Cose belle17 ottobre 2019 07:19

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Nel fine settimana la sala presenta "Grazie a Dio": François Ozon firma forse il film più forte della sua carriera, ispirato a un'inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa. Una grande storia di coraggio, ancorata a una sceneggiatura scritta con cura e a dialoghi incisivi, in grado di far riflettere dall'inizio alla fine senza cedere alla polemica. Orso d'Argento - Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino 2019

Nuovofilmstudio: il programma della settimana


In programmazione martedì 22 e mercoledì 23 ottobre "Rocketman" di Dexter Fletcher: l'incredibile storia del fantastico percorso di trasformazione del protagonista, da timido pianista prodigio Reginald Dwight a superstar internazionale Elton John. A interpretare il cantautore britannico è Taron Egerton che recita, canta e balla in modo eccellente, senza mai tirarsi indietro.

Sempre martedì 22 e mercoledì 23 ottobre, Nuovofilmstudio propone "Due amici": il primo film da regista del popolare attore francese Louis Garrel, che da noi esce come secondo dopo "L'uomo fedele", racconta la storia ariosa e leggera di un ménage à trois tragicomico, governato dai sentimenti e dal bisogno di appartenere a qualcuno. Con Golshifteh Farahani, Louis Garrel e Vincent Macaigne.


ven 18 ottobre (15.30 - 18.00 - 21.00)
sab 19 ottobre (15.30 - 18.00 - 21.00)
dom 20 ottobre (15.30 - 18.00 - 21.00)
lun 21 ottobre (15.30 - 18.00 - 21.00)

Grazie a Dio
(Grâce à Dieu)
di François Ozon
con Melvil Poupaud, Denis Ménochet, Swann Arlaud
Francia 2019, 137'

Orso d'Argento - Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino 2019

Alexandre Guérin è un giovane padre di famiglia che vive nella zona di Lione. Un giorno andando in chiesa scopre che padre Preynat, il prete che abusò di lui quando era bambino, è tornato in zona e continua a stare a stretto contatto con i bambini. Alexander decide di riunire le forze con altre due vittime, François e Emmanuel, per abbattere il muro di silenzio che ha circondato il loro dramma fino a quel momento e far vincere la giustizia.

François Ozon firma forse il film più forte della sua carriera, destinato a suscitare potenti interrogativi. "Grazie a Dio",  Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino 2019, è il titolo del lavoro abbastanza anomalo nella ricca filmografia del regista francese. Anomalo perché ispirato a un fatto di cronaca e tuttavia tutt'altro che istantaneo, superficiale o scandalistico: l'inchiesta sul prete pedofilo Bernard Preynat, una vicenda giudiziaria ancora sospesa con il ricorso in appello del cardinale Barbarin, condannato a sei mesi per aver coperto il sacerdote. Il film si concentra su tre casi in un crescendo efficacissimo di pathos e partecipazione: in apertura incontriamo Alexandre, un agiato cattolico che è il primo a denunciare, ma lo fa rivolgendosi soltanto alle autorità ecclesiastiche; poi c'è François, ateo dichiarato pieno di risentimento, che sporge denuncia alla polizia e alimenta il caso anche sui media; infine Emmanuel, ragazzo fragile che porta segni indelebili delle molestie subite. Ognuno di loro ha accanto un tessuto familiare a volte in grado di sostenere l'impervia battaglia, altre volte ostile. Questa dialettica privata viene restituita con molta verità e attenzione, perché l'intento di denuncia è sempre perfettamente bilanciato con l'approfondimento psicologico e umano dei personaggi. Il film chiama più volte in causa le posizioni nette di Papa Francesco. Le sue dichiarazioni pubbliche sono state decisive nel convincere il cattolico Alexandre ad aprire il caso, rivelando i fatti dopo oltre trent'anni, ma il punto di vista del regista è sostanzialmente laico: "Non considero «Grazie a Dio» un film politico, piuttosto un'opera d'impegno civile. Spero che apra il dibattito anche nella Chiesa, che finalmente possa rompere il silenzio". Una grande storia di coraggio, ancorata a una sceneggiatura scritta con cura e a dialoghi incisivi, in grado di far riflettere dall'inizio alla fine senza cedere alla polemica.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=NXEcS6p0JJc


mar 22 ottobre 15.30 - 21.15
mer 23 ottobre 18.00

Rocketman
di Dexter Fletcher
con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden
USA 2019, 121'

L'incredibile storia del fantastico percorso di trasformazione del protagonista, da timido pianista prodigio Reginald Dwight a superstar internazionale Elton John. A una seduta di riabilitazione, Elton racconta le tappe fondamentali della sua vita e di come un ragazzo di provincia sia riuscito a diventare una delle massime icone della musica mondiale...

