Mezza politica20 dicembre 2020 12:12

Conte sul filo del rasoio

“Il 3 dicembre è stato regolamentato il periodo delle feste, inducendo le persone a farvi affidamento. A pochi giorni dal Natale è stato ribaltato tutto con un nuovo decreto, in spregio non solo all’organizzazione, ma anche alla fiducia della gente. Più che metodo, improvvisazione, come se fosse l’inizio della pandemia”

Conte sul filo del rasoio

“Mentre vantava di aver evitato un lockdown generalizzato nelle settimane scorse, Conte annunciava il lockdown delle prossime settimane, come se fosse una cosa perfettamente coerente. 

Di coerente non c’è niente nell’esaltare la mancata adozione di una certa misura per il passato nel momento stesso in cui la si adotta per il futuro”.

“Conte ha rimarcato l’uso del decreto legge, anziché degli usuali Dpcm. Ma, ai sensi della Costituzione (articolo 77), il decreto legge può essere adottato solo in casi di «necessità e urgenza»: se non c’è stato un aggravamento improvviso dei parametri di rischio - come non c’è stato - qual è la “necessità e urgenza” del decreto natalizio? Non si sapeva forse con sufficiente anticipo che il 25 dicembre sarebbe stato Natale?” 

Il Natale quando arriva arriva… 

“Continua l’uso non solo improprio, ma in questo caso addirittura paradossale, dello strumento normativo. A ciò si aggiunga che, a differenza dei Dpcm, atti amministrativi, di un decreto legge non si può chiedere la sospensiva al Tar, come forse qualcuno avrebbe fatto date certe assurdità del nuovo provvedimento”.

Questo scrive la giurista Vitalba Azzollini sul Domani.

Il quotidiano di De Benedetti, nato da poco, è stato spesso accusato di essere troppo antigovernativo. 

Però, pur approvando ogni misura che aumenti la sicurezza e la possibilità di accedere agli ospedali di tutti i malati di altro dal covid, dobbiamo ammettere che le argomentazioni di Azzollini sono giuridicamente impeccabili.

La responsabilità di Governo e Regioni in questo Enorme Casino è innegabile: se le categorie più colpite in assoluto ma meno forti politicamente (come i lavoratori di cultura e spettacolo) sono da tempo alla canna del gas, adesso il problema economico sta investendo con forza anche settori che in genere sono maggiormente rappresentati e possono contare su associazioni di categoria più combattive come la ristorazione, che rischia di veder chiudere per sempre quasi la metà delle attività.

Se non si lavora ma si deve pagar l’affitto, le utenze, la Tari e altre tasse che non sono state eliminate ma solo rimandate, i ristori dovranno tener conto di tutto questo.

Altrimenti il Governo avrà la responsabilità di aprire un’intera autostrada in concessione a Salvini & Meloni, che non hanno dato alcun supporto agli italiani nella gestione della pandemia ma che sono abilissimi nel volgere a proprio favore la rabbia e la paura per un futuro incerto, che molti vedono nero. Non a torto.

E qui, per chi vuole, ci sono le FAQ del Governo http://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638?gclid=Cj0KCQiAifz-BRDjARIsAEElyGI2RrnMQLdzFg72jFRk9M7glFxOzieBzyIONlR9P1WWQmCUbWbGHA8aAqtbEALw_wcB #FAQ2 

LNS

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