Cose belle25 novembre 2019 07:18

Castelli in aria

S'inaugura il 7 dicembre, negli spazi di Traumfabrik a Celle Ligure, la mostra di Corrado Bonomi

Castelli in aria

Traumfabrik, con questo ulteriore progetto espositivo, intende seguire, senza eccessivi vincoli storicistici e all’interno di un percorso inevitabilmente soggettivo, alcune traiettorie della ricerca espressiva contemporanea favorendo l’incontro confronto con identità creative che non solo rivelano un notevole senso di continuità con la tradizione delle avanguardie storiche, ma esprimono sensibilità e punti di vista piuttosto vicini alle persone che coordinano l’associazione.

Il Bonomi “cantastorie” è l’espressione che meglio definisce la prossimità della ricerca espressiva dell’artista piemontese con lo spirito di Traumfabrik.

Le opere principali selezionate per la mostra nella sede di Celle Ligure, che appartengono ai due cicli “Castelli in aria” per Le meraviglie del possibile e “Il mare” della sezione Tautologie, bene tracciano l’essenza poetica dell’iniziativa e un perimetro semantico tra cielo e mare, in cui - come ha già scritto Ivan Quaroni - l'onirismo fanciullesco di Corrado si muove in continua sperimentazione tra le sfumature del movimento pop, del movimento concettuale e di quello kitsch.

L’originalità di Corrado Bonomi è quella d’incarnare, attraverso l’arte figurativa, novelle, miti, leggende, articoli di cronaca, romanzi, teorie scientifiche, fiabe, film, fumetti ecc. non in modo meramente didascalico, bensì facendo vivere e dialogare tra loro generi e contenuti diversi, mescolando il reale con l’immaginato, «ampliando così di molto lo spazio del possibile». 

Pensiamo alle Fatine Fatate Fatali, le versioni di Trilly diventate pin-up, oppure i suoi lavori con i personaggi di Mickey Mouse, gli stessi Castelli in Aria o il Coccodrillo Specchio. Ogni opera racconta non una storia, ma al contempo tante storie diverse, lasciando al fruitore la possibilità di vagare con la mente e la fantasia e di perdersi nel pathos di ciò che più lo colpisce. 

Di un’opera si può cogliere la sfumatura sociale, politica, ironica, immaginifica, meta artistica o di semplice intrattenimento. Oppure si possono cogliere tutte insieme, osservando l’intreccio tra i diversi piani di significato e percependo il loro differente risuonare in relazione allo stato d’animo dello spettatore.

Non è un caso che l’«avventura dell’opera d’arte» - come è capitato di sentirgli dire durante una conversazione - è ciò che lo interessa davvero: l’opera d’arte non è mai davvero in possesso dell’artista, ma, come un figlio, nasce per mezzo di lui e appartiene a coloro che vi entrano in relazione, assumendo di volta in volta sensi e significati nuovi. Tuttavia, proprio come un figlio, l’opera porta un “marchio di fabbrica”, un’impronta genitoriale precisa. In contro luce si può cogliere l’autoritratto dell’artista: un particolare, l’uso specifico di un materiale piuttosto che di un altro, l’uso anomalo e spiazzante di soggetti in contesti che non sono i loro. La costante, “l’impronta”, è sempre portatrice di una carica dirompente, rivoluzionaria e in rottura con le cristallizzazioni di coloro che decidono cosa è arte e cosa non lo è. 

Le opere di Bonomi non permettono di rimanere comodi: quando si pensa di averne afferrato il senso, ecco che se ne apre subito uno nuovo, che potrebbe addirittura contraddirlo. E l’esperienza estetica è totale: le sue opere si osservano, si toccano, alle volte si gustano o si annusano, ci si gioca: basti pensare alla Fatina fatata fatale pescatrice nel piatto di minestra o a L’Allegro Chirurgo. 

L’essere “concettuale” di Bonomi è paradossalmente molto “concreto”, per nulla astratto - da “cum”- “crescere”, ossia essere sempre in movimento, in sintetizzazione di elementi nuovi, di coordinate spazio-temporali diverse, di coordinate esperienziali diverse. Da qui la grande apertura a utenze diversissime: le sue opere possono essere fruite da tutti: bambini, ragazzi, adulti e più che adulti.

