Cultura12 dicembre 2020 14:46

Buon compleanno Emily

La band genovese Anaïs omaggia Emily Dickinson a 190 anni dalla nascita (di Chiara Pasetti)

La band Anaïs

La band Anaïs

Il dieci dicembre del 1830 nasceva ad Amherst la poetessa Emily Elisabeth Dickinson; morirà nel 1886, a cinquantacinque anni.

Una vita povera di avvenimenti, la sua: scelse di trascorrere la maggior parte dell’esistenza in solitudine, frequentando pochissime persone.

Una vita tutta interiore, invece, ricchissima di emozioni che trovarono sbocco, rifugio, consolazione e appagamento nella poesia, di cui oggi è considerata una delle interpreti più importanti del XIX secolo (in vita non ebbe riconoscimenti).

Le liriche di Emily, a distanza di centonovant’anni dalla nascita, mantengono inalterato il loro fascino stregato e la loro capacità di parlare alle generazioni più giovani e non solo; permeate dal tema dell’amore, soprattutto per la natura, e della morte, e caratterizzate da un linguaggio così incredibilmente moderno, «profetico», lo definisce Silvio Raffo, uno dei suoi studiosi e traduttori d’eccellenza, continuano a ispirare docufilm, spettacoli teatrali, reading, romanzi.

La «voce italiana di Emily Dickinson», così viene chiamato il poeta, scrittore e insegnante Silvio Raffo, tutti gli anni (tranne questo, naturalmente, causa covid) nel giorno del suo compleanno le dedica il recital I’m nobody! Who are you?, rappresentato ovunque in Italia. Egli ha tradotto tutte le liriche della poetessa statunitense, più volte ripubblicate in diverse edizioni, di cui quella di riferimento resta il Meridiano Mondadori.

 

In occasione del suo 190esimo compleanno è molto interessante che tra i tanti saggi, monografie e omaggi Emily sia anche protagonista di un progetto nato diversi anni fa e ora giunto a compimento: un nuovo disco della band genovese Anaïs, composta da Franco Zaio e Vera Vittoria Rossa (nome d’arte di Francesca Pongiluppi), William Tarantino alla chitarra e Guido Zanone alle percussioni.

Il cd si intitola “Emily Dickinson. Because I Could Not Stop for Death” ed è stato pubblicato il 7 dicembre dall’etichetta alessandrina 1q84 Tapes.

Il video del singolo “I Am Nobody” è stato scelto dall’ “Emily Dickinson Museum” di Amherst per aprire il webinar delle celebrazioni per l’anniversario di nascita, tenutosi due giorni fa.

Un’ulteriore testimonianza, raffinata e inedita, non solo del successo, purtroppo postumo, di Emily, ma anche di come l’arte possa trasformarsi, ricrearsi, mischiando diversi linguaggi.

Abbiamo chiesto a Franco e Francesca, cuori pulsanti della band, come è nato questo disco-omaggio, la cui prima idea risale addirittura al 1997 (Zaio aveva usato per una sua canzone, composta in una notte di tristezza e solitudine, Good Morning – Midnight).

 

- Quando hai letto per la prima volta una poesia di Emily? Ti ha colpito subito e se sì, perché?

Franco: Al liceo. Sì, mi ha colpito subito, mi è parsa come un cielo stellato: buio eppure luminoso.

Francesca: Ho conosciuto Emily abbastanza tardi. La prima poesia fu Good Morning - Midnight, usata da Franco nel gruppo precedente agli Anaïs, i Sybil (di cui la band attuale sono l’ultima trasformazione). Mi fece innamorare immediatamente e mi stupii di non averla studiata a scuola. Talvolta infatti vengono indagate figure e letti testi così lontani dai giovani, mentre Emily, malgrado sia nata 190 anni fa, è estremamente contemporanea, diretta, quasi shoccante nella sua capacità di arrivare in profondità. Sembra molto vicina a noi, forse perché parla a quella parte di noi che rimane costante nonostante il passare del tempo… parla al nocciolo della nostra interiorità.