Dopo il successo straordinario e inatteso di "Bohemian Rhapsody", intorno a "Rocketman" si è creata un'aspettativa peculiare, incentivata dal fatto che il regista della biografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato il film sui Queen senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo a conclusione. Ma per affrontare la vita di Reginald Dwight, Fletcher sceglie un altro percorso: anziché la mimesi esasperata del film di Singer, "Rocketman" usa le travagliate vicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, nel tentativo di aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento così inafferrabile. Il più grande merito del film risiede nell'utilizzo che fa di alcune canzoni, trasformando il biopic in un vero e proprio musical con un tripudio di coreografie eccentriche e visionarie che riescono a rendere al meglio la vita esagerata di Elton John. Il protagonista Taron Egerton nel film recita, canta e balla in modo eccellente, senza mai tirarsi indietro. Il suo Elton John non è mera imitazione eppure riesce a cogliere lo spirito e l'eccezionale energia che la rockstar metteva nelle sue esibizioni e che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Tutte le performance più note del cantante sono presenti nel film, ma perfettamente contestualizzate all'interno della storia che Fletcher ha scelto di raccontare, aiutando così Egerton a incarnarne il percorso umano e artistico. C'è molto di Elton John in "Rocketman" e tanto per cui entusiasmarsi. Quest'opera di Dexter Fletcher rappresenta un esempio positivo da seguire (e magari ulteriormente perfezionare) per tutte le future biopic rock.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=qNUiVJkD2Ds


mar 22 ottobre 18.00
mer 23 ottobre 15.30 - 21.15

Due amici
(Les deux amis)
di Louis Garrel
con Golshifteh Farahani, Louis Garrel, Vincent Macaigne
Francia 2015, 100'

Clément, fragile e ossessivo, lavora come comparsa al cinema e ama platealmente Mona, occupata in un chiosco della Gare du Nord. Mona nasconde un segreto e questo la rende ancora più affascinante. Detenuta in semilibertà, ogni notte deve tornare a dormire in carcere. Mona nasconde il suo segreto e rifiuta l'amore di Clément. A convincerla ci prova Abel, benzinaio col vizio della poesia, venuto in soccorso dell'amico. Abel la costringe a un chiarimento con Clément. La disperazione di aver perso il treno e mancato il rientro al penitenziario stempera presto dentro una notte parigina e un ménage à trois tragicomico, governato dai sentimenti e dal bisogno di appartenere a qualcuno...

Vincoli amorosi, amicali, familiari. Il cinema francese, quello di ieri e quello di oggi, torna irriducibile su quelle storie, riuscendo a ogni narrazione a risultare singolare, a sorprendere, a emozionare. Questo primo film da regista del popolare attore francese Louis Garrel, che da noi esce come secondo dopo "L'uomo fedele", mostra l'albero genealogico di un giovane con la nouvelle vague nel Dna. "Due amici" riprende infatti la configurazione sentimentale francese per eccellenza raccontando una storia ariosa e leggera. Garrel, Vincent Macaigne e Golshifteh Farahani interpretano tre personaggi spostati, fuori fuoco, precari della vita e dei sentimenti dentro una Parigi disinnescata che apre sulla bellezza confusa dei suoi protagonisti. Abel, Clément e Mona, tutti ugualmente innocenti, si costruiscono un rifugio di armonia per fuggire il caos della vita, passando il loro tempo a mentire o a colpevolizzarsi. Incapaci di indovinare un punto di arrivo, vivono ogni istante come se la loro storia, passata o futura, non avesse rilievo. Ogni qualvolta il conflitto sorge, uno stratagemma narrativo o un dialogo eccentrico intervengono a eluderlo o a ridimensionarlo. La leggerezza prima di tutto. Garrel, combina i codici della commedia romantica hollywoodiana con il pudore dei maestri francesi. Un cinema della timidezza, della sospensione, dell'intimità e della pulsione erotica che si impone con il suo garbo e grazie ai suoi attori sempre sulla strada, farfuglianti, svagati, trascurati dalla vita e abbandonati all'amore.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=wo88pMmlnyo



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