Mezza politica30 marzo 2021 15:16

Il tinello di Toti

Sinistra Italiana: "La Liguria a guida Toti ha infranto ogni record negativo sui numeri legati alla pandemia"

Il tinello di Toti

"La nostra è una delle regioni con il più alto rapporto tra decessi e abitanti, ha avuto una  diffusione del virus drammatica nelle strutture per la cura degli anziani, è in zona  retrocessione nelle statistiche nazionali sull'efficacia della campagna vaccinale ed è di  recente stata oggetto di forti critiche da parte della Corte dei Conti per il deficit di bilancio  della sanità e le inefficienze del servizio sanitario regionale che spingono molti liguri a  rivolgersi a strutture in altre regioni. 

A conferma della vocazione al peggio di Toti, non poteva mancare il record di inefficienza  nella gestione dei fondi ricevuti dal Governo per il sostegno alle imprese colpite dalle  conseguenze delle restrizioni volte a contrastare la diffusione del contagio."

Così Sinistra Italiana Liguria, che prosegue: 

"Degli oltre 270 milioni di euro, erogati dal Governo Conte alle Regioni affinché queste  potessero scegliere in autonomia quali imprese sostenere e in quale misura, alla Liguria  sono toccati circa 7,7 milioni di euro. 

Unico vincolo previsto dal Governo per l'uso di questi fondi era la tempistica di approvazione  dei provvedimenti di sostegno, poiché in questa crisi la tempestività dell'erogazione degli  aiuti è fondamentale per la loro efficacia.  

Per questo motivo il Governo ha quindi imposto alle Regioni di deliberare le misure di  sostegno entro il 31 dicembre 2020, pena la revoca del contributo. 

La giunta Toti ha quindi dovuto, in "poche" settimane, “addirittura” decidere quali imprese  necessitassero maggiormente di aiuti e quale criterio adottare sull'entità dei contributi  tenuto conto dell'ammontare dei fondi a disposizione. 

Qualunque cittadino ligure mediamente informato avrebbe facilmente potuto elencare le  attività che da mesi sono costrette alla chiusura totale (palestre, teatri, cinema, ecc.) o sono  fortemente limitate nell'attività (bar e ristoranti) e avrebbe potuto fissare l'entità del  contributo utilizzando i dati del Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio. 

Impresa questa evidentemente troppo complessa per Toti, non tanto perché notoriamente  non ligure, bensì perché da mesi vanamente impegnato a passare per il primo della classe  sul Covid-19 lanciando strampalate proposte sulle riaperture che poi non hanno ovviamente avuto seguito, salvo essere il primo a decidere invece di anticipare le chiusure delle scuole.  

Grazie al suo “talento”, Toti è riuscito nell'impresa di deliberare un provvedimento insensato  sia nella modalità di individuazione dei beneficiari, sia nelle procedure di erogazione, tanto  che, ad oggi, a oltre tre mesi dalla sua approvazione, gli aiuti non sono ancora arrivati ai  beneficiari stessi. 

Nella scelta delle imprese che hanno diritto al contributo, la giunta Toti ha escluso molte delle attività del settore della raccolta delle scommesse (settore a cui ha ritenuto di  erogare gli aiuti) perché ha dimenticato di inserire tutti i codici attività utilizzati da quelle  imprese.  

Si è assistito quindi all'assurdo per cui alcune imprese del settore del gioco hanno ottenuto  il diritto al contributo e ad altre è stato negato benché svolgessero attività assolutamente  simili ed assoggettate alle stesse misure restrittive per il Covid-19. 

Nel caso del settore della ristorazione, la scelta di non prevedere aiuti per le imprese con  più di un addetto (titolari inclusi), ha di fatto escluso piccolissime attività, anche a  conduzione familiare o con un solo dipendente, ma ha invece riconosciuto il contributo ad  altre di ben più grandi dimensioni temporaneamente senza addetti perché svolgono  attività stagionale. 

Sul sistema di valutazione delle richieste di contributo e le procedure di erogazione, la  Giunta Regionale ha scelto di coinvolgere le Camere di Commercio, scaricando sulle loro  strutture, già fortemente deficitarie di personale per l'ordinaria gestione del registro  delle imprese, il delicato compito di vagliare le domande e le procedure per l’erogazione. 

Il fatto che ad oggi non si siano ancora effettuati i pagamenti per domande presentate da  settimane, fornisce già una valutazione sulla qualità di tale scelta.

Quello che però non era evidente dalla lettura della sciagurata delibera della Giunta  Regionale, era che alle Camere di Commercio Toti avesse demandato anche la funzione di  addetto stampa per veicolare le proprie giustificazioni a fronte delle proteste degli  imprenditori esclusi dagli aiuti. 

Agli imprenditori che hanno provato a chiedere chiarimenti per l'esclusione dall'elenco dei  potenziali beneficiari degli aiuti stilati sulla base dei criteri fissati dalla Regione, è infatti  arrivata (dalla Camera delle Riviere Liguri) una risposta che è sostanzialmente un pessimo  comunicato stampa della Giunta Toti, ovvero una sorta di giustificazione per il pasticcio  combinato con un goffo tentativo di scaricabarile verso il Governo nazionale. 