- Questo disco ha avuto una gestazione lunga. Ci raccontate come è nato il progetto?

Franco: L’idea è nata nel 1997, e si è sviluppata nel corso degli anni.

Francesca: È stato un lavoro lungo e complesso, inizialmente avevamo pensato ad un approccio musicale diverso rispetto a quello poi realizzato. E tra traversie personali e lockdown, siamo arrivati a dicembre 2020. [è uscito proprio qualche giorno prima del compleanno di Emily, n.d.r.]

- Chi ha scelto i brani?

Franco e Francesca: Li abbiamo scelti insieme. Abbiamo fatto una difficile selezione e volevamo, pur rispettando la musicalità delle sue liriche, mantenere il nostro stile; abbiamo cercato di diversificare molto i pezzi sul piano musicale e interpretativo, utilizzando strumenti che nei nostri dischi precedenti non c’erano. È anche un lavoro innovativo per noi.

- Perché, secondo voi, Emily è ancora in grado di ispirare film, romanzi, dischi, e di parlare alla contemporaneità?

Franco e Francesca: Emily è e forse sarà sempre attuale.

(Francesca: Raffo ha ragione, il suo linguaggio è profetico, e andrebbero valorizzati maggiormente tutti coloro che portano la sua poesia alla conoscenza di molte persone. È sempre difficile far apprezzare poeti e scrittori stranieri. Il fatto stesso che io non l’abbia mai “incontrata” a scuola è significativo, quando invece è così vicina al sentire dei ragazzi).

- Credete che un disco come il vostro, soprattutto in questo momento in cui i giovani sono costretti alla didattica a distanza, possa essere veicolato anche nelle scuole e possa aiutare i ragazzi a conoscere e apprezzare la poetessa?

Francesca: Assolutamente sì, strumenti diversi dal libro (che non lo sostituiscono, ma lo completano) possono essere molto efficaci per gli studenti, anche per togliere la patina di “vetustà” da cui è ricoperta la poesia nel pensiero comune. Una figura come Emily fa scattare immedesimazione e risonanza immediata anche per il suo stile, così moderno. Ci sono molte forme d’arte che si sono ispirate e si stanno ispirando a lei: serie tv, riproduzioni artistiche, teatro, ecc.

- Farete altri dischi sulla base di testi lirici e se sì, avete già delle idee?

Franco: Avevo usato in precedenza le poesie di Cesare Pavese, nel 2008. Mi piacerebbe lavorare sui testi di Francesca, a mio avviso splendidi.

Francesca: In questo momento non lo so; i dischi degli Anaïs generalmente presentano testi miei e le contaminazioni poetiche, soprattutto per Franco, sono molto importanti. Aveva lavorato anche sulla poesia di William Blake Tiger Tiger (il brano è su youtube), che avevo trovato molto bella e delicata nella sua interpretazione. Certo sapere che il nostro video è stato scelto per aprire le celebrazioni ufficiali di Emily è stato molto emozionante, erano oltre trentaquattro i Paesi in collegamento. Non ne sapevo nulla, non mi era stato anticipato, credevo di aver addirittura sbagliato e di aver fatto partire youtube e non la televisione (sorride)…

 

L’ultima domanda è solo per la voce femminile degli Anaïs, Francesca, che durante una nostra conversazione ha definito Emily “un’antesignana del lockdown volontario”. In effetti lo è stata.

In che senso hai usato per lei questa frase?

 

Francesca: Ho espresso questa definizione anche nel corso dell’unico concerto che abbiamo potuto tenere questa estate al Porto Antico a Genova (https://www.ilsecoloxix.it/eventi/2020/08/25/news/anais-al-porto-antico-l-anteprima-del-disco-su-emily-dickinson-1.39229025).