L’ARTISTA

“Io, CORRADO BONOMI nasco a Novara il 20 marzo 1956 dove tutt’oggi vivo e lavoro. Dal 1982, anno della mia prima esposizione, capisco di voler "fare" l'artista. Da allora partecipo a molte mostre e tento di elaborare un mio linguaggio, fondato soprattutto sul meccanismo della Tautologia. Dal 1990 inizio a esporre in Germania. È del 1995 la mia partecipazione al gruppo Concettualismo Ironico Italiano formatosi intorno alla Galleria Falzone di Mannheim. Dello stesso anno è la mostra Quasi per gioco alla Neue Galerie di Graz e al Kunstverein AR/GE Kunst di Bolzano. L'ironia diviene, così, non un meccanismo, quanto la cifra della mia esistenza. Il modo a me più congeniale di disinnescare la vita. Dal 1997 collaboro attivamente con il Museo A come Ambiente di Torino con il quale pubblico un manuale catalogo Animali e Fiori nascono da... un percorso didattico creativo al riutilizzo alternativo dei materiali di scarto. Nel 1998 eseguo un'opera per il Museo di Scultura Contemporanea Su logu de s'iscultura di Tortolì. Parallelamente all'attività artistica dagli anni '90, ha inizio la mia esperienza d’insegnamento. Dal 1995 collaboro come operatore culturale con il Dipartimento Educazione del Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, per il quale ho realizzato diversi progetti. Nei primi anni del 2000 mi butto in grandi installazioni e performance. Sono questi gli anni delle Figurine dell'Arte e della Pizzeria Belle Arti. Nel 2003 partecipo alla Mostra-Concorso della Fondazione VAF presso il Palazzo delle Esposizioni della Mathildenhòle di Darmstadt. Del 2005 e 2006 sono le mie personali Arti e Mestieri a Mantova presso Bonelli Arte Contemporanea e Nel mezzo del cammino... presso il complesso di Santa Caterina a Finalborgo. Nel 2009 mi adopero nella mastodontica personale Casa Bonomi, e sono nuovamente invitato presso il Museo Ritter a Waldenbuch per la collettiva "Homage to the square". Nel 2010 torno in Germania, ad Aschaffenburg, presso il Neuer Kunstverein, per una mostra personale e, subito dopo, sono alla Fondazione Pomodoro di Milano per l'esposizione sulle tendenze plastiche del XXI secolo. Nel 2011 realizzo la mia seconda mostra personale con Luigi Cerutti in collaborazione con Labirinto e, quasi contemporaneamente, partecipo a una collettiva della Collezione VAF presso il MART di Rovereto. Nel 2012, in collaborazione con il comune di Novara, sono invitato ad esporre una raccolta delle mie opere più note e suggestive nella cornice del salone d'onore della prefettura a Palazzo Natta: questa esposizione è la prima personale nella mia città; nello stesso anno espongo alla Triennale di Milano nella mostra sul Kitsch a cura di Gillo Dorfles. Nel 2014, Biasutti&Biasutti ospita una mia personale a Torino; dove porto tre categorie di mie opere Castelli in aria, Se Son Rose, Fatine Fatate Fatali. Nel 2015, omaggio a Lucio Fontana, in collaborazione con la Galerie Falzone di Mannheim. Nel 2017, espongo nella nuova sede di Bonelli Arte a Pietrasanta, dove porto una personale monotematica incentrata sulle Fatine Fatate Fatali. Di Giugno 2018 è la mostra personale A regola d’arte, presso la Galleria Melesi, dei cicli Mare, Supporti, Armi della Fede, Culture e Cardio. Sempre la Galleria Melesi ospita a luglio una mostra inedita di ceramiche, da me realizzate presso la manifattura albisolese Ceramiche Pierluca. Da settembre a novembre dello stesso anno, il Circolo culturale Eleutheros in Albissola Marina ripropone le mie ceramiche, in una mostra intitolata Corrado Bonomi. Genius Loci. Nello stesso anno partecipo all’edizione BAM anni ‘90 a cura di E. Di Mauro, alla mostra Doppio Senso a cura di E. Biffi Gentile e alla 7° edizione di StreetScape a cura di C. Canali e I. Quaroni”.

 

Castelli in aria

Artista: Corrado Bonomi

Progetto di: Alex Raso e Riccardo Zelatore 

Sede: TRAUMFABRIK
Via Aicardi 104 R

17015 Celle Ligure (SV)

Inaugurazione: sabato 7 dicembre ore 18:00

Periodo: 7 dicembre 2019 – 26 gennaio 2020

Ingresso libero

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