Contromano12 maggio 2021 12:42

Associazioni “pro vita” nella Sanità pubblica: l’ultimo capitolo del medioevo ligure

Arriva anche in Liguria la proposta di legge firmata Fratelli D’Italia “Norme per la tutela della salute della donna e del concepito”

Associazioni “pro vita” nella Sanità pubblica: l’ultimo capitolo del medioevo ligure

«Una proposta irricevibile che mette a rischio il diritto delle persone ad accedere a un’Interruzione Volontaria di Gravidanza sicura, gratuita e non giudicante – dichiara il capogruppo di Linea Condivisa e vicepresidente della commissione sanità Gianni Pastorino.

Nascosto in bella vista all’interno della proposta di legge c’è infatti l’inserimento dei movimenti cosiddetti “per la vita” all’interno dei consultori e dei reparti di ginecologia. La genitorialità deve essere una libera scelta, non un’imposizione o un ricatto morale. La nostra regione non ha bisogno di imporre gravidanze indesiderate o di far sentire in colpa le persone che accedono a un diritto garantito da una legge da ben 43 anni.

Nella proposta di legge firmata da Stefano Balleari, Sauro Manucci e Veronica Russo di Fratelli d’Italia si parla di “valore sociale della maternità”, “tutela del figlio in viaggio verso la nascita” di aborto unicamente come “sconfitta [...] per la società che viene privata del suo futuro”. Le azioni utili e necessarie che si dovrebbero portare avanti sono però altre: l’inserimento dell’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, la contraccezione gratuita, investire nella formazione di personale sanitario non obiettore che garantisca e tuteli il diritto all’accesso all’IVG - conclude Pastorino. L’Italia è un paese laico dove l’aborto è un diritto. E i diritti vanno garantiti e tutelati, non ostacolati».

"La destra che governa la Regione retrograda e anacronistica, nemmeno si accorge di indebolire le donne,  di colpevolizzarle, di esporle alla vittimizzazione e alla violenza maschile” dichiara Selena Candia, consigliera regionale della Lista Sansa. 

“In Liguria Fratelli d’Italia vuole limitare le interruzioni volontarie di gravidanza, «le cui cause sono, da un lato, le difficoltà economico-familiari e quelle di ordine psicologico; dall’altro, lo scadimento del senso del valore della vita umana nella coscienza individuale e sociale».

Per capire i propositi di questa proposta di legge che prevede uno spazio gratuito in ogni consultorio e reparto di maternità per le «organizzazioni di volontariato che operano nel settore dell’aiuto alla vita nascente», bastano due frasi dalla relazione iniziale - continua Candia:

«L’aborto è sempre e comunque una sconfitta: per il figlio, che perde la vita; per la madre, che sovente porta con sé un trauma per tutta l’esistenza; per la società, che viene privata del suo futuro».

e

«Per questo i proponenti della presente proposta di legge intendono rendere concretamente un servizio ai figli - la cui vita, ancora nascosta, è in pericolo -; e alle loro madri, minacciate dalla solitudine, dall’ignoranza, dalla povertà, dalla paura».

È bene ricordarsi queste parole, usate con così tanta leggerezza da una destra al potere che nemmeno si accorge di essere retrograda e anacronistica, di indebolire le donne, di colpevolizzarle, di esporle alla vittimizzazione e alla violenza maschile.

La strada da seguire, ovviamente, è un’altra: dobbiamo favorire l’autonomia morale delle donne, creare politiche sociali che le sostengano - dagli asili nido all’assistenza degli anziani - e aiutarle a risolvere i problemi nati con l’obiezione di coscienza dei medici che impediscono la piena applicazione della legge 194 sul diritto di aborto.

Da subito ci mobiliteremo in difesa del diritto alla salute e della libertà di scelta. Questa proposta di legge va fermata: apre le porte all’oscurantismo, nega i diritti e la piena cittadinanza alle donne, minacciando i diritti sinora conquistati.”

Della stessa opinione Europa Verde che spiega: "Un disegno di legge che anche noi denunciamo con forza, a partire dai toni gravi utilizzati nella relazione.

In essa troviamo infatti frasi in cui si critica  l’aborto stesso (definito come “sempre e comunque una sconfitta”) che vanno a colpevolizzare le donne che vi si rivolgono ma anche passaggi in cui si critica la società tutta, indicando lo “scadimento del senso del valore della vita umana nella coscienza individuale e sociale” come una causa delle interruzioni di gravidanza.

Prima di affermare questo la relazione tratta brevemente della grave diminuzione della natalità in Liguria di cui non si comprende il senso, se le intenzioni fossero di potenziare esclusivamente la rete informativa in merito negli ospedali non si capirebbe perché mettere i due temi a confronto, il problema sta nel fatto che non si vuole informare ma disincentivare: FdI usa infatti la scusa del servizio informativo solo per espandere la propaganda antiabortista.

Vorremmo suggerire in merito al tema natalità che esso si combatte migliorando le condizioni di vita dei cittadini e delle cittadine, affermando il principio di una maternità libera e consapevole e non tentando di scoraggiare le donne ad esercitare quello che è un loro diritto, quindi ci auspichiamo che FdI nelle prossime iniziative metta questo punto al primo posto essendo loro al governo della regione, lasciando perdere questa propaganda retrograda."

 

LNS

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