Cose belle02 gennaio 2020 05:59

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

La sala apre il 2020 con l'ultimo film di Ken Loach e prosegue con "The Irishman" di Martin Scorsese

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Dal 2 al 6 gennaio, chiude le prime visioni del periodo festivo "Sorry we missed you": a tre anni dalla Palma d'oro per "Io, Daniel Blake", la seconda della sua carriera, Ken Loach prosegue il suo discorso critico sulla società in cui viviamo, sui disagi e la condizione dei lavoratori, con un film che colpisce ed emoziona con la stessa abilità alla quale il regista britannico ci ha sempre abituati.

Martedì 7 gennaio la sala propone "Downton Abbey": il creatore della serie Julian Fellowes, dopo sei stagioni televisive, fa il salto verso il grande schermo riuscendo bene nell'impresa di far conoscere l'universo della dimora aristocratica immersa nelle verdi colline dello Yorkshire anche a chi non ne sa nulla. Tutto molto familiare, tutto irresistibilmente piacevole.

Mercoledì 8 gennaio arriva al Nuovofilmstudio il capolavoro di Martin Scorsese "The Irishman": un'epopea gangster malinconica, intima e ampia, che stratifica progressivamente tutto quanto sappiamo sul cinema di Scorsese, del quale è un compendio, e sull'abilità recitativa di tre mostri sacri del grande schermo finora mai apparsi insieme, Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Il viaggio di questi tre personaggi attraverso gli Stati Uniti e la Storia americana è la stoffa di cui è fatto il cinema. Unica versione disponibile in lingua originale con sottotitoli italiani.


gio 2 gennaio (15.30 - 21.15)
ven 3 gennaio (18.00 - 21.15)
sab 4 gennaio (17.30 - 20.30 - 22.30)
dom 5 gennaio (15.30 - 17.30 - 20.30 - 22.30)
lun 6 gennaio (15.30 - 17.30 - 20.30 - 22.30)

Sorry we missed you
di Ken Loach
con Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone, Katie Proctor
Gran Bretagna/Francia/Belgio 2019, 100'

Newcastle. Ricky e la sua famiglia combattono contro i debiti dopo il crack finanziario del 2008. Una nuova opportunità appare all'orizzonte grazie a un furgone nuovo che offre a Ricky la possibilità di lavorare come corriere per una ditta in franchise. Si tratta di un lavoro duro, ma quello della moglie come badante non è da meno. L'unità familiare è forte ma quando entrambi prendono strade diverse tutto sembra andare verso un inevitabile punto di rottura...

Semplice ma testardo e gran lavoratore, il protagonista Ricky è il cuore di una storia che si completa negli altri personaggi, perché non è dissimile la condizione lavorativa di sua moglie Abbie, in giro da mattina a sera per prendersi cura di anziani e malati. Un ruolo simile lo rivestono i due figli, la piccola Liza Jane che subisce la tempesta di impegni che ha travolto i suoi genitori e l'adolescente Seb, che mostra i segni più evidenti del disagio, anche a causa della sua età. Dato l'impiego di Ricky, l'indice di Ken Loach è puntato suo mondo della consegne a domicilio che hanno avuto un boom negli ultimi anni, morsa asfissiante che mai molla la presa sui suoi ingranaggi a cui viene richiesto di fare sempre di più e più rapidamente. Abby, Ricky, Seb e Liza Jane non sono supereroi, non hanno nulla di straordinario nelle loro vite. Sono semplicemente una famiglia, con le proprie difficoltà e con una unità che si vorrebbe far vacillare. Loach ci ricorda che elemento imprescindibile della sua coesione è, oggi più che mai, la dignità del lavoro che troppo spesso viene sistematicamente calpestata.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=0cYqxLv5nHY


mar 7 gennaio 15.30 - 18.00 - 21.15

Downton Abbey
di Michael Engler
con Maggie Smith, Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery, Elizabeth McGovern
Gran Bretagna 2019, 122'

1927. Downton Abbey è l'aristocratica dimora nello Yorkshire di proprietà della famiglia Crawley, al cui comando ora sono la primogenita Mary e il cognato Tom Branson. La grande notizia è che re George V e sua moglie Mary (i nonni dell'attuale regina Elisabetta) verranno in visita e soggiorneranno presso i Crawley per una cena e una nottata. Tutta Downton Abbey si mobilita per accogliere degnamente i coniugi reali. Ma nessun affronto è peggiore dell'imposizione, da parte dei sovrani in visita, di sostituire all'intero gruppo di domestici di Downton Abbey lo staff della Casa reale.

