News15 novembre 2019 11:34

Salvini, le Sardine e una sinistra da rifare

Diecimila, forse dodicimila le “sardine” in piazza ieri per dire a Salvini che Bologna non abbocca al richiamo populista, che hanno quasi doppiato i (molti) sostenitori del leader della Lega

Salvini, le Sardine e una sinistra da rifare

Questa carica pacifica dei diecimila non era lì per obbedire a ordini di scuderia, ma è scesa in piazza spontaneamente, per chiarire che non si riconosce nei concetti propugnati dai leghisti. Bologna è Bologna.

Il Partito Democratico, che con Bonaccini sfida la Borgonzoni nelle amministrative emiliane, non sembra aver avuto un ruolo particolare, in questa manifestazione organizzata da “quattro amici”, come scrivono i giornali, non aderenti ad alcun partito politico.

Insomma il partito di Zingaretti, che un tempo riempiva le piazze con la sola forza del suo radicamento sul territorio, ieri sembrava limitarsi ad applaudire dalla finestra.

Sembra che solo la società civile sia in grado di battere Salvini: e forse ce la farà, in una regione che sull’inclusione e l’ospitalità, sulla tolleranza e sul welfare ha costruito la propria fortuna.

I partiti di sinistra però non possono a questo punto evitare di interrogarsi sul proprio ruolo nella società. 

Quelli a sinistra del PD lo stanno facendo.

Il PD, che dopo la scissione renziana dovrebbe aver perduto la sua parte più moderata, e che ancora può contare su una base di circa il 18% nei sondaggi, deve adesso decidere se ricominciare a essere veramente un partito di sinistra, attento alle esigenze sociali, o galleggiare radicandosi esclusivamente sull’antifascismo.

Che per riportare a votare un popolo stanco, impaurito e senza prospettive per il futuro è condizione necessaria, ma non sufficiente.

G.S.

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