Cose belle16 gennaio 2020 07:41

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Da venerdì 17 fino al pomeriggio di domenica 19 gennaio la sala propone in prima visione "Dio è donna e si chiama Petrunya", una curiosa e irriverente commedia di gusto balcanico diretta dalla regista Teona Strugar Mitevska, che a partire dalla società macedone racconta la ribellione di una donna contro le maggiori istituzioni tradizionali.

Nuovofilmstudio: il programma della settimana


Da domenica sera a lunedì 20 gennaio "Herzog incontra Gorbaciov", faccia a faccia tra il maestro del cinema Werner Herzog e il gigante della politica Michail Gorbaciov. Il risultato è esplosivo e coinvolgente, uno sguardo inedito, lucido e significativo sulla storia del '900 e non solo. Complicità e umorismo, uniti all'abilità di Herzog di scavare in angoli inaspettati della vita dell'ultimo presidente dell'Unione Sovietica.

Martedì 21 e mercoledì 22 gennaio "L'ufficiale e la spia": Roman Polanski si interroga sulla morale dei nostri tempi attraverso l'affare Dreyfus, il principale scandalo militare e giudiziario di Francia che sul finire del XIX secolo gettò infamia sulle gerarchie e sulle istituzioni repubblicane. Gran Premio della giuria al Festival di Venezia 2019.

Sempre martedì 21 e mercoledì 22 gennaio, Nuovofilmstudio proietta "Il bambino è il maestro - il metodo Montessori": da poco diventato padre, Alexandre Mourot decide di fare ricerca sul campo e posiziona la macchina da presa sui banchi della scuola Jeanne d'Arc di Roubaix, istituto che per primo in Francia ha adottato il metodo Montessori, un approccio educativo che vuole celebrare e nutrire il desiderio di conoscenza di ogni bambino. Uno studio pregevole che ha il merito di riportare in primo piano con chiarezza le scoperte rivoluzionarie e pionieristiche e la visione del mondo di una scienziata e filosofa straordinariamente moderna.



ven 17 gennaio (18.00 - 21.15)
sab 18 gennaio (17.30 - 20.30 - 22.30)
dom 19 gennaio (15.30 - 17.30)

Dio è donna e si chiama Petrunya
(Gospod postoi, imeto i' e Petrunija)
di Teona Strugar Mitevska
con Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski
Macedonia/Belgio/Slovenia/Croazia/Francia 2019, 100'

Petrunya è laureata in storia, ha 32 anni, vive nella cittadina macedone di Stip e non ha un'occupazione. Rientrando verso casa dopo un colloquio di lavoro andato male, si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa per le strade. Il rituale prevede che il prete getti una piccola croce nel fiume e che gli uomini si precipitino a recuperarla. Petrunya, vicina alla riva, vede che nessuno raggiunge l'oggetto sacro e si tuffa a recuperarlo. Ne nasce una rissa per strapparle la croce di mano: mai a una donna era stato permesso di partecipare all'evento e tanto meno di vincere.

Una delle rivelazioni della scorsa Berlinale, "Dio è donna e si chiama Petrunya" è un curioso e irriverente film macedone diretto da Teona Strugar Mitevska, autrice che lavora con fratelli e sorelle in vari ruoli produttivi e creativi, in una sorta di factory familiare. Mitevska costruisce un'azzeccata commedia di gusto balcanico che a partire dalla società macedone tocca aspetti più generali. La regista racconta di essersi ispirata a una storia vera, una tradizione dell'Epifania ortodossa: chi raccoglie una croce gettata nell'acqua avrà fortuna e prosperità. Nel 2014 è stata una donna a recuperarla ed essendo stata più brava dei maschi non voleva restituirla, nonostante le forti pressioni ricevute. Gran parte dell'efficacia del film si deve alla protagonista, l'esordiente Zorica Nusheva, un vero uragano di energia in un corpo fuori dagli schemi consueti. "Dio è donna e si chiama Petrunya" lancia il suo affondo anche sui temi religiosi. "Chi dice che Dio sia maschio?" sintetizza la regista, che nel film mette in scena in forma di commedia, con qualche spunto sentimentale nel rapporto tra Petrunya e un giovane poliziotto, la ribellione di una donna contro le maggiori istituzioni tradizionali, la Chiesa e lo Stato.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=7WfM8ZgXU2Y


dom 19 gennaio (20.30 - 22.30)
lun 20 gennaio (15.30 - 18.00 - 20.30)

Herzog incontra Gorbaciov
(Meeting Gorbachev)
di Werner Herzog, André Singer
Germania/Gran Bretagna/Stati Uniti 2018, 90'

Werner Herzog e Michail Gorbaciov. Un maestro del cinema e un gigante della politica, ultimo presidente dell'Unione Sovietica: il risultato è un incontro esplosivo, uno sguardo inedito, lucido e significativo sulla storia del '900 e non solo. Complicità e umorismo, uniti all'abilità di Herzog di scavare in angoli inaspettati della vita di Gorbaciov, rendono questi incontri coinvolgenti e al tempo stesso emozionanti. Dall'infanzia contadina agli studi presso l'Università di Mosca, fino alla rapida ascesa nelle fila del Partito Comunista Sovietico, il documentario è un viaggio tra ricordi, materiali d'archivio e testimonianze d'eccezione che consentono, così, di ripercorrere le tappe salienti della politica degli ultimi decenni.

