News18 giugno 2021 09:16

Le accuse del Ministero ad Autostrade: "Ecco perché scendiamo in piazza"

Ferruccio Sansa, tra gli organizzatori della protesta prevista per il pomeriggio, spiega: "Non possiamo accettare il regalo da 9,5miliardi di euro a Benetton per riprenderci le autostrade che sono già nostre". Ma non tutti oggi saranno in piazza

Le accuse del Ministero ad Autostrade: "Ecco perché scendiamo in piazza"

"Grave rischio per la sicurezza e la circolazione si legge nelle carte dell'inchiesta per il crollo del ponte Morandi e alla mente torna il ricordo del crollo del viadotto Polcevera e le 43 vittime; così come la tragedia sfiorata nel 2019 quando all'interno della galleria Berté sull'A26 si frantumarono a terra due tonnellate e mezzo di calcestruzzo. “Grave rischio per la sicurezza e la circolazione” e a sottoscriverlo è il super-commissario del ministero dei Trasporti Placido Migliorino. L'atto di accusa alla gestione di Autostrade per l'Italia parla di “carenze manutentive su viadotti e gallerie” e sottolinea che “Aspi ha sempre respinto le richieste degli uffici del ministero dei Trasporti di consegnare e indicare i criteri con cui gli interventi venivano previsti”; questo “dichiarando che erano di competenza esclusiva della società concessionaria”, come spiega Il Secolo XIX.

Non è un caso quindi che dopo tre anni dal crollo del ponte Morandi ci siamo ancora cantieri e code infinite sulle nostre autostrade. Secondo Migliorino, come spiega il Secolo, “questo è da imputare alla gestione di Aspi”.

Se ce ne fosse stato bisogno, oggi è ancora più evidente la necessità di dire basta. Scendiamo in piazza (alle 18 davanti alla Prefettura di Genova) per difendere noi stessi. Mancano due giorni: scendiamo in piazza e protestiamo contro il regalo da 9,5miliardi alle società concessionarie di Autostrade. È una manifestazione decisiva per chiedere la revoca della concessione senza che lo Stato paghi un euro"

Così il consigliere regionale Ferruccio Sansa, che prosegue: "Questo, secondo noi, si merita chi ha gestito Autostrade per 20 anni e ne è uscito con dieci miliardi di plus valenze, ma lasciandoci dieci miliardi di debiti nella società (fonte il Sole 24 ore) e 20 miliardi di cantieri da fare per rimettere la rete in condizioni decenti. Ma dobbiamo esserci tutti soprattutto per noi stessi; dobbiamo dimostrare che sappiamo ancora ribellarci alle ingiustizie; che sappiamo ancora far sentire la nostra voce; che sappiamo essere tutti insieme.".

Non tutti però saranno in piazza: e tra le assenze, si noterà quella di Rifondazione Comunista.

"Chiediamo scusa ai parenti delle vittime del ponte Morandi - spiegano da Rifondazione - perché vorremo essere al loro fianco e invece abbiamo deciso di non partecipare al presidio sotto la Prefettura, indetto per venerdì 18, in segno di protesta contro la decisione di acquistare le quote ASPI di Autostrade da parte della Cassa Depositi e Prestiti.

Non ci saremo nonostante il PRC condivida anche il merito delle rivendicazioni alla base della protesta.

Non ci saremo perché alla manifestazione hanno aderito anche gli esponenti locali di quei partiti, come Lega e DS, che a livello nazionale sono disponibilissimi a firmare per questa ignominia. Non ci saremo perché tutti loro sono da sempre favorevoli alla privatizzazione dei beni pubblici, autostrade tra questi, destinandole a diventare oggetto di profitto e, pertanto, soggette a speculazioni criminali finalizzate a diminuire le spese di manutenzione.

Non ci saremo perché se no avremo difficoltà a denunciare quello sporco giochetto, cattivi a Roma, buoni a Genova, utile a quei signori per non sputtanarsi del tutto in una operazione vergognosa.

Comprendiamo i parenti delle vittime nel loro accettare qualsiasi cosa che serva per fare muro contro quelle vigliaccate, ma noi non possiamo stare nella stessa piazza con quei mercenari.

E’ per questo che ci scusiamo sentitamente con i parenti delle vittime, certi di ritrovare loro, e non altri, al fianco della campagna per il riconoscimento delle vittime delle stragi causate dal profitto, promosso dal Comitato NOI 9 OTTOBRE".

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