Lettere alla Nuova15 settembre 2020 07:24

CUP: la sanità in rovina

Il Centro Unico Prenotazioni sta diventando Caos Unico Prenotazioni. "Vedo la volontà politica di dimostrare che la sanità pubblica abbia grossi limiti, spesso colpevolmente accentuati al solo fine di favorirne la privatizzazione". Prosegue il delirio sanità in Liguria

CUP: la sanità in rovina

Dopo lockdown, fase due e fine emergenza si cerca di tornare alla normalità sapendo che non tutto sarà come prima ma molto è peggio di prima, in particolar modo il diritto alla salute, o meglio il diritto alla salute delle fasce sociali più deboli.

Dopo mesi di emergenza per cui i servizi ambulatoriali sono stati sospesi o ridotti alle sole emergenze la Asl ha riaperto il servizio CUP scaricando il servizio ad un numero verde e alle farmacie; il numero verde, probabilmente a causa dei pochi addetti, è praticamente inaccessibile e conseguentemente gli utenti (ex cittadini) devono rivolgersi alle farmacie dove, spesso, il personale non sempre è in grado di soddisfare le richieste della persona che ha di fronte.

Questo non per cattiva volontà ma per i limiti emersi dal programma informatico dell' Asl e dalla limitata disponibilità di informazioni da parte dell' Asl stessa.

Dopo un altro periodo alcuni centri Asl sono stati riaperti al pubblico e sottolineo alcuni, non tutti.

Il centro di Savona in via Collodi è stato riaperto mentre esempio Vado Ligure resta chiuso per le prenotazioni ancora oggi.

Succede quindi che le persone sono inevitabilmente dirottate verso Savona o le farmacie che offrono il servizio, qui sorge il problema di un orario forzatamente limitato in quanto le farmacie dovrebbero essere di supporto e non sostitutive del servizio Cup.

Sorge poi un altro problema non secondario: il programma informatico del servizio è, dopo aggiornamenti vari, costantemente in conflitto col sistema operativo del pc per cui non è possibile stampare direttamente i documenti di prenotazione e la ricevuta di pagamento: mentre per la prenotazione è possibile scaricare il pdf e stamparlo dal pc, per la ricevuta di pagamento non è possibile la stessa procedura quindi la persona è costretta a recarsi a pagare il ticket allo sportello Cup (si parla di Vado) che, come detto, non svolge il servizio di prenotazione ma accetta i pagamenti !

Altro e non meno importante disservizio sono le visite specialistiche non ancora aperte e la limitata operatività offerta dalle sedi savonesi (ospedale S. Paolo e ambulatori di via Collodi di cui non entro nel merito per mancanza di informazioni) che porta gli operatori preposti al servizio a dover proporre sedi alternative in provincia; ad esempio per degli esami ematologici in tempi brevi vengon proposte sedi come Urbe o Calizzano (!),  Albenga, Pietra, Carcare e Cairo.

Non tutti però dispongono di una mobilità autonoma e per un anziano che deve usare i mezzi pubblici non sempre le località menzionate sono semplici da raggiungere senza contare l'ulteriore costo.

Ne risulta un' assoluta trascuratezza nei confronti delle persone specie degli anziani che al disagio per lo spostamento si aggiunge l' ansia per il fatto di non rispettare i tempi consigliati dai medici.

Quando si parla di sanità non si dovrebbe trascurare anche questa ulteriore lacuna, di cui si sono tralasciate le tempistiche.

Il cittadino, se ne ha le possibilità, è spinto a rivolgersi  a strutture private dove a fronte di una spesa a volte di poco superiore si riducono drasticamente i tempi di attesa senza grossi spostamenti.

Nella mia visione della questione vedo la volontà politica di dimostrare che la sanità pubblica abbia grossi limiti che spesso sono colpevolmente accentuati al solo fine di favorirne la privatizzazione.

Altra visione è come l'affidare il servizio Cup alle farmacie del territorio sia, da parte di Asl, una sperimentazione col fine di eliminare gli sportelli Cup periferici tagliando sul personale e sulle strutture.

Lettera firmata

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