Cose belle26 maggio 2021 10:57

Gioco informale

S'inaugura sabato 29 maggio la mostra organizzata dall’Associazione Culturale Angelo Ruga ad Albissola Marina

Gioco informale

 

Nell’ambito delle attività di promozione dell’opera di Angelo Ruga (Torino 1930 - Clavesana 1999), l’Associazione Culturale Angelo Ruga organizza ad Albissola Marina la mostra GIOCO INFORMALE, Angelo Ruga all’interno dello spazio culturale Lavanderia, sede albissolese dell’associazione.

La Lavanderia prende il nome dall’effettiva funzione che questo locale nel centro storico di Albissola Marina svolgeva al tempo in cui ne era proprietaria la moglie di Angelo Ruga, Biagina Baccani Ruga, la quale lo lasciò poi in eredità all’Associazione Culturale di cui fu ideatrice e co-fondatrice nel 2009.

La mostra GIOCO INFORMALE, Angelo Ruga è curata dall’ Associazione Culturale Angelo Ruga insieme al dott. Daniele Panucci e fa parte di un percorso di studio volto a rivalutare in modo critico e storiografico l’opera di Angelo Ruga.  

Fin dai suoi esordi in Italia ad inizio Novecento, la fantasia degli artisti è stata spesso condizionata dal gioco dal calcio, sintesi perfetta di emozioni, dinamismo, velocità e spettacolo.

Tra coloro che in ambito nazionale hanno affrontato il tema, anche il maestro torinese Angelo Ruga (1930-1999), ricordato dagli albissolesi non solo come artista ma anche come abile ed altrettanto umile allenatore delle giovanili della squadra locale.

Il rapporto di Ruga con il mondo del pallone ha origini lontane: da ragazzino giocò nelle giovanili della Juventus, nonostante la sua fede "granata", poi il calcio lo portò dapprima in Basilicata, tra le fila del Potenza, poi nel Centro Italia tra Toscana, Umbria e Marche, ed infine ad Albissola Marina, dove venne chiamato a giocare nell'estate del 1954.

La promettente carriera artistica di Ruga - che grazie alle esperienze albissolesi al fianco dei grandi maestri che vi lavoravano e con il successivo ritorno a Torino due anni più tardi si stava consacrando come ascendente protagonista nel panorama dell'arte informale - mise in secondo piano quella da calciatore, ma l'interesse per il pallone, antica passione, non venne mai meno.In parallelo rispetto alle ricerche grafico-pittoriche sui Giochi (1985-1990), il calcio - che prima di allora non era mai entrato in maniera pregnante nella produzione artistica di Ruga pur avendo rivestito una grande importanza nella sua vita - fa la sua apparizione, probabilmente ispirato dalla Coppa del mondo del 1986: l'artista iniziò una serie di disegni e dipinti dedicati agli stadi - caratterizzati dalla comune forma ellittica ereditata dal modello delle teste delle Bimbe di Terezín - affrontati sinteticamente e in maniera espressiva e tensionale piuttosto che naturalistica o descrittiva.

Esporre le ricerche figurative sul calcio condotte con maestria e introspezione dall'artista torinese in questo preciso momento storico, risulta ancora più significativo: l'attenzione si sposta dal rettangolo di gioco dove si dovrebbero sfidare gli idoli delle masse agli spalti gremiti di festanti supporters, tenuti lontani dagli stadi da oltre un anno a causa dell'emergenza epidemiologica, per ricordarci ancora una volta che "il calcio è dei tifosi".

ANGELO RUGA

Angelo Ruga nasce nel 1930 a Torino, dove tra il 1948 e il 1957 si forma presso il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina. Dipinge paesaggi torinesi, alternando viaggi di formazione nel centro-sud d’Italia: Umbria, Lucania e Puglia. Viene ingaggiato come calciatore professionista dalla squadra di Albissola Marina (Savona), dove si trasferisce e vive dal 1954 al 1956. Qui ha l’opportunità di entrare in contatto con gli esponenti dell’avanguardia artistica nazionale e internazionale; fra questi, AsgerJorn nel 1954 lo ritrae in un dipinto a olio conservato oggi al MuseumJorn di Silkeborg (Danimarca). Esordisce nel 1955 con una mostra personale alla Galleria Sant’Andrea di Savona, presentato da Emilio Zanzi. Nel 1960 a Milano partecipa alla mostra del Premio Apollinaire (vinto quell’anno da Bepi Romagnoni).

Dal 1957 la pittura paesaggistica di Ruga si carica progressivamente di valenze espressive vicine all’informale gestuale, con echi di surrealismo biomorfico. Nel decennio successivo, i paesaggi si popolano di personaggi e maschere (spaventapasseri, arlecchini, soldati) che negli anni Settanta escono dai quadri per diventare sculture polimateriche, nelle quali elementi plastici in legno e ceramica convivono con resti organici e oggetti residuali della cultura contadina. Vive tra Albissola e la collina di Mongreno, Torino.

Si concentra sempre più sulle visioni del paesaggio agreste e la sua pittura si fa via via più astratta, sorretta dalla forza sintetica della linea e da campiture cromatiche pure e piatte. Nascono i cicli delle “Colline”, degli “Insetti”, dei “Giochi” (1985-1990), dei “Paesaggi immaginari” (1990-1996). Nel 1993 si trasferisce definitivamente nelle Langhe, a Clavesana (Cuneo), dove si spegne nel 1999.

ASSOCIAZIONE CULTURALE ANGELO RUGA

Scopo statutario dell’Associazione Angelo Ruga è custodire, valorizzare e promuovere l’opera di Angelo Ruga e la promozione di iniziative di carattere culturale, sul territorio delle Langhe e delle Albissole.

Dal 2009 l’Associazione svolge, in relazione e in rapporto con enti pubblici e privati e del settore no profit, attività di catalogazione di tutte le opere pittoriche, scultoree e grafiche dell’artista nonché di promozione e divulgazione dell’opera di Angelo Ruga.

L’ Associazione Angelo Ruga promuove mostre ed eventi culturali anche non riferiti all’opera dell’artista e, nello specifico, mostre collettive e personali di artisti contemporanei, residenze per curatori e residenze d’artista.

Le mostre collettive e personali, oltre ad esporre l’opera di artisti già affermati, sono un’occasione per promuovere artisti emergenti. Le residenze per curatori sono lo strumento che l’Associazione Angelo Ruga ha scelto di utilizzare, al fine di riattivare una riflessione che non solo contempli la memoria dell’artista scomparso, ma le permetta di rivivere, attualizzarsi, arricchirsi e ampliarsi. 

Le residenze per curatori e le residenze d’artista, presso le strutture di Clavesana e Albissola, sono uno strumento per valorizzare il lavoro di artisti emergenti, offrendo un’importante occasione di sviluppo professionale e di relazione con i territori.

L’Associazione ha sede ad Albissola Marina e Clavesana.

 

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