Cose belle20 aprile 2020 19:00

(Ri)parte il treno?

Dalla conoscenza nasce la compassione, dalla compassione la conoscenza

Germaine Tillion (1907-2008) con sua madre Emilie

Germaine Tillion (1907-2008) con sua madre Emilie

20 aprile 2020

Settima settimana di emergenza sanitaria.

Settima settimana a casa.

Settimo video.

Non ci siamo fermati, malgrado la drammaticità del momento.

I ragazzi, gli studenti e gli amici hanno (ancora) voglia di esprimersi e dopo qualche giorno di pausa per le vacanze pasquali sono tornati, con anche qualche nuova presenza, nel progetto IO RESTO A CASA.

In questo settimo “capitolo”, dal titolo PARTE IL TRENO (sempre da un verso di Achille Lauro, in Scelgo le stelle), sono presenti gli artisti di alcuni video precedenti: Alberto Giusta, che ha dato voce a Charles Baudelaire, e Lisa Galantini nei panni di Antonia Pozzi. I gemelli Edoardo e Enrico Borghesio interpretano Dante in uno dei sonetti più amati e studiati di sempre.

Achille Lauro, con noi dall’inizio del video progetto, qui è presente con La Bella e la Bestia, dall’EP “Young Crazy”.

Il tema di questo video, inizialmente, voleva essere fiaba/realtà, ma grazie al testo così denso di Lauro, agli spunti dei ragazzi, alle suggestioni del regista, e alle mie “visioni”… è diventato anche altro. Sicuramente Amore. E i suoi tanti opposti. Uomini e donne che si amano, uomini e donne che non si capiscono. Che si tradiscono. Che soffrono. Che muoiono.

Belle e bestie, o bestie e belli.

 Nel video, tanti i riferimenti a film che hanno segnato la (mia) storia del cinema degli anni passati e attuali, da Dario Argento a Cronenberg, passando per un cartone-anime che oggi sarebbe vietato ai bambini, Bem il mostro umano (bellissima la sigla della versione italiana cantata da Nico Fidenco). Bem ha inquietato la mia infanzia e forse quella di altri wild boys degli anni ’80. Al di sopra delle mode, di ogni generazione ed epoca, eterno come solo i capolavori, anche in questo video è presente il maestro Flaubert con una “lei” per eccellenza, Emma Bovary, richiamata nel film del 1949 di Minnelli (stasera, tra l’altro, una delle tante versioni cinematografiche di Madame Bovary, per la regia di Sophie Barthes, è su Cielo in prima serata). Madame Bovary è «malata di sogni», una malattia che la condurrà alla scelta della morte volontaria. Come Antonia Pozzi, che si sentiva «in un destino».

Qual è il nostro, di destino? Quale sarà il nostro treno? Dove porterà?

Ieri ricorreva l’anniversario di morte di Germaine Tillion (1907-2008), resistente francese durante la seconda guerra mondiale, internata e liberata dal campo di concentramento femminile di Ravensbrück. Lì sono morte più di centomila detenute.

Ad oggi per o con coronavirus (inutile questione di preposizioni, così importante invece per alcuni) sono morte più di ventimila persone. Ventimila.

Ventimila uomini e donne (e con loro famiglie, parenti, amici) hanno «attraversato il male» e non ce l’hanno fatta; tra queste, è mancato pochi giorni fa Luis Sepúlveda.  

Tillion, dopo essere stata «nel ventre della bestia» (reale, non letteraria  o hollywoodiana), e dopo aver testimoniato al processo per i crimini del nazismo, ha affermato:

«Dalla conoscenza nasce la compassione, dalla compassione la conoscenza».

Mi auguro che ciò che stiamo vivendo faccia nascere una maggiore e migliore conoscenza, non solo relativamente al covid19.

E, ancor più, faccia germogliare (più) compassione.

Più amore.

Nei confronti di tutti/tutte? Belle e Bestie? Chi sono le une e chi le altre?

Germaine ci è riuscita, a sviluppare più compassione, anche nei confronti dei boia nazisti che avevano mandato a morire, tra i tantissimi, sua madre.

Il suo treno è andato all’Inferno e da lì è tornato, con più Amore di prima.

Il nostro sta per ri-partire? E andrà verso una ri-nascita, una ri-costruzione, e più amore?

Lo spero con tutto il cuore. Per tutti.

 

Ps. Mentre terminavo questo articolo ho ricevuto da un mio caro docente di Milano una poesia che non ricordavo… Riporto solo i versi finali, si intitola

Las mujeres de mi generación

 

Lo son todo y todo lo sostienen Porque todo viene con sus pasos y nos llega y nos sorprende. No hay soledad donde ellas miren Ni olvido mientras ellas canten.

Intelectuales del instinto, instinto de la razón Prueba de fuerza para el fuerte y amorosa vitamina del débil. Así son ellas, las únicas, irrepetibles, imprescindibles sufridas, golpeadas, negadas pero invictas Mujeres, Mujeres, Mujeres de mi generación.

 

 Luis Sepúlveda (1949-2020)

 

Christian Gruppo, Il Treno (dettaglio)

Chiara Pasetti

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