Lettere alla Nuova16 luglio 2021 09:00

Perché distruggere il mercato di Savona?

Non si placano le polemiche sul mercato del lunedì, dopo l'ennesimo cambiamento annunciato nella sistemazione dei banchi

Perché distruggere il mercato di Savona?

Per un breve periodo nella mia vita lavorativa mi sono occupato di commercio e d'intesa con l'Autorità Politica si era deciso di bandire l'assegnazione dei posteggi pur nel periodo di prima applicazione della Bolkenstein in accordo con le associazioni di categoria allo scopo di dare anche valore alla concessione e soprattutto di razionalizzare gli spazi per favorire la crescita del commercio ambulante, visto come elemento di arrichimento della città e di sostegno anche al reddito dei consumatori e delle consumatrici.

A Savona invece non si riesce a capire costa stia succedendo: il Comune e soprattutto l'assessora al commercio Zunato hanno deciso di rimettere mano ai posteggi dei banchi, spostando nuovamente intere categorie di venditori e portandoli addirittura in via Manzoni dinanzi alle scuole suscitando pure le proteste di commercianti famiglie e alunne nonché alunni.

Perché, a stare a notizie di stampa, tali decisioni sono state prese d'intesa con le associazioni di categoria ma poi queste si dichiarano sorprese e soprattutto sconcertate dalle decisioni comunali, che parrebbero consistere in un blitz senza giustificazione alcuna?

Noi continuiamo a credere, senza fare apparizioni alla Vaccarezza come qualche mese fa, che il mercato del lunedì sia un fenomeno commerciale ma anche culturale e sociale di estrema importanza per la cttà e che vada valorizzato costantemente soprattutto in questo gravissimo periodo di crisi fra pandemia e apertura di sempre nuove strutture commerciali poiché esso può rappresentare una valida alternativa economica per le famiglie ma anche una importante occasione di socialità per le persone e gli ospiti.
L'assessora al commercio avrà riflettuto su queste cose?

Ne dubitiamo perchè non è la prima volta che  arriva allo scontro con le associazioni di categoria e con gli operatori mercatali ma allora non sarà che ella si sia dedicata "al Lego" e pensi che amministrare il commercio cittadino sia come spostare i mattoncini dell'omonimo gioco?
Ci viene questo dubbio perché dinanzi ad una città sempre più sporca e sempre meno accogliente con il commercio in grave stato di crisi non si capiscono decisioni assunte secondo notizie di stampa senza consultare gli operatori del mercato.

Danilo Bruno

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