Sciûsciâ e sciorbî15 luglio 2021 11:46

La persecuzione dei Sinti: il Comune di Savona vieta di fare altri figli. Non è pulizia etnica?

Video: le immagini traumatiche dello sgombero del 23 giugno scorso. Tra l'odio e l'indifferenza della città, un gruppo di associazioni fa ricorso al Tar contro il nuovo regolamento del campo della Fontanassa (di Nicola Stella)

La persecuzione dei Sinti: il Comune di Savona vieta di fare altri figli. Non è pulizia etnica?

Arrivano all'alba a decine, chi in divisa e chi no, decisi ad abbattere le loro case. Non sono coloni israeliani in Palestina o truppe dell'Isis in Siria. E' il 23 giugno e siamo a Savona: la violenza viene messa in atto dai vigli urbani spalleggiati dalla digos e dai carabinieri. Davanti agli occhi lucidi dei bambini, alle urla dei più grandi, allo sgomento di anziani e disabili che lì vivono da anni.

Siamo al campo Sinti della Fontanassa, oggetto fin dall'insediamento della giunta di destra di una spietata persecuzione, sfociata quasi a fine mandato nel nuovo regolamento entrato in vigore il 4 maggio scorso. Un regolamento approvato dal consiglio comunale tra il consenso o l'indifferenza generale. Un regolamento che è una vergogna per la città.

Basterebbe solo il comma 2 dell'articolo 1 per definire questa oscenità. Eccolo: "L'area suddivisa in piazzole... ha una capienza massima di numero 32 (trentadue) persone (oggi sono circa 80, ndr). Detto numero non può in alcun modo essere superato, ma solo diminuito fino al graduale recupero della predetta area come area di sosta ad utilizzo del Campo di Atletica. Eventuali nuove nascite non comportano modifiche numeriche in termini di massima capienza, né comportano il diritto alle famiglie ivi presenti di occupare ulteriori o diverse piazzole, anche fra quelle oggi ammesse".

Capite? L'ho evidenziato in neretto: ai Sinti viene negato il diritto di mettere al mondo dei figli! Perché, se lo facessero, dovrebbero cercarsi un'altra sistemazione con i costi conseguenti e insostenibili per quasi tutte le famiglie. Come la vogliamo chiamare? Pulizia etnica? Ci siamo quasi.

Il messaggio è chiaro: in questa città non c'è spazio per i Sinti, che pure sono cittadini savonesi, in buona parte nati e cresciuti qui. Tutto tra il compiacimento di gran parte dell'elettorato, che - sui social - ha coperto di insulti le associazioni che sono al fianco di questi "reietti" e che insieme a loro hanno presentato un ricorso al Tar contro il regolamento-sconcezza approvato con tanto entusiasmo persino da chi si dichiara fervente cattolico ed elemosina voti da suore e parrocchie (come l'aspirante vicesindaco Pietro Santi). Ma è noto che la malvagità contro i poveri porta voti, le elezioni sono vicine e le ruspe in azione sono un bel biglietto da visita. D'altra parte anche il vescovo Calogero Marino, che pure sostiene l'attività dell'ufficio diocesano Migrantes in favore dei Sinti, alla resa dei conti si è rifiutato di firmare il ricorso al Tar per non schierarsi contro il Comune. Da lui nemmeno una parola per lo sgombero così crudele e orribile delle prime due roulotte: don Abbondio o Ponzio Pilato? Scegliete voi.

Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare: celebre frase da applicare anche alla sindaca Ilaria Caprioglio che si è guardata bene, insieme all'intera sua giunta, dal presenziare al blitz del 23 giugno, lasciando tutto in mano al fin troppo solerte capo dei vigili Igor Aloi e all'imbarazzato dirigente dei servizi sociali Walter Ziliani. Hanno poi parlato di "legalità", ma la legalità del loro operato è dubbia assai. Oltre alle violazioni di numerose convenzioni internazionali che richiamano al rispetto dei diritti umani e alle particolari attenzioni rivolte alle popolazioni Sinti e Rom, a quanto pare la demolizione delle due roulotte è avvenuta senza un provvedimento amministrativo specifico, che avrebbe dovuto essere mostrato agli interessati.

Ma c'è di più: proprio il Comune di Savona da tempo nega la residenza alla Fontanassa a chi vive alla Fontanassa e magari ci è pure nato, costringendo le persone a prendere la residenza in sedi fittizie (ad esempio la Caritas).

Dov'è la legalità? Dov'è l'umanità?

E a tutti quei signori che sui social inveiscono contro i Sinti e chi li sostiene dico che bisognerebbe conoscere le persone che scatenano il loro odio: non sono nè brutti, nè sporchi nè cattivi (fatto salvo il diritto di tutti a essere brutti e sporchi) come ve l'immaginate e hanno bambini bellissimi ed educati, perché loro i bambini li fanno ancora, nella città più vecchia e ottusa d'Italia.

(nel video alcune immagini inedite dello sgombero)



Nicola Stella

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