Mezza politica30 agosto 2020 12:53

La pazienza di Sansa

Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io, dice il proverbio. Perfetto per la campagna elettorale ligure, dove il candidato del “centrosinistra” è stato designato a due mesi dal voto da due partiti che non lo volevano, per la gioia dei Soloni della sconfitta che non vedono l’ora di urlare “io l’avevo detto, aveste fatto come dicevo io” anzi, per portarsi avanti hanno addirittura già cominciato

La pazienza di Sansa

Non basta Toti, col suo potentissimo schieramento di uomini e soprattutto di mezzi, anche pubblici: in due mesi il povero Sansa dovrebbe, secondo gli esigenti elettori del centrosinistra, rispondere a tutto, andare a trovare tutti, fare almeno un post per ognuno del milione e mezzo di abitanti della Liguria.

Non conta più che Toti di quel milione e mezzo non si sia occupato mai: mentre i partiti e le genti del centrodestra si accoltellano in segreto, nel centrosinistra lo fanno in pubblico, partendo dalle celebri “due facce della stessa medaglia”.

A noi pare che le idee dei due siano un po’ diverse sui temi fondamentali come sanità, cemento, inquinamento.

Invece no: è deciso che Sansa debba portare sulle sue spalle anche le colpe dei partiti che lo sostengono, e pazienza se il sostegno latita, meno pazienza per qualche gaffe nello staff - tralasciando qualche valoroso candidato che ancora ricorda cosa significa la parola politica. 

C’è più divertimento a criticare. 

Per contro, se Monica Giuliano eletta coi voti del PD si fa candidamente fotografare in piazza abbracciata alla destra più destra di Toti non succede nulla: tutto normale. 

Noi dal canto nostro ci siamo schierati fin dall’inizio al fianco di Ferruccio Sansa, dicendolo chiaramente ai Lettori che meritano tutta la nostra trasparenza, perché lo riteniamo persona onesta, capace e competente.

Avremmo appoggiato senza nasconderci qualsiasi candidato del centrosinistra unitario, perché rimedi alle politiche compiute in questi anni da Toti e le riprogetti daccapo, quando possibile.

Resteremo su queste posizioni. 

E non crediamo sia la nostra indipendenza a rimetterci, perché l’indipendenza è anche e soprattutto quella del giudizio.

Non aspettiamo posti in nessun consiglio, né in maggioranza né all’opposizione. 

Né cariche di nessun genere. 

Noi, semplicemente, non vogliamo più Giovanni Toti alla guida della nostra regione. 

LNS

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