Cose belle17 marzo 2020 13:01

Io resto a casa, ma non mi fermo

Nella mia città, per la prima volta da giorni, splende il sole. Tutto è fermo, avvolto in un silenzio quasi spettrale. Non si sentono i rumori delle auto, non si sentono le voci dei bambini della scuola elementare di fronte a casa mia. Tutte le scuole sono chiuse da più di venti giorni

Io resto a casa, ma non mi fermo

 

Una settimana fa il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (intitolato “Io resto a casa”, #iorestoacasa), ha fissato nuove norme, decisamente e giustamente più restrittive, per contenere la diffusione dell’epidemia di corona virus nel nostro Paese. I dati aggiornati relativi al numero di persone contagiate attestano che c’è ancora un forte incremento di casi positivi; è probabile che, purtroppo, si debba attendere qualche giorno prima di cominciare a vedere gli effetti delle ultime misure adottate.

Nel corso dell’ultima settimana, fatta di video-lezioni, articoli, informazioni che si rincorrono, mille messaggi su Whatsapp, social che straripano proiettandoci in una  dimensione surreale e dilatata carica di paure, domande e incertezze, ho spesso chiesto ai miei studenti e ai giovani (molti dei quali confusi, disorientati, tristi, come tutti immagino) in che modo stessero trascorrendo le proprie giornate a parte il fatto di continuare a studiare. È comprensibile che in questa fase iniziale di sospensione delle attività didattiche gli studenti siano più liberi e meno controllati rispetto al consueto e abbiano più tempo da dedicare a se stessi e ai propri interessi. 

Ma quali sono i loro interessi, le loro passioni? Ho sentito il desiderio e quasi il dovere di porre loro questa domanda, essendo “la passione” il tema cardine dei miei studi, della mia vita. Dalle loro risposte, e dalle suggestioni che tali risposte hanno generato in me, è nato questo secondo video-progetto (continuazione del primo dal titolo “IO RESTO A CASA, NON ME NE FREGO” – cfr. La Nuova Savona di mercoledì 11 marzo) : 

IO RESTO A CASA, MA NON MI FERMO

Come per il primo video-progetto la seconda frase del titolo è ispirata a una canzone di Achille Lauro, che ha gentilmente aderito al progetto, dal titolo Je t’aime: «Non ci fermiamo mai».

Il video progetto, realizzato con la collaborazione di Labor Network, del Centro Didattico Sibilla di Varigotti, del Comune di Finale Ligure e di diversi amici e colleghi, è concepito con l’intento di stimolare i ragazzi, e non solo, a riflettere sul fatto che l’indispensabile “isolamento” di ciascuno di noi, fatta eccezione per le esigenze più importanti, può essere un’occasione per (ri) scoprire le nostre passioni, per imparare nuove attività, per riflettere su noi stessi, su ciò che amiamo fare. Un invito a “non fermarci mai”, nonostante siamo giustamente costretti, per il bene di tutti, a restare a casa.

La forza e la bellezza dei giovani consiste nella capacità di inventare, creare, sognare. Facoltà che non implicano la necessità di uscire di casa, anzi...

«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni».

 Eleanor Roosevelt

 

«Solo tu sai chi puoi essere».

 Achille Lauro

 

Chiara Pasetti

 

Anche il montaggio di questo secondo video-progetto è stato realizzato dal regista e giornalista Mario Molinari, direttore di questa testata, per l’Associazione culturale “Le Rêve et la vie” (www.lereveetlavie.it

Chiara Pasetti, Associazione culturale “Le Rêve et la vie”

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