 

Ritengo che per Emily la scelta dell’isolamento sia stato sia un modo per proteggersi ma anche per concentrarsi; si era data come priorità quella di creare, e l’esteriorità (intesa proprio come mondo esterno) per personalità così sensibili ed empatiche può essere frastornante, può bombardare l’animo…

 Anche sotto questo aspetto la trovo attuale e affascinante, se pensiamo al momento che stiamo vivendo e più in generale alla nostra epoca storica fatta di social e sovraesposizione. In I am nobody Emily afferma che la fama è sempre qualcosa di volgare ed esporre tutto è controproducente. Lo trovo un pensiero e anche un consiglio utile e attualissimo.

 

Ringraziando i nostri ospiti, auguriamo al nuovo lavoro degli Anaïs  il successo che merita, e che venga ascoltato anche dai ragazzi.

Commuoverà chi conosce la vita e le opere di Emily, invoglierà chi ancora non ha letto le sue sofferte, meravigliose poesie a scoprirle, e darà a ogni giovane la speranza (in questo momento così preziosa da ritrovare…) che se si è capaci di vivere e sentire con passione ed empatia, dietro le ombre e le nuvole esiste una strada, un cammino, un destino per tutti.

 

 

E dato che oggi, 12 dicembre, è il compleanno (199 anni!) di un grande autore, eremita forse quanto Emily, che ha disseminato la sua corrispondenza di frasi relative alla necessità di isolarsi per poter creare, al bisogno di “nascondersi” dal mondo esterno, chiudiamo con una sua frase, molto vicina al pensiero della poetessa:

 

Potrei lavorare anni di fila, nella più austera solitudine, senza avere mai un mal di testa. Invece una porta che cigola, l’aspetto di un borghese mi fanno battere il cuore, mi rivoluzionano, mi turbano. Io sono come i laghi delle Alpi, che si agitano alla brezza delle valli; ma i grandi venti delle cime passano senza incresparne la superficie, e servono al contrario a scacciare la nebbia. […] I pericoli dell’eccesso sono impossibili per le nature esagerate.

Gustave Flaubert, 12 dicembre 1821 – 8 maggio 1880

 

 

 

***

 

Gli Anaïs sono l’ultima forma del progetto Sybil, passando per i Chloe.
Il tratto che unisce è l’amore per le canzoni e le atmosfere delicate, tra batterie spazzolate, chitarre e bassi sfiorati e voci femminili che giocano a sussurrare, ispirandosi tanto ai Velvet Underground quanto al patrimonio cantautorale italiano.

Il progetto nasce nel 1999 nella sua formazione attuale e si ritaglia un suo pubblico, suonando in numerosi contesti live. 

Dopo aver superato le varie selezioni regionali, il 5 luglio del 2001 gli Anaïs si esibiscono sul Wake Up Stage dell’Arezzo Wave Love Festival.

Nel corso degli anni, i lavori del gruppo hanno ricevuto recensioni positive pubblicate su Rockerilla, Rumore e altre riviste specialistiche.

Nel 2012 registrano “Amoressia”, autoprodotto, che raccoglie la maggior parte dei pezzi originali e delle cover in repertorio live.

Franco e Francesca hanno preso parte negli anni a diversi progetti musicali (i Fenomeni, Franco Zaio, Moby is Vegan Francesca) e nel 2017 hanno ripreso a lavorare insieme al progetto “Emily Dickinson. Because I Could Not Stop for Death” che è stato pubblicato il 7 dicembre 2020 dall’etichetta alessandrina 1q84 Tapes, dove si può acquistare in formato digitale o  fisico.

La foto di copertina è di Alberto Terrile.

 

Il disco:

https://1q84tapes.bandcamp.com/album/ana-s-emily-dickinson-because-i-could-not-stop-for-death?fbclid=IwAR0KPRBgUf8T3ylpHD08cWFG9UeUZvY65VRBUlW56-Jw_iIIIaC0ChwNClg

 

La loro pagina fb:

https://www.facebook.com/gliAnais/

 

 

Tra i tanti usciti il 10 dicembre, un ricordo di Emily Dickinson:

https://www.doppiozero.com/materiali/emily-dickinson-io-abito-la-possibilita

 

 

 

 

Chiara Pasetti

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