Werner Herzog, insieme al co-regista e collaboratore storico, il documentarista e antropologo britannico André Singer, sceglie un approccio intimo, quasi leggero, per raccontare uno dei grandi leader del XX secolo, che ha determinato (suo malgrado) la fine dell'Unione Sovietica. Herzog ci ha abituato nei suoi documentari a riconoscere il suo stile e il suo umanesimo, e qui, seduto di fronte a Gorbaciov, più che mai si mette in gioco con la sua inconfondibile voce narrante a commento delle immagini che raccontano una carriera politica ben diversa da tutte le altre. Sin dalla prima domanda si capisce come la conversazione sia a volte dissonante: che sia la traduzione o la reverenza suscitata non sempre le risposte corrispondono alle domande. Ma alla fine quel che interessa veramente a Herzog è quel Gorbaciov privato a cui è difficile arrivare, che si intravede in un uomo ormai anziano ma ancora autorevole, determinato a raccontare la sua versione dei fatti e della storia, i suoi sogni e i suoi errori. Herzog a quell'uomo arriva un poco alla volta attraverso l'amatissima Raissa, al cui ricordo e alle immagini Gorbaciov si commuove e, inevitabilmente, noi con lui. In questo incontro empatico, che a tratti sembra preludere quasi a un abbraccio, l'accento è sulla visione moderna e la tensione democratica di un uomo dalle origini umili ma dalla straordinaria intelligenza anche comunicativa, ritrovatosi al centro di un passaggio epocale a servire non solo la propria nazione ma la comunità umana.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=L1FSN8597jI


mar 21 gennaio (15.30 - 21.15)
mer 22 gennaio (18.00)

L'ufficiale e la spia
(J'accuse)
di Roman Polanski
con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner
USA 2019, 126'

Gran Premio della giuria al Festival di Venezia 2019

Il 5 gennaio 1895, il Capitano Alfred Dreyfus, promettente ufficiale, viene degradato e condannato all'ergastolo all'Isola del Diavolo con l'accusa di spionaggio per conto della Germania. Fra i testimoni di questa umiliazione c'è Georges Picquart, che viene promosso a capo della Sezione di statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ma quando Picquart scopre che tipo di segreti stavano per essere consegnati ai tedeschi, viene trascinato in una pericolosa spirale di inganni e corruzione che metteranno a rischio il suo onore e la sua vita...

Un atto d'accusa, una provocazione alla Terza Repubblica di Francia che tuonò nei palazzi a un secolo dalla Rivoluzione. Se Emile Zola se ne fece carico con l'articolo apparso su L'Aurore il 13 gennaio 1898, oggi Roman Polanski se ne appropria per l'opera più significativa dei suoi ultimi anni di carriera. Al centro, è noto, l'affaire Dreyfus che sancì la condanna dell'innocente capitano ebreo Alfred Dreyfus. Dopo anni di umiliazioni e prigionia, al militare fu riconosciuta giustizia e il reintegro nei ranghi dell'esercito. Il principale scandalo militare e giudiziario di Francia gettò infamia sulle gerarchie e sulle istituzioni repubblicane. Nella confezione di perfetta ricostruzione storica s'innervano temi, ossessioni e l'incrocio di generi cinematografici tipicamente polanskiani. L'artista e l'uomo Polanski, che si è messo in gioco in questo thriller storico teso e incalzante, si è messo anche in scena come quasi sempre nei suoi film, al centro dell'immagine fra i militari di gran carriera, in uniforme scintillante e decorata. Attraverso la comparsata offre un messaggio sull'opera: Polanski è sia l'accusatore che l'accusato, si cela dietro allo scrittore Zola ma soprattutto al protagonista Picquard, l'ufficiale che dapprima condannò Dreyfus e poi, riconoscendone l'innocenza, si adoperò per difenderla. Un film di straordinaria ricchezza, frontale a un primo sguardo, ma pura espressione di quell'ambiguità e profondità che hanno fatto di Polanski uno dei più grandi interpreti del cinema mondiale.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Hd6eRZJvQ0E


mar 21 gennaio (18.00)
mer 22 gennaio (15.30 - 21.15)

