Contromano09 ottobre 2019 19:24

Il Gotha dei disastri

Oggi a Vado c’erano tutti. Si è dovuto riunire il grand commis delle catastrofi per capire che - per le infrastrutture dell’ecomostro Maersk - sino ad oggi non si è fatto una cheeppa

Il Gotha dei disastri

Riunioni, incontri, vertici, visite, delegazioni, brainstorming e gli immancabili tavoli e cabine di regia.

Niente.

Nei lustri non han combinato niente.

Niente casello, niente collegamenti ferroviari, niente strade a scorrimento veloce, niente infrastrutture insomma.

Niente. 

Hanno smontato persino di quel che restava del mañiloquente progetto meccatronico del Metrocargo - venduto come l’indispensabile innovazione della movimentazione containers - prima progettato, poi realizzato in 3D, poi come modellino prima e modellone poi, e infine messo in piedi non lontano dalle radici della piattaforma.

Per poi finire in niente dopo due collaudi, divorato da ruggine e rovi. Che tanto una mezza dozzina di € milioni - nel migliore dei casi - non si nega a nessuno.

Oggi la compagine politico portuale riunita in quel di Vado scopre che le infrastrutture per la piattaforma APM Maersk van fatte. E - tanto per cambiare - d’urgenza.

La stessa urgenza che prima che ci fosse non c’era, nei lavori di dragaggio del porto, dove manco a dirlo neppure l’impresa capofila risulta iscritta nelle white list antimafia.

Anche a Vado la fretta sarà come sempre nemica della trasparenza e del bene, anche pubblico.

http://www.ninin.liguria.it/2018/02/03/leggi-notizia/argomenti/contromano/articolo/in-morte-del-metrocargo.html

 

 

 

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