News27 gennaio 2020 07:38

C'è chi vota e chi meno

Prime impressioni sulle regionali in Emilia e in Calabria

C'è chi vota e chi meno

Il centrosinistra di Bonaccini ha vinto le elezioni in Emilia Romagna, che l’ex Ministro dell’Interno aveva promosso a referendum su se stesso e l’intero centrodestra contava di usare come grimaldello per scalzare il governo Conte 2, e ha vinto anche con un discreto margine.

Che l’esecutivo nazionale ne esca rafforzato è da vedere, perché la definitiva evaporazione del Movimento 5 Stelle creerà certamente ulteriori squilibri nella già raffazzonata compagine di governo.

Il dato che però non può e soprattutto non deve sfuggire è il trionfo del centrodestra in Calabria, dove non c’è stata l’impennata di affluenza vista in Emilia: non solo, forse, la naturale conseguenza dei guai giudiziari del presidente uscente Oliverio. 

Se in Emilia Romagna si son precipitati ai seggi quasi il doppio dei votanti rispetto alle scorse elezioni, anche grazie all'effetto - sardine, in Calabria l’aumento è stato dello zero virgola.

Banalizzando si potrebbe dire che dove si sta bene la cittadinanza si è mobilitata per riconfermare il governatore uscente, mentre dove i servizi pubblici sono particolarmente zoppicanti l’elettorato ha votato per cambiare ma senza troppo entusiasmo. Quasi vien da pensare che abbia votato chi doveva, mentre chi poteva scegliere ha detto no grazie.

L’Italia non è la Calabria ma certo non è neppure l’Emilia, con i suoi elevati standard di qualità di vita: quindi le forze progressiste tirino pure un meritato sospiro di sollievo, ma ricordino che devono la vittoria emiliana a chi ha ben governato in questi anni. 

Perché le politiche, siano tra due mesi o nel 2023, premieranno solo un buon governo.

LNS

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