Salute & Veleni13 settembre 2020 12:48

Alisa: l'ultima follia

Gianni Pastorino (Linea Condivisa): "Scuola, la Regione decide: se un alunno è positivo al covid, niente tampone ai compagni di classe. L’ultima follia di Alisa. Chiediamo il ritiro immediato della delibera"

Alisa: l'ultima follia

Scuola, va in scena l’ultima follia di A.Li.Sa: nell’ipotesi di un alunno sospetto covid positivo, nessun tampone per i compagni di classe. «La delibera emanata da A.Li.Sa l’11 settembre, solo a 3 giorni dalla ripartenza delle scuole, raggiunge l’apice della confusione e della contraddizione dall’inizio dell’emergenza covid. In particolare, le istruzioni per i centri educativi dell’infanzia e per le scuole di ogni ordine e grado contengono almeno 2 elementi particolarmente gravi, sui quali non c’è piena consapevolezza né fra le istituzioni né fra i genitori, i primi interessati alla questione. Qui si rischia il caos». Lo dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione regionale sanità.

«Il primo: è stato indicato come hub il Gaslini. Dal punto di vista delle competenze è una scelta comprensibile, ma non lo è dal punto di vista della logistica. Nel momento in cui un alunno è sospetto positivo, parte la comunicazione con il pediatra/medico di famiglia, quindi l’obbligo per la famiglia di ritirare l’alunno e il trasferimento all’ospedale competente. Che è a Quarto. Il che, in alcuni casi, significherebbe dover attraversare tutta la città, vista la particolare conformazione urbanistica di Genova. E lo ricordiamo, stiamo parlando di un caso di sospetta positività al virus –spiega Pastorino -. Ci chiediamo se non sia preferibile un meccanismo inverso: gli operatori sanitari si recano presso la scuola, effettuano il tampone e valutano immediatamente la situazione. Forse per i vertici di A.Li.Sa è un’opzione troppo semplice?».

«Il secondo elemento inquieta ancora di più. Allo stato attuale A.Li.Sa. non riconosce un “emergenza covid”, pertanto i compagni di classe di un alunno riscontrato positivo non vengono sottoposti automaticamente a tampone, bensì vengono reclusi in casa per 14 giorni. Direttamente, senza accertamenti. Cosa che appare del tutto illogica sia a livello di prevenzione sanitaria sia per quanto riguarda le conseguenze che le famiglie potrebbero subire –sottolinea Pastorino -. Ad esempio, poniamo il caso di un ragazzo, compagno di classe di un alunno riscontrato positivo, che a sua volta abbia contratto il covid ma sia asintomatico. Come abbiamo visto non sarà sottoposto a tampone: starà 14 giorni di quarantena, ma a stretto contatto con i genitori, i quali a loro volta magari avranno a che fare con i nonni o con persone anziane, quindi soggetti spesso fragili. Facile immaginare gli esiti».

«Insomma, non comprendiamo perché non effettuare immediatamente il tampone a tutta la classe, qualora sia riscontrato un caso di positività. Ma lo sappiamo, per il governo di Toti la politica dei tamponi è un tabù. Deduzione: meglio scegliere soluzioni che alla fine agevolano la diffusione del virus –conclude Pastorino -.Come Linea Condivisa crediamo sia necessario il ritiro immediato della delibera. Va riscritta tenendo presente le necessità degli studenti e degli operatori scolatici. Un sistema di monitoraggio così organizzato rischia di essere un boomerang».

La replica della Regione

In riferimento all’osservazione mossa da più parti circa la quarantena per 14 giorni senza tampone per i compagni di classe di un alunno riscontrato positivo, Regione Liguria precisa che si tratta di una misura prevista dalle linee guida nazionali validate dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero competente.

A fronte di quelle linee guida, Regione Liguria ha predisposto un piano ad hoc, che applica quelle disposizioni e le integra, per facilitare la vita delle famiglie e garantire, grazie all’individuazione dell’Istituto Gaslini come hub regionale, interventi uniformi su tutto il territorio regionale con un’azione di screening tempestiva ed efficace di tutti i casi di bambini nella fascia di età compresa tra 0-19 anni e del personale scolastico con sintomi riconducibili al Covid-19 (febbre oltre 37.5; sintomi respiratori o sintomi gastroenterici).

In particolare, nel caso in cui un bambino venga confermato come caso positivo dopo aver effettuato il tampone, è previsto che i compagni di classe, in quanto contatti stretti individuati dal Dipartimento di prevenzione con le consuete attività di tracciamento, siano posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Sarà il Dipartimento a decidere la strategia più adatta per attività di screening al personale scolastico e agli alunni, valutando caso per caso. Se ritenuto necessario, su richiesta del pediatra o del medico di medicina generale, sarà possibile effettuare il tampone.

Regione Liguria ha istituito inoltre presso l’Istituto Gaslini un numero verde 800 93 66 60: gli esperti dell’ospedale pediatrico saranno a disposizione sia della famiglia dell’alunno risultato positivo sia delle famiglie dei contatti stretti, tra cui i suoi compagni di classe, proprio per valutare ogni situazione e non lasciare i genitori da soli per il periodo della quarantena, previsto dalle disposizioni nazionali.

 

Le famiglie avranno a disposizione anche la mail scuolasicura@gaslini.org per ogni chiarimento.

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