News22 settembre 2020 14:43

I numeri del referendum

Un "NO" nordico, metropolitano, da regioni "rosse" e d'opinione: questa la sintesi dell'analisi che è stata possibile sviluppare attorno al voto referendario del 20-21 settembre (di Franco Astengo)

I numeri del referendum

Un voto sul quale ha inciso, come vedremo, il traino delle elezioni regionali.

Se mi può essere consentito ribadirlo ancora una volta: in questo "NO" ci sono milioni di voti d'opinione (e qualcuno anche di appartenenza) espressi da elettrici ed elettori che sicuramente anelano a ritrovare una rappresentanza politica: la sinistra che si è battuta per questo "NO" avrebbe il dovere di rifletterci sopra ma in termini completamente inediti rispetto al passato, anche se ben sappiamo come non siano inediti gli intrecci tra le complesse contraddizioni che, in questa modernità, ci troviamo a dover affrontare.

Andando per ordine, ricordo due cose:

1) Non credo proprio possano essere eseguite improprie comparazioni con altre consultazioni, politiche e/o referendarie. Il voto in questi casi è sempre trasversale e gli schieramenti mobili, tanto più in tempo di forte volatilità elettorale;

2) Le percentuali che troverete di seguito sono sempre riferite al totale delle elettrici e degli elettori iscritti nelle liste aventi diritto.

Un'ultima annotazione: considerato il livello di astensione al Sud, l'elevata quota per il SI, l'insediamento realizzato dal M5S in quella parte del Paese è il caso di interrogarsi su quale tipo di apparato media il radicamento di questo soggetto e quanto stia perdurando, sul piano dell'aggregazione del consenso, l'effetto del "voto di scambio" dovuto all'elargizione del reddito di cittadinanza.

 

Dunque:

Sul piano nazionale abbiamo avuto

Iscritti 46.418.642 unità.

Voti validi 24.653.435 pari al 53,11%

Il SI ha ottenuto 17.168.494 voti pari al 36,98% dell'intero corpo elettorale. Quindi la riduzione del numero dei parlamentari è stata approvata da poco più di un terzo degli aventi diritto.

Sia consentita anche una comparazione impropria: in Parlamento l'approvazione ottenne l'88,7% dei voti. In conseguenza applicata questa percentuale al totale dei voti validi espressi nel referendum il SI avrebbe dovuto ottenere 21.867.597 voti: un calo di 4.699.103 suffragi, assommati alla crescita dell'astensione (comprensiva del voto nulla e bianco) salita a 21.765.20t unità. Un segnale ulteriore di fragilità del sistema.

Ricordo la cifra assoluta del "NO": 7.484.941 voti pari al 16,12% dell'intero corpo elettorale.

 

QUESTI I DATI REGIONE PER REGIONE

PIEMONTE

Iscritti 3.352.137

Voti Validi 1.713.521 51,11%

SI 1.172.234 34,96%

NO 541.287 16,14% (più 0,2 sulla media nazionale)

VALLE D'AOSTA(si votava anche per le regionali)

Iscritti 99.010

Voti Validi 70.873 71,58%

SI 48.165 48,64%

NO 22.708 22,93% (più 6,81 sulla media nazionale)

LIGURIA (si votava anche per le regionali)

Iscritti 1.211.053

Voti Validi 706.158 58,30%

SI 450.354 37,18%

NO 255.804 21,12% (più 5% sulla media nazionale)

LOMBARDIA

Iscritti 7.509.264

Voti validi 3.830.754 51,01%

SI 2.609.444 34,74%

NO 1.221.310 16,26 (più 0,14 sulla media nazionale)

VENETO (si votava anche per le regionali)

Iscritti 3.734.565

Voti Validi 2.487.531 66,60%

SI 1.553.218 41,59%

NO 934.313 25,01 (più 8,89% sulla media nazionale)

TRENTINO ALTO ADIGE
Iscritti 806.051

Voti Validi 550.878 68,34%

SI 390.490 48,44%

NO 160.388 19,89% (più 3,77 sulla media nazionale)

FRIULI VENEZIA GIULIA

Iscritti 946.487

Voti Validi 471.785 49,84%

SI 281.042 29,69%

NO 190.743 20,15% ( più 4,03 sulla media nazionale)

EMILIA ROMAGNA

Iscritti 3.328.708

Voti Validi 1.831.301 55,01%

SI 1.273.585 38,26%

NO 557.716 16,75 (più 0,63% sulla media nazionale)

