Salute & Veleni16 settembre 2020 17:59

Sanità ligure: il fronte del fallimento (da vedere)

Covid, Costantini a La Spezia affonda Toti e la sua gestione della sanità: "La Regione Liguria ha fallito su tutto: la situazione è drammatica non perché i pazienti sono tanti, ma perché denuncia l'assenza completa di sistemi di prevenzione. Lo scandalo è che dopo tanti mesi ci ritroviamo nelle stesse situazioni di prima non in quanto a gravità, ma con gli stessi deficit di risposta"

Sanità ligure: il fronte del fallimento (da vedere)

“Ecco perché si sono accesi nuovi focolai Covid, alcuni dei quali purtroppo sono di difficile tracciabilità”: così Massimo Costantini, direttore scientifico dell'Ircss di Reggio Emilia che ha coordinato il gruppo di studio di professionisti della sanità che ha collaborato alla stesura del programma di Sansa.

Il medico era oggi alla Spezia per una conferenza stampa convocata in seguito ai dati che pongono la Liguria in testa alla graduatoria dei contagi in Italia, in rapporto al numero di abitanti, con un alto numero di ricoverati per polmonite e un basso numero di tamponi. 

"Sono qui per fare il punto della situazione in Liguria perché La Spezia è nell'occhio del ciclone, ma quello che accade qui può ripetersi ovunque. 

La situazione di Spezia affonda le radici in una visione che il presidente Toti ha propagandato (perché di propaganda si trattava) in questi mesi. 

Quasi una insofferenza per quello che abbiamo dovuto passare, sia noi medici, infermieri, ma anche come popolazione, chi negli ospedali, chi chiuso in casa. Una insofferenza che si è tradotta in un 'liberi tutti'. 

Ne sono scaturite varie dichiarazioni e un'ordinanza quasi in polemica con le linee guida del comitato tecnico scientifico. 

La Liguria non ha vissuto tragedie come quella di Bergamo, ma è stata comunque investita pesantemente dall'epidemia. 

Eppure fin da giugno il nostro presidente ci comunicava con piacere la riapertura anticipata delle discoteche, dei congressi, delle sagre, delle sale da gioco. Ha aperto una polemica per le mascherine nelle scuole quando ancora non era stato deciso niente, ha mostrato insofferenza verso chiunque poneva l'accento sulla necessità di mantenere alta la guardia perché l'epidemia non era finita. Vi ricordo ancora l'ordinanza che azzerava il distanziamento nei posti a sedere sui treni”.

"Questo liberi tutti - ha proseguito Costantini - ha provocato un allentamento dei comportamenti, una erronea consapevolezza che fosse tutto finito, così si sono realizzati una serie di comportamenti che non avrebbero dovuto esserci, alla Spezia, ma non solo. Io stesso ho esultato per la promozione dello Spezia in serie A, ma i festeggiamenti dovevano essere gestiti in modo diverso. Si è voluto chiudere un occhio, si è voluto dare un segnale di normalità che non corrispondeva alla realtà. 

Ora attenzione, il paragone con marzo non è neanche da fare, ma si trattava di tenere alta la guardia, identificare più casi possibile e bloccare i focolai sul nascere. Questa Regione invece ha fallito su tutto. Non è stata fatta nessuna politica attiva di screening, sono mancati gli screening a tappeto su alcune categorie professionali, se non occasionalmente e in ritardo sui sanitari, non sono stati fatti nei luoghi di lavoro o nelle situazioni potenzialmente a rischio.

Abbiamo accettato che il virus circolasse. Tutte le regioni chiedono il tampone o lo raccomandano per chi torna da viaggi, la Liguria ha rinunciato a questa politica. Quando vedo i report di altre regioni, vedo che i casi sono in gran parte di giovani che rientrano dalle vacanze, anche dalla Liguria. La Spezia è in una situazione drammatica non perché i pazienti sono tanti, perché questi pazienti sono curati bene, ma la situazione è drammatica perché denuncia l'assenza completa di sistemi di prevenzione. E queste sono responsabilità di Alisa, Asl e Regione. 

E non toccate gli operatori, per favore, perché se non ci fossero i miei colleghi medici e infermieri questa situazione sarebbe ancora peggiore.

Ripeto, qualunque paragone con marzo è inadeguato, noi a Reggio Emilia avevamo 180 pazienti con polmonite al giorno. Quella situazione lì era di emergenza. Stendiamo un velo di pietoso silenzio sui pazienti abbandonati a casa con la febbre, che non sapevano a chi rivolgersi per un tampone. Una persona che conosco ha telefonato alla segreteria di Toti perché nessuno dei numeri propagandati rispondeva. C'erano solo tre persone a Genova che facevano i tamponi a casa. Ma lasciamo perdere. Quello era marzo.

Lo scandalo è che dopo tanti mesi ci ritroviamo pari pari nelle stesse situazioni, non in quanto a gravità, ma con gli stessi deficit di risposta. Questa cosa è inconcepibile. Per marzo vi possiamo forse assolvere, a settembre-ottobre no, perché vuol dire che in questi mesi avete pensato ad altro, ma non a prevenire le situazioni di crisi.

A marzo abbiamo dovuto chiudere i servizi, la gente non accedeva più ai pronto soccorso, agli interventi chirurgici, alle terapie essenziali. Purtroppo è stata una scelta obbligata. Quella era una emergenza, oggi non dovrebbe succedere più, nel senso che dovresti preparare percorsi dedicati,  posti letto in intensiva normale e Covid, degenze fuori dall'ospedale per poter dimettere i pazienti positivi che stanno bene in modo da evitare di intasare gli ospedali di ricoveri. Dobbiamo affrontare i prossimi mesi cercando di mantenere la sanità non da Covid nelle condizioni più normali possibili, per evitare che la gente non si curi o sia costretta a ricorrere ai privati. Invece la Regione ha elaborato un piano di chiusure da emergenza che replica quella situazione successa a marzo. Questo è inaccettabile . Dobbiamo elaborare uno scenario anche pessimista sull'epidemia, in cui però riusciamo a garantire la sanità pubblica anche a chi non è malato Covid.

"Questo governo regionale (dove tra l'altro l'assessore sembra sparito) è un governo pericoloso", ha concluso Costantini. "Io sono tendenzialmente ottimista e non mi aspetto catastrofi per ottobre e novembre perché abbiamo imparato a curare meglio, abbiamo processi diagnostici più veloci, ma sappiamo per certo che la situazione non migliorerà. Con il freddo, con la riapertura delle scuole dovremo rincorrere il virus più di quello che abbiamo fatto questa estate. Questa giunta regionale ha dimostrato di non esserne capace e secondo me se ne deve andare a casa".

Il grafico odierno della Fondazione Gimbe:

LNS

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