Mezza politica13 agosto 2020 15:09

Sanità ligure: la svendita di fine stagione

La denuncia di Linea Condivisa: Regione Liguria svende le gare d’appalto per le RSA all’azienda regionale lombarda (ARIA) e nel contempo esclude dalle premialità le aziende più virtuose che hanno dovuto sostenere costi ingenti per mettere in sicurezza i propri pazienti e operatori

Sanità ligure: la svendita di fine stagione

Con decreto a contrarre n. 4103 del 17/07/2020, la Stazione Appaltante della Regione Liguria ha deliberato di espletare una procedura di gara per affidare in concessione la locazione e la gestione della casa di riposo per anziani e della residenza protetta situate nel Comune di Olivetta San Michele (IM), ma la procedura di gara verrà gestita dall’Azienda di proprietà ARIA Lombarda denominata “SINTEL”.

«L’ennesima dimostrazione che il Presidente Toti sta letteralmente svendendo la Sanità Ligure ai Lombardi - dichiarano il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione sanità, e Alessandro Ronchi, per il direttivo di Linea Condivisa. Se non impediamo che ciò accada, ben presto ci ritroveremo delle strutture esclusivamente governate dalla sanità lombarda a discapito dell’imprenditoria ligure».

«Non comprendiamo l’illogica gestione delle gare d’appalto da parte di un ente lombardo – aggiunge Gianni Pastorino -, quando in Liguria è presente la CRA Centrale Regionale di Acquisto di Via G. D'Annunzio, 64 a Genova. Riteniamo che A.Li.Sa. e l’assessorato competente della Regione, debbano fornire chiare delucidazioni al fine di confutare una imbarazzante manovra politica che potrebbe portare la totale gestione della sanità pubblica nelle mani di altre Regioni».

 

Non finisce qui: Pastroino segnala che la giunta Toti “esclude dalla premialità le strutture più virtuose”.

 Con Atto N° 744-2020 – Seduta N° 3631 – del 05/08/2020, la Giunta Regionale VALUTATA la straordinarietà della situazione in corso che implica costi aggiuntivi per gli enti erogatori non previsti in regime ordinario e che tale circostanza pone a rischio la sostenibilità dell’intero sistema sociosanitario territoriale regionale;

RITENUTO conseguentemente necessario intervenire a sostegno degli enti gestori accreditati e contrattualizzati con il SSR in ragione dell’eccezionalità della situazione descritta:

RICONOSCE agli enti erogatori di servizi sociosanitari residenziali extra-ospedalieri con riferimento a tutte le tipologie di utenza, per il periodo 1 marzo – 30 giugno 2020, a partire dai dati relativi alle presenze degli ospiti nel periodo considerato, una quota straordinaria aggiuntiva alla tariffa regionale a titolo di ristoro in proporzione al mancato turnover, nei limiti del budget assegnato.

«L’ennesimo atto pubblico che fa chiaramente intendere quali siano gli indirizzi politici dell’attuale Giunta capitanata da Toti - dichiarano il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione sanità, e Alessandro Ronchi per il direttivo di Linea Condivisa - e cioè abbandonare la stragrande maggioranza delle Strutture Sociosanitarie Residenziali extra-ospedaliere presenti sul territorio della Liguria che ad oggi erogano circa il 50% delle prestazioni rivolte alle persone fragili e portatrici di disabilità».

«Attraverso l’adozione del summenzionato atto - aggiungono Pastorino e Ronchi - la Giunta regionale ha  intenzionalmente creato la classifica degli enti di serie A e quelli di serie B; riconoscere, esclusivamente, un premio alle sole Strutture accreditate e convenzionate in relazione ai mancati nuovi inserimenti, implica una chiara estromissione di quelle che avendo svolto un lavoro di prevenzione non sono state colpite dall’elevato numero di decessi, nonché di tutte le Strutture che ad oggi fruiscono di un basso numero di posti letto in convenzione».

«Ciò premesso - sottolinea Gianni Pastorino - è inaccettabile come la Giunta Regionale intenda escludere dalla premialità, tutte le strutture che hanno dovuto anch’esse sostenere degli ingenti costi organizzativi, di personale, di dispositivi medici e strutturali (vedi ad esempio la creazione delle zone buffer) atti a prevenire la divulgazione della pandemia da Covid-19. Riteniamo che A.Li.Sa. e l’assessorato competente della Regione, debbano fornire chiare delucidazioni e ricorrere all’immediata correzione dell’atto di cui all’oggetto».

red

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