Contromano05 luglio 2020 15:21

Campagna elettorale: il bengodi delle concessioni balneari

Concessioni balneari fino al 2033, alla faccia della normativa europea, la celebre e giusta Direttiva Bolkestein che prevedeva la gara pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime

Campagna elettorale: il bengodi delle concessioni balneari

Il più contento, manco a dirlo, è l’assessore regionale ligure Marco Scajola che esulta: “Dopo il pressing portato avanti dalla Conferenza delle regioni finalmente è stato approvato dalla commissione bilancio della Camera un emendamento al decreto rilancio per l’estensione fino al 2033 delle concessioni balneari. Sono contento, lo dico da ligure e da coordinatore del tavolo nazionale del demanio, ben venga questo atto rafforzativo del Parlamento della Legge 145 emanata dal precedente governo che prevedeva l’estensione delle concessioni. Ora però l’augurio è che questo atto ponga finalmente fine a tutte le incertezze in vista del superamento della direttiva Bolkestein”. 

Eh sì, perché l’incertezza di un disoccupato, di un cassintegrato, di una donna a cui fanno firmare la lettera di licenziamento all’assunzione non è nulla rispetto all’incertezza in cui hanno dovuto navigare i proprietari di quello che dovrebbe essere un bene pubblico e accessibile a tutti, nel Paese che non è mai in regola sulla quota di spiagge libere che sarebbe prevista per legge.

Nel Paese dove, appena si è parlato di distanziamento per il covid, proprio i balneari sono insorti a chiedere le spiagge libere (link al fondo).

E chi non ha i soldi si attacchi.

Il Papeete, indimenticabile location del crollo del governo gialloverde, ha chiuso il bilancio 2019 con 3,2 milioni di euro di ricavi (e comunque prima di Salvini erano fissi a due milioni e mezzo, non briciole). 

E lo sapete quanto paga di canone allo Stato? 

Circa 10 mila euro, secondo il Corriere della Sera che cita “fonti attendibili del Comune di Cervia da cui dipende Milano Marittima.”

Non è un caso se tra i balneari ci sono famiglie che negli anni, a fronte di questi ricavi e di questi canoni risibili hanno accumulato fortune e appartamenti. 

E il rischio d’impresa, direte voi? C’è: se costruisci un camping in riva a un fiume può arrivare la piena e portartelo via. Sul mare è uguale.

(https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/05/07/foto/i_titolari_dei_lidi_balneari_serve_spazio_in_spiaggia_dateci_anche_quelle_libere_-255888645/1/#1

LNS

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