Riportiamo fedelmente i passaggi più "sublimi" di questa risposta, su carta intestata della  Camera di Commercio delle Riviere Liguri, per l'occasione trasformatasi in “Tinello di Toti”: - "Innanzi tutto sappiamo che tutte le imprese liguri sono state danneggiate  dall'emergenza pandemica e dai provvedimenti di sospensione e chiusura, per cui ci riesce  difficile chiamare "ristori" quelle che sono per noi erogazioni esigue a favore di una  percentuale minima (il 5%) delle imprese colpite"; 

- "Inoltre l'importo di circa 7.700.000 messo dallo Stato a disposizione della Regione Liguria  attraverso il Decreto Ristori Quater, oltre ad essere largamente insufficiente, doveva  essere impegnato immediatamente e destinato ai beneficiari improrogabilmente entro la  fine dell'anno, pena la restituzione allo Stato." 

- "Per questo la Regione Liguria (....) ha chiesto alle Camere di Commercio liguri di estrarre  in velocità gli elenchi delle imprese appartenenti alle due categorie" (sospese o limitate) "e  altrettanto rapidamente li ha approvati con delibera n. 976 del 23/12...." - "Questa operazione è stata probabilmente imperfetta - al momento stiamo correggendo  gli errori tecnici di estrazione - e sicuramente dolorosa per tutti coloro che sono stati  esclusi dai ristori, ma ha consentito di destinare alle imprese liguri delle risorse, anche se  insufficienti, che altrimenti avrebbero potuto andare perse." 

- "Nel suo caso l'esclusione dall'elenco della delibera 976 è il superamento del limite degli  addetti stabilito dalla delibera 976 della Regione" 

- "Tuttavia la Regione sta valutando la possibilità di misure analoghe a favore di altre  categorie di imprese, cui ci auguriamo Lei possa accedere...". 

Il tutto firmato da "Ufficio servizi alle imprese", forse intendendo alle imprese di Toti. 

In sintesi la Camera di Commercio delle Riviere Liguri, o meglio il “Tinello di Toti”, scrive che il Governo cattivo ha dato pochi soldi alle imprese liguri (come se i ristori nazionali in  Liguria non fossero arrivati), che alla povera Regione è stata messa molta fretta ma che è  stata comunque veloce e talmente rapida da non far perdere (per sua responsabilità se  fosse successo) le somme stanziate, che "probabilmente" la procedura adottata è stata 

"imperfetta", ma che se qualcuno è stato escluso per scelta della Regione deve sapere che  la Regione stessa sta valutando la possibilità di adottare misure analoghe che potrebbero riguardare proprio gli esclusi di oggi. 

Su quest’ultimo passaggio viene da domandarsi chissà quando la Regione provvederà,  visto che non è stata in grado di farlo ora, e soprattutto con quali fondi. 

Per le imprese liguri escluse dal contributo tutte queste scuse probabilmente  aggiungeranno rabbia alla preoccupazione per il proprio futuro, vista la crisi economica che  vivono.  

Per le imprese a cui il contributo è stato riconosciuto ma che, a tre mesi dalla delibera regionale di approvazione e a settimane dalla presentazione della domanda, ne  attendono ancora l'erogazione, più che pensare che "probabilmente la procedura è stata  imperfetta", si ha la certezza che siamo di fronte ad un inaccettabile esempio di  inefficienza della Regione a guida Toti. 

Al Consigliere Regionale del Gruppo Linea Condivisa ed esponente di Sinistra Italiana  Gianni Pastorino, che si è permesso di inviare alla Camera di Commercio delle Riviere  Liguri una richiesta di spiegazioni in merito a queste comunicazioni, è pervenuta, a firma  del Presidente, una risentita risposta autoassolutoria che è riuscita nell'incredibile risultato  di peggiorare ulteriormente la situazione. 

Nella risposta in particolare si descrivono in ben undici righe (avete letto bene, undici righe) i passaggi formali che porteranno all'erogazione del contributo a favore delle  imprese "sopravvissute" ai criteri selettivi della Regione, procedure da cui si desume che  le imprese beneficiarie rischiano di non trovare neanche nell'uovo di pasqua quello che  avrebbe dovuto essere un "regalo" natalizio."

“A seguito di una segnalazione di Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana, ci è apparso necessario intervenire in Sede Istituzionale: gravissimo che, ad oggi, molti operatori economici beneficiari dei 7,7 milioni affidati a Regione Liguria non abbiano ricevuto un euro” afferma Gianni Pastorino: “Come Linea Condivisa abbiamo quindi chiesto spiegazioni al Presidente Toti, con due diverse interpellanze, sul perché tantissimi artigiani, e piccoli commercianti non abbiano ricevuto i soldi che queste persone stanno aspettando – continua il Capogruppo Pastorino – risposte? Ad oggi 0, i tempi del Consiglio regionale sono lontanissimi dalle esigenze dei liguri: le interpellanze sono del 9 marzo”.

“Purtroppo la vicenda non finisce qui - continua Pastorino -: sempre su segnalazione di Sinistra Italiana, abbiamo scritto al Presidente della Camera di Commercio delle Riviere liguri, in quanto l’Ente, comunicando a determinati operatori economici la loro esclusione dal provvedimento di ristoro, si è lanciato in valutazioni politiche e non tecniche sull’ammontare delle risorse e i tempi di erogazione, cosa che, a nostro giudizio, risulta inaccettabile”.

“La risposta della Camera di Commercio delle Riviere liguri ha dell’incredibile – conclude il capogruppo di Linea Condivisa – perché non entra nel merito di quanto sollevato, ma assume un tono risentito, per nulla chiarificatore del grave gesto da noi evidenziato, e perdendo tempo nel ripercorrere l’iter che gli operatori economici devono effettuare per accedere ai ristori. Speriamo che Toti, in risposta alle nostre interpellanze, faccia un pochino meglio”.

 

 

 

com

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