Contromano10 dicembre 2019 15:42

GNL per chi non c’era: l’Autorità portuale s’arrampica sugli specchi

L’ardita supercazzola, naturale e liquefatta. Il video

GNL per chi non c’era: l’Autorità portuale s’arrampica sugli specchi

Ecco il video: 

Dunque come sentirete il dottor Di Luca, per contrastare la relazione dell’ingegner Fabri, afferma che la nuvola di LNG a Barcellona mostrata nelle slides era vapore acqueo (l'acqua bolle a 100gradi, il GNL è a -162) e che il GPL è più pericoloso del GNL perché è più pesante e scende in basso. 

In effetti, ma questo il dottore non lo dice, la maggior pesantezza permette di poter contenere il GPL con muri di protezione, mentre il GNL forma una nuvola di gas che può incendiarsi anche a distanza dal punto di perdita e addirittura, se la perdita è ancora in corso, bruciare a ritroso.

Dovrebbe esser chiaro ai più, a questo punto, che il GNL è più pericoloso del GPL, checché ne pensi il dottor De Luca.

A proposito poi del fatto che il futuro green del pianeta sia il GNL, ci dicono che non è proprio così: infatti uno studio pubblicato in giugno dalla dottoressa Elizabeth Lindstad, capo della SINTEF Ocean Norvegia (quella Norvegia che secondo il dottore ritiene il gas liquefatto l’ottava meraviglia del creato) ha analizzato gli studi sull'effetto serra prodotto dal GNL, sollevando dubbi sulle metodologie usate ed evidenziando come quegli studi tenessero conto soltanto delle emissioni prodotte durante la combustione. 

Lo studio ha misurato le emissioni di gas serra lungo tutta la catena produttiva e la quantità di metano incombusto emesso dai motori. 

I risultati ottenuti suggeriscono che l'impatto sul clima del GNL potrebbe essere peggiore rispetto all'utilizzo del gasolio marino associato a catalizzatori e filtri anti particolato. 

Questo rende il GNL inadeguato alla decarbonizzazione del settore marittimo e anche parecchio costoso come combustibile "ponte", in attesa dei nuovi carburanti a zero emissioni. 

Infatti il GNL richiede la costruzione di nuove navi o l'adeguamento delle vecchie e di strutture a terra molto costose, mentre l'uso di MGO (diesel marino) associato a catalizzatore e filtri antiparticolato risulta essere molto più economico.

Forse però è meno gradito alle compagnie di navigazione che dovrebbero accollarsi l'intero costo della decarbonizzazione del settore, mentre col GNL - tra finanziamenti e infrastrutture pagate dalle comunità - il beneficio economico è evidente.

Transport and Environment, basandosi sulle specifiche dei motori di AidaNOVA, le stesse di Costa Smeralda, e sui dati della dott.ssa Lindstad, ha stimato l'impronta di gas serra di AidaNOVA con GNL o se ipoteticamente fosse alimentata a gasolio marino. 

Come si vede nella foto, il GNL ha una performance peggiore:

Da notare che nessuna nave usa l'MGO, tutte usano HFO desolforato grazie alle leggi che equiparano i due carburanti, basandosi solo sul contenuto di zolfo.

Quindi diciamo piuttosto che gli Stati Uniti stanno cercando di rifilar il GNL a tutti, con ricchi premi e cotillon: ma non raccontateci che sia il futuro dell’ecologia, perché ci sono fior di studi, e proprio norvegesi, a smentirlo.

E la “disquisizione a livello europeo” che potete godervi in video, ci perdoni il dottor Di Luca ma se andasse a proporla nelle sedi della UE riceverebbe in cambio, se tutto va bene, una sonora risata.

 

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