Dopo 52 episodi e sei stagioni televisive, "Downton Abbey" fa il salto verso il grande schermo. Il creatore e sceneggiatore della serie Julian Fellowes, insieme a regista e produttori, riescono bene nell'impresa di far conoscere l'universo della dimora aristocratica anche a chi non ne sa nulla. Le reazioni dei vari personaggi raccontano molto di loro e di quel che accade ai piani alti e ai piani bassi della residenza immersa nelle verdi colline dello Yorkshire. I preparativi per la visita reale costituiscono il nucleo narrativo del film, decisamente corale e molto ricco visivamente: i protagonisti sono numerosi, la trama si dipana tra accadimenti principali e divagazioni, tra pettegolezzi e intrecci romantici, momenti da commedia attraversati da un filo giallo alla Agatha Christie. Il tutto è interpretato da un cast di attori sopraffini nella migliore tradizione inglese, sul quale primeggia l'irraggiungibile Maggie Smith nei panni della nobildonna sempre pronta alla battuta sarcastica, con quello snobismo spietato ma così efficace a raccontare una società intrappolata tra progresso e rimpianto per i bei vecchi tempi. Il film riprende le situazioni della serie ma sposta anche l'attenzione ai piani bassi popolati di cuoche, maggiordomi, governanti e camerieri. Tra velluti e abiti sontuosi le tematiche sociali e civili si affacciano su un mondo che sta cambiando rapidamente. Fellowes tiene comunque la politica a distanza e si concentra sui rapporti fra i personaggi, spesso colorati da attrazione e sentimento. Tutto molto familiare, tutto irresistibilmente piacevole.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=SGkfufIoQ0Q


mer 8 gennaio 15.30 - 20.30

The Irishman
di Martin Scorsese
con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel
USA 2019, 209' - unica versione disponibile in lingua originale con sottotitoli italiani

Frank Sheeran, detto "The Irishman", è un veterano della Seconda Guerra Mondiale e un autista di camion quando incontra l'uomo del destino, Russell Bufalino, boss della mafia a Filadelfia, che vede in lui il tratto principale di un buon ufficiale: l'affidabilità. Le famiglie di Frank e Russell stringono un'amicizia che va al di là del business. Russell è così fiero di Frank che lo presenta a Jimmy Hoffa, il capo del sindacato dei camionisti, più popolare di Elvis e dei Beatles messi insieme. Hoffa è vulcanico e brillante, calcolatore e stratega, ma anche affettuoso e seducente. Frank non è immune al suo carisma e diventa il suo guardiaspalle, il suo consigliere e, forse, il suo miglior amico...

"The Irishman" è un'epopea gangster malinconica, intima e ampia, che stratifica  progressivamente tutto quanto sappiamo sul cinema di Martin Scorsese, del quale è un compendio, e sull'abilità recitativa di tre mostri sacri del grande schermo finora mai apparsi insieme. Che l'intento del maestro italoamericano fosse quello di costruire un anti "Quei bravi ragazzi" è dichiarato fin dal primo, magnifico piano sequenza, che rispecchia (al contrario) il suo capolavoro del '90. Il regista tiene a freno tutto ciò che in passato è stato la sua cifra distintiva: il ritmo adrenalinico, le carneficine in piena vista, la fascinazione romantica del crimine. Dentro il film ci sono i temi a lui più cari - colpa e redenzione - all'interno di personaggi così imbevuti della cultura della sopravvivenza e della sopraffazione da ritenersi esclusi dal perdono, e immancabilmente costretti a fare ciò che va fatto perché "è così e basta". Lo sguardo morale è affidato interamente ai personaggi femminili, di disapprovazione silenziosa, o di complicità rassegnata. Un'ironia impassibile caratterizza i dialoghi da antologia con cui i protagonisti raccontano la Storia come una continua interferenza con quella parallela di Cosa Nostra. De Niro capitalizza la sua abilità di aprire spiragli nella maschera  indecifrabile di un uomo qualunque; Pesci gli fa a gara in sottrazione,  contraddicendo la sua reputazione di esibizionista; e Pacino controlla i toni enfatici a favore di un'irresistibile bonomia. Il viaggio di questi tre personaggi attraverso gli Stati Uniti e la Storia americana è la stoffa di cui è fatto il cinema.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=SbaOCmv0X4A

Il primo programma del 2020 è scaricabile in formato pdf dal sito www.officinesolimano.it .

In copertina Peter Sellers, protagonista de "Il dott Stranamore" di Stanley Kubrick, per Nuovofilmstudio un film rituale che ha aperto e chiuso diverse fasi di passaggio e di cambiamento.

La proiezione della versione restaurata dalla Cineteca di Bologna sarà l'occasione per brindare insieme a questo percorso che continua inarrestabile. Martedì 4 febbraio alle 20 la sala organizzerà un piccolo rinfresco ricordando la sua storia, riproponendo la mostra dei "cimeli" di Nuovofilmstudio e il libretto su Mirko Bottero. 

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