TOSCANA (si votava anche per le regionali)

Iscritti 2.838.553

Voti Validi 1.844.901 64,99%

SI 1.216.953 42,87%

NO 627.948 22,12% (più 6% sulla media nazionale)

MARCHE (si votava anche per le regionali)

Iscritti 1.179.263

Voti Validi 771.048 65,38%

SI 533.479 45,23%

NO 237.569 20.14% ( più 4,02% sulla media nazionale)

UMBRIA

Iscritti 667.254

Viti Validi 323.051 48,41%

SI 221.989 33,26%

NO 101.062 15,14 (meno 0,98% sulla media nazionale)

LAZIO

Iscritti 4.375.924

Voti Validi 1.984.997 45,36%

SI 1.307.304 29,87%

NO 677.693 15,48 (meno 0,64% sulla media nazionale)

ABRUZZO

Iscritti 1.039.305

Voti Validi 521.370 50,16%

SI 384.565 37,00%

NO 136.805 13,16(meno 2,96 sulla media nazionale)

MOLISE

Iscritti 248.617

Voti Validi 116.634 46,91%

SI 93.178 37,47%

NO 23.456 9,43% (meno 3,18 sulla media nazionale)

CAMPANIA (si votava anche per le regionali)

Iscritti 4.544.826

Voti Validi 2.696.601 59,32%

SI 2.087.311 45,92%

NO 609.290 13,40% (meno 2,72% sulla media nazionale)

BASILICATA

Iscritti 455.019

Voti Validi 222.880 48,98%

SI 169.024 37,14%

NO 53.856 11,84% (meno 4,28% rispetto alla media nazionale)

PUGLIA

Iscritti 3.247.854

Voti Validi: 1.963778 ( 60,46%)

SI 1.477.164 45,48

NO 486.614 14,98% (meno 1,14% sulla media nazionale)

CALABRIA

Iscritti 1.518.789

Voti Validi 672.582 44,28%

SI 521.444 34,33%

NO 151.138 9,95% (meno 6,17 sulla media nazionale)

SICILIA

Iscritti 3.957.819

Voti Validi 1.390.748 35,13%

SI 1.055.351 26,66%

NO 335.397 8,47% (meno 7,74% sulla media nazionale)

SARDEGNA

Iscritti 1.357.144

Voti Validi 482.043 (35,51%)

SI 322.200 23,74%

NO 11,77% (meno 4,35% sulla media nazionale)

 

RIEPILOGO:

REGIONI NELLE QUALI LA PERCENTUALE DEI VOTI VALIDI E' STATA SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE (53,11)

Valle d'Aosta, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche,Campania, Puglia (ci sono tutte le regioni dove si votava anche per le regionali)

 

REGIONI NELLA QUALI LA PERCENTUALE DEI VOTI VALIDI E' STATA INFERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE

Piemonte (-2,00%), Lombardia (-2,10%), Umbria (-4,70%) , Lazio (-7,75%), Abruzzo(-2,95), Molise( -6,20), Basilicata (-4,13%), Calabria (-8,83%), Sicilia (-17,98), Sardegna ( -17,60%).

 

REGIONI NELLA QUALI LA PERCENTUALE DEL NO E' STATA SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE (16,12% ricordando che il calcolo è sul totale degli aventi diritto)

Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche

REGIONI NELLE QUALI LA PERCENTUALE DEL NO E' STATA INFERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE (16,12%)

Lazio (salvo Roma al 17,57%), Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.

In conclusione:

1) Nonostante le difficoltà della campagna elettorale il NO ha sicuramente incrementato le posizioni di partenza dimostrando, ancora una volta, come esista un voto d'opinione fondato su di una capacità collettiva di riflessione politica (una posizione minoritaria che dispone però di una sua presenza sul territorio e che merita di essere considerata sul piano della prospettiva politica)

2) Il Paese , su questo punto, è apparso assolutamente spaccato in due tra Nord e Sud: non si tratta di una spaccatura di secondaria importanza. In questa spaccatura emerge un'altra differenziazione territoriale, quella riguardante le Città metropolitane del Centro - Nord nelle quali il "NO" ha superato largamente la media nazioonale:Torino 18,92%, Milano 19,55%,Genova22,03%, Venezia22,98, Bologna 23,07%, Firenze 30,42 .

3) L'election day ha sicuramente giocato a favore del SI trainando significativamente la partecipazione nelle regioni dove si votava con due schede.

Franco Astengo

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