Cose belle22 luglio 2020 06:47

Musica e parole

Dopo la sosta forzata per l’emergenza sanitaria, il Complesso Monumentale di Santa Caterina nelle suggestive sale dell’Oratorio dè Disciplinanti riprende il programma espositivo, giunto al sesto appuntamento, con una mostra personale dedicata a Giuseppe Chiari dal titolo Musica e parole, che si apre sabato 25 luglio 2020 alle ore 18:30 nella sede di piazza Santa Caterina, in Finalborgo (SV)

Musica e parole

La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Finale Ligure, in collaborazione con l’associazione Traumfabrik sarà visitabile, nel rispetto delle procedure sanitarie in vigore, fino al 19 settembre 2020.

Questo progetto segna la ripartenza della programmazione espositiva voluta dall’amministrazione comunale nel corso del 2019 e affidata alla curatela di Riccardo Zelatore, nell’intento di riqualificare questo suggestivo e importante contenitore culturale.

Le cinque mostre che si sono succedute (“Bruno Munari. Artista a 360 gradi”, “Doppio sogno. Bart Herreman e Marcello Campora”, “Attilio Antibo. La sfida della materia”, “Pietro Rosso. Ierofanie”, “La linea analitica della linea. Piero Dorazio, Paolo Iacchetti, Sol Lewitt, Paolo Minoli, Mario Nigro, Lorenzo Taini, David Tremlett” ) hanno contribuito a riavvicinare un pubblico qualificato alla proposta dell’Oratorio Dè Disciplinanti attraverso linguaggi differenti che, mantenendo lo sguardo ai valori culturali locali hanno delineato un orizzonte di esplorazione internazionale. Pittura, scultura, fotografia, installazioni, si sono succedute nelle tre sale espositive e continueranno a farlo nei progetti che da questo mese si susseguiranno per tutto il 2021.

 

Dopo l’omaggio a Giuseppe Chiari, si proseguirà con la mostra “Il carattere riflessivo della pittura. Italo Bressan, Sandro De Alexandris, Marco Grimaldi, Gianni Pellegrini, Roberto Rizzo, Tetsuro Shimizu, Rolando Tessadri” per una ricognizione su alcuni caratteri distintivi della pittura aniconica contemporanea. Seguiranno due grandi collettive a tema: la prima “Le pieghe dell’arte” permetterà di analizzare come il concetto di piega sia stato assunto da molti artisti a riferimento del proprio lavoro e successivamente un ulteriore progetto espositivo indagherà il tema del “gioco” nell’arte.

Si passerà poi alla fotografia contemporanea con la presentazione del lavoro condotto da alcuni fotografi contemporanei sul sito industriale delle ex-vetrerie di Altare in collaborazione con l’architetto Marco Ciarlo e, in ultimo ma non meno importante, una rassegna conclusiva sul tema della “Montagna nelle arti visive”, per chiudere il programma con argomenti e immagini che molto hanno a che fare con il territorio finalese. Insomma, una proposta eterogenea per un pubblico vasto, senza mai trascurare la qualità delle scelte e il rigore delle selezioni.

 

“Giuseppe Chiari. Musica e parole” raccoglie circa 30 opere di uno degli esponenti italiani più autorevoli del movimento internazionale Fluxus, allestite nella Sala degli Archi al piano terra e nella Sala delle Colonne al primo piano dell’Oratorio.

Musicista, pianista e artista concettuale, figura di riferimento delle neo-avanguardie estetiche legate alle ricerche sperimentali condotte nell’ambito della “musica visiva”, Giuseppe Chiari (Firenze, 1926 – 2007) viene in questa occasione indagato attraverso una raccolta di lavori ispirati agli strumenti musicali, che permettono di cogliere uno spaccato della ricerca del poliedrico artista.

Le opere esposte sono incentrate sulla “combine” di segni visivi, linguaggio scritto, citazioni e strumenti della disciplina musicale (violini, chitarre, flauti, trombe, ma anche spartiti) assemblati come in un ready-made a comporre un paesaggio visivo che, erede degli stilemi dadaisti e surrealisti, resta sempre in bilico tra immaginazione pura e realtà quotidiana.

Nelle opere selezionate, elementi di familiarità appartenenti al quotidiano sono facilmente riconoscibili dal pubblico che viene stimolato a riflettere sulla produzione artistica e il suo consumo.

Nel processo di catalogazione che fa Chiari, gli oggetti senza funzione vengono considerati come se avessero funzione musicale e, per l’inverso, gli strumenti musicali vengono trattati come materia in quanto tale, togliendo ogni oggetto dal suo contesto per liberarlo alla dialettica della negazione. L’uso delle parole, sovente combinate in statements, è uno degli ulteriori stratagemmi usati dall’artista. Brevi affermazioni come “L’arte è facile”, “La musica è facile”, “L’arte è una piccola cosa” tornano frequentemente nel suo lavoro per creare connessioni tra musica, poesia e arte visiva. Per Chiari la multiformità dei linguaggi sta a significare che ogni gesto, ogni segno, ogni suono, ogni rumore, non importa quanto apparentemente comune e privo di significato, possono essere arte. Nei lavori esposti il perimetro dell’opera, che dalla bidimensionalità assurge alla terza dimensione proprio per il tramite delle applicazioni strumentali e della polimatericità, si fa dunque “spazio della parola, del disegno e del suono”.

La mostra sarà visitabile sino al 19 settembre 2020.

 

Sabato 25 luglio 2020 - ore 18.30

p.za Santa Caterina

17024 Finale Ligure (SV)

inaugurazione della mostra

Giuseppe CHIARI. Musica e parole

a cura di Riccardo Zelatore

 

com

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