Il bambino è il maestro - il metodo Montessori
(Le maître est l'enfant)
di Alexandre Mourot
Francia 2017, 100'

Da poco diventato padre, Alexandre si interroga su quale sia il migliore metodo educativo per la sua prima figlia. Interessandosi al metodo Montessori, si decide a fare ricerca sul campo e posiziona la macchina da presa sui banchi della scuola Jeanne d'Arc di Roubaix, istituto che per primo in Francia l'ha adottato. Qui segue, una per una, le peculiari tappe d'apprendimento di ventotto bambini, che frequentano la classe del maestro Christian Maréchal. Tale osservazione si rivela una formidabile catena di scoperte positive e incoraggianti. La prima è che, come sostenuto dalla famosa pedagogista, il bambino "tende naturalmente a lavorare" e questo suo istinto va incoraggiato e favorito. Infatti mentre il suo interesse per gli enunciati orali è difficile da mantenere, quello per l'attività manuale riesce a trattenere la sua concentrazione. Il metodo Montessori è un approccio educativo che vuole celebrare e nutrire il desiderio di conoscenza di ogni bambino: è valorizzato lo spirito umano dal punto di vista fisico, sociale, emozionale e cognitivo. Il regista ha portato la macchina da presa nella più antica scuola montessoriana di Francia e ha incontrato bambini dai 3 ai 6 anni, felici, liberi di muoversi, capaci di lavorare da soli o in gruppo. Alcuni leggono, altri fanno il pane o le divisioni, o ridono, o dormono. L'insegnante rimane una presenza discreta. I piccoli protagonisti hanno guidato Alexandre attraverso un intero anno scolastico, mostrandogli la magia della loro autonomia e autostima, il lato di una nuova società di pace e libertà. Uno studio pregevole che ha il merito di riportare in primo piano con chiarezza le scoperte rivoluzionarie e pionieristiche e la visione del mondo di una scienziata e filosofa straordinariamente moderna.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ZwYaGNxXAEs


Appuntamenti Comune di Savona e altre associazioni:

gio 23 gennaio (21.00)

Find The Cure e Balla Coi Cinghiali, in collaborazione con Comune di Savona e Nuovofilmstudio presentano
Mondovisioni - i documentari di Internazionale
Rassegna cinematografica a cura di CineAgenzia per Internazionale

Find the Cure e Ballacoicinghiali sono lieti di presentare Mondovisioni,una rassegna cinematografica promossa da CineAgenzia che viene presentata ogni anno al Festival di Internazionale a Ferrara. La rassegna, attraverso docu-film selezionati dai maggiori festival internazionali, porta sul grande schermo storie di grande importanza con l'intento di fornire al cittadino un'informazione chiara, profonda e consapevole su tematiche spesso difficilmente fruibili dai media classici. Da sette anni a questa parte abbiamo deciso di portare la rassegna nelle nostre città selezionando 5 docufilm ricchi di messaggi e di informazione utili a leggere criticamente la realtà mondiale odierna. Crediamo fermamente nella comunicazione attraverso il cinema, mezzo che riesce ancora a farsi strada nella mente e nel cuore della gente. Siamo fieri di condividere questa iniziativa con il Comune di Savona e Nuovofilmstudio partner dell'evento.

L'ingresso agli spettacoli è di 4 euro a proiezione, è inoltre disponibile l'abbonamento a tutti gli appuntamenti al prezzo di 20 euro che garantisce il posto a sedere. L'incasso aiuterà a coprire le spese sostenute per la realizzazione della rassegna. 

Bellingcat - truth in a post-truth world
di Hans Pool
Paesi Bassi 2018, 89' - in inglese, olandese e tedesco con sottotitoli italiani

Il collettivo Bellingcat, all'avanguardia del giornalismo contemporaneo, è un gruppo di ricercatori online impegnato a svelare la verità dietro notizie e vicende da tutto il mondo, dal disastro del volo MH17, alla guerra in Siria, al misterioso avvelenamento di una spia russa nel Regno Unito. Il fondatore Eliot e la sua squadra verificano le versioni di giornali, reti e governi, utilizzando tecniche digitali e crowdsourcing per un approccio innovativo rispetto al giornalismo investigativo tradizionale. Ma nell'epoca delle fake news e dei "fatti alternativi", con governi sempre meno affidabili e giornali tradizionali in declino, cosa rappresenta il loro successo di fronte al cambiamento delle nostre società e alle trasformazioni di politica, tecnologia e social media?

Pagina ufficiale della rassegna:

www.findthecure.it/mondovisioni-i-documentari-di-internazionale-2020/

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