genova non c’è stata tutta sta fretta di annullare l’apertura del Salone Nautico o la partita della Samp.

Ma certo, loro non sono mica venditori ambulanti.

Prima di rimandarli a casa ci si pensa bene, no?

LNS

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